mercoledì 9 giugno 2010

Mamma e papà litigano?

se c'è una cosa che temo del matrimonio, è l'idea dell'indissolubilità.
del contratto da siglare, del patto da rispettare, dello stare insieme ad un certo punto perchè "si deve", o perchè separarsi è troppo squallido, complicato e costoso.
essendo stata avvocato, nella vita pre-oddiosonoincinta, pre-pancione, pre-nano, ho assistito al peggio di sè che le coppie danno lungo i corridoi dei tribunali quando si tratta di accordarsi su figli, assegni di mantenimento, mobilia da dividere. e mi sono detta "perchè sposarmi? col compagno facciamo i pacs, va'" (che poi in realtà si parlotta di...vedremo).
poi è arrivato il pupone (e non a caso dico pupone: ieri dal pediatra la bilancia si è incrinata sotto il peso dei rotoli di ciccia) e mi son detta opporcavacca. e mo'.
già perchè molto più che qualunque contratto di matrimonio civile o di sacramento religioso, ciò che unisce vita natural durante una coppia è un figlio. ci costringe a volerci bene , ancor prima che ad amarci. a stare vicini, a collaborare, ad essere civili, sinceri, rispettosi della vita dell'altro e di quella a tre.
siamo una famiglia, ora.

cosicchè quando l'altro pomeriggio ci siamo messi a litigare nel parcheggio del centro commerciale, io esasperata dalla stanchezza e dal suo tentennare per ogni sciocchezza e lui stanco come me e probabilmente delle mie lamentele, ad un tratto ho guardato nostro figlio che, a pancia in giù in braccio al papà, mi osservava e aveva assunto un'espressione che non so definire.
sembrava scontento, e preoccupato (se a tre mesi si può essere scontenti e preoccupati). non capiva cosa stesse succedendo, ma capiva che i suoi punti di riferimento umani stavano facendo casino. che qualcosa non andava. sembrava domandarsi perchè l'armonia si fosse rotta.

e ho capito.
che non potremo più litigare di fronte a lui, come se non ci fosse, che tanto non capisce.
che non dovremo mai rompere quell'armonia di cui lui ha bisogno per costruirsi una personalità equilibrata.
che siamo responsabili di lui e della sua felicità, più di quanto non lo sarà mai lui stesso.

e che sì, siamo genitori.
scioccante.

3 commenti:

  1. Le due volte che con mio marito abbiamo litigato di fronte a lui, Superbaby si è messo a piangere disperatamente. Ho capito che capisce, che è perfettamente in grado di percepire la tensione che scorre tra persone che gli stanno vicine. Ho promesso a me stessa di non discutere mai più col dottor Ross in sua presenza, anche perché mi sono ricordata di come mi sentivo, un po' tagliata in due, un po' impaurita (ero ovviamente più grandicella dei suoi 8 mesi) quando i miei genitori si scontravano. Sarà difficile, perché entrambi siamo un po' "fumini" (dalle mie parti vuol dire incazzerecci, subito pronti al battibecco), ma come dici tu c'è un'armonia che non si deve intaccare. E non voglio assolutamente perdermi il suo sguardo pieno di tenerezza e fiducia.

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  2. non è solo questione di non litigare, è quell'eternità che d'ora in avanti, comunque sia, ti legaa questa persona.... imponente!

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  3. @ MammaMaggie: esatto, è la FIDUCIA che non va incrinata... la fiducia è tutto.

    @Silvietta: eternità...ohiohi... paura! :)

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