venerdì 1 giugno 2012

Un guscio vuoto

Ok, ho circa tre minuti e quattro secondi di pace per scrivere. Pupone gioca da solo, alleluja, e Nanetta forse si sta appisolando ma molto più probabilmente no.
Ora capisco tutte le neo bis-mamme blogger che si eclissano, giuro che non dirò mai più nemmeno mezza parola di lamentela perchè non trovo i blog aggiornati.
Vorrei tanto, TANTO, scrivere di margherita, di quanto è meravigliosa, di come io sia pazza di lei in un modo che non avrei mai immaginato, di come stanno andando le cose e di come sia fiera di me.
Ma.
Non sono i jeans dell'anno scorso che non chiudono, no.
Non è la stanchezza atroce che mi pervade da tre mesi interi.
Non è l'abbandono da parte del mio corpo, che ha tenuto insieme i pezzi per un po' e poi si è afflosciato come un sacchetto di carta, vuoto, molle, riempiendo i vestiti dove non deve assolutamente e lasciandoli flaccidi dove dovrebbe riempirli.
Non è l'amica che mi scrive del salto di qualità sul lavoro mentre io lotto con il ciuccio della nana.
Non è nemmeno la casa, che mi pare sempre più inadeguata a questa famiglia, e che non riesco mai, mai, a tenere anche minimamente come vorrei.
Non è la solitudine.

Perchè a ciascuna di queste cose prese singolarmente c'è rimedio.

C'è la palestra, ci sono le ore di sonno, c'è la consapevolezza di me stessa e del fatto che tutto sommato non sono mica da buttare (ma cosa sto dicendo), c'è la colf, ci sono i rapporti veri.

Sono tutte quelle cose INSIEME.

E' questo a provarmi, è questo a lasciarmi senza fiato, in un'apnea eterna che dura da mattina a sera e che non mi lascia nemmeno il tempo di rimettere insieme i pensieri, perchè alla sera, dopo aver messo faticosamente a letto i nani, di me rimangono briciole che non bastano a rimettermi in pista. so che sto sbagliando qualcosa. con i bambini, quello no. con me stessa, col papà sì. sto prendendo una direzione strana, un percorso sconosciuto in cui mi addentro circospetta. chi è questa donna? non è quella di due anni fa, non è quella di tre mesi fa. vorrei che scomparisse, a volte, e mi restituisse la tizia volitiva che ero. mi sono adeguata a tutto. ho ceduto terreno su tutto. per un po' è andato bene, perchè era quello che serviva, ma ora che i confini tra me e i bambini sono evanescenti, fatico a ritrovarmi. finora mi sono detta "rimedierò, rimedieremo, più avanti", ma ora ho paura che cominci ad essere tardi. vorrei avere tempo, tempo tempo tempo. e forza mentale. tempo e forza per rimettermi in piedi senza rimpiangere niente, per godermi i miei figli senza sentirmi un guscio vuoto.

lunedì 28 maggio 2012

Giuro che ci sono

e quello che scrive non è il mio avatar nè un calcolatore elettronico. stiamo bene, ma la bimaternità non è per niente roba da ragazzetti. stiamo benone e attoniti da quanto crescono i bambini, ma dire che nel corso della giornata non ho tempo nemmeno per incipriarmi è a dir poco realistico. ho sei o sette bozze di post, prima o poi ne finirò qualcuno... ...e tornerò a trovare tutti/e... :)

lunedì 19 marzo 2012

L'aggettivo possessivo secondo pupone

Se lo spazzolino blu più lungo è della mamma, che mi guarda bene negli occhi scandendo M-I-O...
e quello verde corto e sbrindellato è, sempre a detta di mamma, T-U-O...

poi per forza di cose quello blu lungo è M-I-O e quello verde corto e sbrindellato è T-U-O...

ok, ho capito!

o no?

mercoledì 14 marzo 2012

Dormono

Dormono.
E io non posso.
Ho mille motivi per volermi nascondere sotto le coperte fino al primo risveglio, ma anche mille cose che frullano in testa, e devo farle svolazzare un po'.
Dormono.
E il "grande" ha 39 di febbre, e io sono sola, e la famiglia di origine tace laggiù, non accenna a venirmi in soccorso, allora dopo un po' di frigni mi rimbocco le maniche e faccio da me. E penso a tutte le amiche e cugine e conoscenti con stuoli di nonne, zie, amiche nullafacenti che sgomitano per citofonare per prime a casa loro, e che appena rimangono sole telefonano a qualcun altro per lamentarsi di quanto sono stanche. E penso che anch'io la stanchezza vera non l'avevo mai sperimentata, ma me la devo tenere, perchè al momento il numero del pronto soccorso dà sempre occupato, da queste parti. E penso che il fatto che soltanto io sappia dove stanno i pigiamini, come si usa il termometro, cosa deve mangiare il grande per cena, a che ora deve mangiare la piccola, cos'è quel "Cincino" che il primo sta cercando per casa, non va mica bene.

Dormono.

E mi viene in mente la primavera che sta arrivando, e che la febbre passerà. Che è vero, non prendono l'aereo, però mi vogliono, ci vogliono bene. Che sarò anche sola, ma sto costruendo qualcosa di maestoso, con questi bambini. Che sono la cosa più incredibile che potessi fare.

Che in questo lasso di tempo in cui li ho voluti, concepiti, partoriti e cresciuti, un sacco di miei coetanei si sono presi le loro soddisfazioni. Che ho amiche che vanno ancora in discoteca, beate loro.
Che la gioia che provo quando guardo i miei figli e penso che sono proprio miei, è indescrivibile e totale. Che, purtroppo per me o forse per gli altri, il lasso di tempo è lo stesso per tutti.

Dormono e comincio a credere nei miracoli, nella lunga fila di magie che mi hanno portata fin qui. Comincio a essere cosciente di ogni singola cosa. Diminuisce la paura per le ore di solitudine e le battaglie piccole e meno piccole, cresce la gratitudine.

Pupone dorme abbracciato a "Cincino", Nanetta dorme coi pugnetti chiusi e borbotta nel sonno. Io sto nel mezzo, coi mie grattacapi e le mie paturnie.

Io sto nel mezzo, con un carico di felicità che schiaccia, nutre, e pesa.


Ps: scusate la pesantezza. Sto elaborando. Sto metabolizzando la nuova situazione e l'indigeribile me stessa :)

giovedì 8 marzo 2012

Spine.

Aver voglia di parlare del parto, del meraviglioso ostetrico che mi ha seguita, dei giorni (sereni) in ospedale, e rischiare troppo spesso di sentirmi ossessiva e ossessionante.
traboccare d'amore e soddisfazione, e un istante dopo sentirmi terrorizzata dal futuro, immediato e non, dalle responsabilità, dalle incognite.
essere trascinata in un gorgo di pensieri senza capo nè coda, pensare che nella vita ho sbagliato tutto tranne i miei figli, ma proprio tutto il resto, che ho imboccato un vicolo cieco. poi tornare a credere che uno sbocco invece c'è. poi sentirmi dire che non c'è.
avere una voglia improvvisa, trascinante, di diventare ostetrica, puericultrice, assistente sociale, psichiatra, per partecipare di quel senso di utilità, di unicità della persona, che a un volgare avvocato è irrimediabilmente negato. che poi non sono nemmeno più seriamente un avvocato, forse non lo sono mai stata, non me ne è mai importato niente.
guardare il mio cv, solo di sfuggita, e pensare che vorrei aggiungere che ho partorito senza anestesia, che forse avrebbe più senso che inventarmi collaborazioni con studi legali e notarili.
sentire il seno esplodere, i punti tirare, la pancia languire di solitudine e l'umore trascinarmi letteralmente via, e non poter dire nulla perchè "non ti puoi proprio lamentare".
non avere tempo per me, ora meno che mai e sicuramente più ora che in futuro.
desiderare una calda comunione di intenti col papà dei miei figli, e sentirmi invece distante anni luce dal suo pragmatismo, dal suo rientro a pie' pari nella Vita Normale.

cercare, per tutto ciò, disperatamente, una valvola di sfogo per tutto questo fiume di sentimenti che mi travolgono senza sosta, da quando mi sveglio a quando mi riaddormento, e trovarla, a momenti, in rigagnoli distratti che sfuggono al mio controllo, in un ricordo, una sensazione tattile, un profumo percepito per strada, o più spesso in lacrime immature che sgorgano di botto da qualche buco del cuore e se ne vanno, chissà dove, a perdersi.

martedì 6 marzo 2012

Presto

E' che sono a bagno nell'Amore Vero.

Riconoscente di tutto, di un parto perfetto, di ogni singolo gesto e parola che l'hanno reso possibile. E' stato bello darti alla luce.

A mollo nei ricordi in cui voglio indugiare, perché è presto per andare oltre, per dimenticare.
Vorrei trattenere qui con me tutti gli istanti di quando sei nata, piccola Margherita, e di questi giorni lenti in cui siamo ancora molto di quel corpo unico che siamo state.

Sono grata di queste sensazioni, anche di quelle che provocano piccole fitte di nostalgia e dolore, perché sono le pietre del nostro percorso, e scavano solchi che ci daranno equilibrio da ora in poi.

E' che sono immersa nei colori chiari di una stanza in penombra, in una luce tenue che cancella il confine tra dentro e fuori, e tutto si mescola, si amalgama, facendo di me e di te un nucleo quasi magico di empatia, comunione, che privo di confini copre distanze e strade, e scavalca edifici.

martedì 28 febbraio 2012

Margherita

E'successo che venerdì, dopo aver scritto e pubblicato questo post, mi sono alzata dalla sedia e mi si sono rotte le acque.
:)

Erano le due e un quarto del pomeriggio, alle otto di sera è nata Margherita.

Stiamo bene, e non vediamo l'ora di tornare qui con più calma...

Grazie a tutte delle parole di amicizia, degli interessamenti in via pubblica e privata, dei pensieri.

venerdì 24 febbraio 2012

Nasci

A quasi 39 settimane siamo sempre qui, con poco liquido amniotico come sentenza dall'ultima ecografia e la prospettiva, se non si nasce entro 7 giorni, di indurre il parto. Cosa che una come me non gradisce troppo, ma vediamo.
Nanetta in agitazione, io combattuta tra la voglia di muovermi senza sosta, ché di star ferma non mi va e vorrei dare segnali inequivocabili che è ora di farsi conoscere, e quella di stare a letto a leggere tutti i libri che sto scaricando compulsivamente sul kindle.
Io mi interrogo su cosa sia che decide per noi che ora e solo ora siamo pronti ad accoglierti o che tu sei pronta a venire al mondo, piccoletta mia.
Mi domando cosa sarà tenerti tra le braccia. Non vorrei pensarci troppo, per non emozionarmi a dismisura e per non iniziare il giro infinito di domande senza risposta, ma poi inevitabilmente mi chiedo come stai e se sto facendo abbastanza per noi e... sai, imparerai a conoscermi.

Se penso all'amore, so cosa dire.
Se penso alla famiglia, inizio ad imparare qualcosa.
Se mi chiedo cos'è essere madre, ho presente tuo fratello che mi cerca al mattino presto per stringermi forte ancora nel sonno, ma da qualche tempo, bambina mia, io penso anche a te.

venerdì 17 febbraio 2012

Tutto immobile o tutto in movimento

Stasera arriva la nonna, grazie al cielo.
Abbiamo il surrogato di fiocco nascita dipinto da me e che, devo dirlo, è venuto carino carino...
Nella borsa dell'ospedale abbiamo tutto tranne la vestaglia, che pare impossibile trovarne una senza inutili fronzoli e soprattutto non di pile...
Abbiamo la carrozzina lavata e già corredata di lenzuola (bianche! bianche, non rosa, mi sono ribellata al rosa!) e copertina.
Abbiamo pupone che prima di addormentarsi chiede se anche "a bimba" sta facendo la nanna e poi dà i baci alla pancia e le "cocche" alla sorellina.
Abbiamo il responso della ginecologa che tre giorni fa ha pronosticato una nascita entro sette, dieci giorni.
Abbiamo i nervi stanchi e dormiamo poco, e una strisciante tensione ma tantissima voglia di sentire quei "prodromi" inconfondibili e sussurrare al papà "ci siamo, andiamo" e uscire di casa emozionata e concentrata.
Ho voglia anche di stare a sentirla questa pancia, ancora per i pochi giorni che resterà ripiena com'è, perché poi si sgonfierà e spargerà ovunque nel mondo il suo carico d'amore infinito, che non sarà più solo mio.

E abbiamo coraggio e forza, paura di bambina e lacrime in tasca per tutto quello che ci aspetta. Ho tanta, tantissima voglia di un segnale da mia mamma, che mi guarda e sta pensando che ci assomigliamo proprio tanto, tanto, ora siamo proprio uguali.

lunedì 13 febbraio 2012

37 settimane - nel dubbio, lavati i capelli

Nel mio parco immaginifico relativo alla gravidanza, 37 settimane segnano il confine tra il periodo della gravidanza in cui aspetti più o meno placidamente e quello in cui Ogni Momento E' Buono.
Quando poi in pancia tieni una vitella che un mese fa si è piazzata avanti di 4 settimane nella crescita, per giunta la secondogenita e per giunta femmina (pare che tendano ad anticipare, oh, quant'è vero! non è forse così? non è forse vero che le donne se c'è da prepararsi a qualcosa, un viaggio, un'esperienza, facciamo tutto subito, mentre gli uomini ci guardano dal divano e bofonchiano: ma insomma, che fretta c'è?), 37 settimane diventano un traguardo significativo.
A giorni vado dalla ginecologa a vedere come siamo messe la nana ed io, comunque al momento non si avverte alcunchè di allarmante.
Però sono entrata a pieno titolo nella fase "sono pronta?": se mi attardo un istante di troppo ad osservare le radici dei mie capelli chiedendomi se fare uno shampoo prima di andare a letto o la mattina dopo, lo faccio prima di andare a letto, che già il travaglio e il dopo parto hanno il loro carico da novanta, ci mancano solo i capelli unti.
La diretta conseguenza, una volta che si imbocca questa strada, è osservare con cipiglio critico lo stato della propria depilazione e, dopo aver sommessamente rinunciato tra sè e sè a quella dell'inguine (a meno che non si vada alla cieca, come ho fatto finora con vi giuro non so quali risultati visibili a distanza ostetrica-partoriente), avviare le pratiche per quella delle gambe.

Perchè il mantra è ormai, inesorabilmente, Ogni Momento E' Buono, perciò, fatti trovare pronta.
Non lo so mica, ovviamente, se sono veramente pronta. Ma già andare a letto con i capelli puliti e la borsa dell'ospedale pronta nell'armadio fa la differenza.