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mercoledì 20 ottobre 2010

la miscela esplosiva e i ricordi di un anno fa

sto per dire una cosa originale:
è arrivato il freddo.

prendi un bambino di 7 mesi.
prendilo vivace e ipercinetico, mi raccomando. di quelli che se li poggi a terra partono a razzo gatton gattoni in cerca di un muro contro cui scapocciare, per intenderci.
aggiungi una mamma vagamente stanca, del genere che se aggiungi un imprevisto nel corso della giornata lei sbarella subito, e di brutto. del genere che non ha tempo ed energia per pettinarsi, tipo.
mettici un passeggino con delle cinghie così salde e sicure che è un piacere scarrozzarci il suddetto pargolo, nelle belle giornate tiepide. suddetto pargolo che poi si addormenta appena usciti, per la pace delle orecchie della mamma, ben contenta di passeggiare per ore senza meta, purchè stiamo tutti s e r e n i e z i t t a r e l l i, poco poco.

togli le belle giornate tiepide e sostituiscile con il gelo repentino e beffardo.

ecco.

io non so, forse sbaglio qualcosa. ma mio figlio se lo lascio libero in casa è una mina vagante.
se lo aggancio al seggiolone o lo metto nel lettino, si dispera e mi guarda tra i lacrimoni come a chiedere perchè insista a fargli deliberatamente del male psicologico.

come se ne esce?

per non abbruttirci troppo vorrei aggiungere che, un anno esatto fa, facevamo la famosa morfologica e scoprivamo che trattavasi di maschietto...da lì ho realizzato davvero. da lì "la cosa" ha preso seriamente forma nella mia mente, rendendomi madre, consapevole, pazza di gioia.

martedì 31 agosto 2010

Cosa vuol dire essere madre di un maschio

stranamente non ne ho sentito parlare tra le mamme blogger. o forse ne avete parlato e me lo sono perso.

quando ho saputo di essere incinta, non avevo nessuna preferenza particolare circa il sesso del nascituro. a furia di sentirlo chiamare "il feto, il bambino", me lo immaginavo maschio. poi arriva una vecchia amica un po' strampalata di mia madre che alla 10a settimana mi vede e mi fa "sarà femmina", e io ci credo, e per un po' mi trastullo con l'idea.
alla morfologica si rivela un maschietto. non ci sono dubbi, un maschietto.

partono le tutine celesti. la decisione del nome.

giorno dopo giorno acquisisco la consapevolezza di cosa significasse che quell'esserino dentro di me era maschio e non femmina. cioè, non è solo questione di non potersi sbizzarrire con l'abbigliamento e con i codini, nè che "i maschi si attaccano tanto alla mamma".

essere madre di un maschio vuol dire costruire un rapporto con qualcuno di sesso opposto, scusate l'ovvietà. vuol dire innamorarsi. vuol dire pensare a quando avrà la fidanzata, e dire per scherzo che la sua fidanzata sarà la sua mamma finchè non compirà quarant'anni. vuol dire NON identificarsi con lui, ma osservarlo un po' come da lontano, consapevoli della distanza tra due sessi diversi, tra due percorsi di vita che saranno differenti per esperienze, priorità, compagnie, giochi e preferenze.

la tenerezza del rapporto cede talvolta il posto ad uno struggimento vero, perchè quello che teniamo tra le braccia è un piccolo uomo.

essere madre di un maschio vuol dire pensare a quando sarà grande, così grande da sovrastarci in altezza e peso, da baciarci sulla testa quando ci abbraccerà, a quando ci chiamerà "mamma" con la voce profonda come suo papà, e noi guardandolo ci stupiremo del suo torace ampio, della sua barba e dei suoi occhi come i nostri.
ci accompagnerà in macchina da qualche parte e noi ci terremo alla maniglia sopra il finestrino e gli diremo "vai piano".
essere madre di un maschio vuol dire che quando si sposerà sarà come perderlo un po'. vuol dire che dovremo lavorare tanto su noi stesse.

qualche settimana fa ho tenuto in braccio la figlia di un'amica, coetanea di mio figlio. la sensazione è stata scioccante, come se non avessi tenuto in braccio un neonato per sei mesi fino a un minuto prima. una cosa nuovissima, una tenerezza sconvolgente, per quel corpicino piccolo, per la fortissima, lancinante consapevolezza che c'era una donna lì dentro, pronta a vivere la sua vita, una vita che avrà molto in comune, probabilmente, con la mia come con quella di sua madre. io guardo mio figlio e so che molto, moltissimo di quello che farà e amerà io non lo riconoscerò, lo vivrò per la prima volta insieme a lui: lo sport, i mostri, le botte con gli amici, le parolacce.

mio figlio mi assomiglia in modo pazzesco, è la mia fotocopia. mi fa ridere pensare a quando crescerà e sarà un po' come vedere me stessa al maschile.

ho pensato a come sarei con una figlia femmina, e so che sarei diversa. forse mi succederà, chissà...