avrei tanto da dire.
tante piccole cose importanti, come l'aggiornamento sullo spannolinamento di pupone, o il sedere sempre rosso di nanetta, o ancora meglio il fatto che sta per camminare da sola, oppure il nuovo asilo, no, scuola dell' infanzia di pupone, il suo linguaggio sempre più preciso eppure divertente...
ma c'è qualcosa che preme più delle altre, qualcosa che mi sale in gola direttamente dalla pancia quando, come oggi, esco di casa e c'è un gran sole, e si comincia a sentire l'odore dei gelsomini e da lontano arriva persino quello del mare.
che gran cosa abbiamo fatto a venire qui.
io che avevo paura di perdere la mia identità, di tornare ad essere avviluppata dal ruolo di figlia e sorella, proprio io sto rinascendo. tutto mi sembra possibile quando la mattina presto esco di casa con un pupone chiacchierino per portarlo a scuola, e tutto continua a sembrarmi possibile mentre snocciolo le varie attività fino a sera, quando sono stanca ma serena.
sarà il mare vicino, che ti offre sempre quella fuga, quella prospettiva.
sarà andare in spiaggia la domenica coi bambini e vedere pupone rimanere in maglietta e mutande sul bagnasciuga mentre nanetta mangia chili di sabbia....e scorgere in lontananza ma nemmeno tanto i delfini che saltano e salutano i distratti cagliaritani.
sarà il calore della famiglia vicina, o il bel colorito dei miei bambini, o i meravigliosi parchi di Cagliari, oppure il fatto che non vedo quasi più le cose brutte, ma solo quello che spicca per luce e bellezza.
sia quel che sia, siamo felici.
sereni.
e sono felice di ritrovare me stessa. mi ritrovo in una palestra che mi attende per l' iscrizione, nella proposta di un' amica di correre al mare insieme la sera, mi ritrovo nei ritrovati tacchi, in una voglia riscoperta di essere me stessa, non esclusivamente mamma ma mamma prima di tutto e poi anche donna.
che illusione inutile pensare di poter smettere di essere mamma per vestire altri panni...chi é madre lo é anche con tacchi e abitino o mentre lavora come una pazza o mentre, ahi, flirta coi passanti. la vera conquista é scoprire che il fatto di essere madre arricchisce ogni altro aspetto della propria personalità.
rende persino più belle, se si ha la volontà di grattare via la patina grigiastra tipica di chi non ha un minuto nemmeno per stendersi lo smalto o la crema idratante...
sarà la coincidenza del compimento del primo anno di nanetta con l'arrivo di un barlume di primavera, ma sento di star risalendo la china pericolosa che avevo preso.
allora posso dirlo, sottovoce.
forse abbiamo fatto davvero la scelta giusta.
forse abbiamo trovato il nostro posto.
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giovedì 7 marzo 2013
mercoledì 11 gennaio 2012
Quasi 33 settimane: i dubbi e il senso dell'attesa
Le nostre vacanze sono trascorse e tra partenze, gite al pronto soccorso (ancora? ebbene sì), ritorni, ospitate, ho perso tutte le occasioni per fare gli auguri e per esprimere i miei buoni propositi per l'anno nuovo...ci lasciamo alle spalle un ricco 2011, trascorso in fretta proprio perchè denso, densissimo di novità, e me ne accorgo solo ora che ci ripenso, a posteriori, a quanto tempo è passato portando con sè tutto quello che ha portato.
Siamo nel 2012, e tutto sta per cominciare. mancano meno di due mesi all'arrivo della nanetta, e io sono nel pieno della sindrome di accudimento del nido, nel pieno dei fastidi da terzo trimestre, nel pienissimo degli esami pre-parto. la notte la aspetto come una manna e poi non dormo, tutto fa male come chi è già stata incinta sa bene. ma con che coraggio lamentarsi?? non è che mi lamento, a volte il dolore e la stanchezza sono davvero fastidiosi e disfunzionali, e sommati alle cose da fare mi rendono impossibile rilassarmi e pensare a me stessa, allora escono fuori in parole e sospiri che giuro non riesco a trattenere...
per pensare ai progetti da realizzare, che mi galvanizzano, ho comprato l'occorrente per un fiocco nascita meraviglioso che non avrà nulla a che fare col punto croce, ho quasi ultimato il guardaroba primi mesi della piccoletta, ho iniziato la delirante opera di riorganizzazione degli spazi di casa, (il tutto, vogliamo dirlo?, con un pupo di ventidue mesi in piena fase No!, Mio! Io!)
eh sì, pupone... non posso parlare di lui adesso, ha bisogno di uno spazio suo, più avanti, con più calma.
e mentre la pancia si fa ogni giorno più importante e la gente per strada mi guarda con rispetto, io penso a quello che ci sta per succedere e mi emoziono ogni volta. questa bambina, al momento, oltre al nome e al guardaroba quasi pronto non ha molto, devo ammetterlo. non ha uno spazio tutto suo nella mia testa, un momento nella giornata in cui possa davvero pensare solo a lei e a come sarà per me essere sua madre e, soprattutto, per lei essere mia figlia. ha qualche addobbo per quello che sarà lo spazietto di casa che le dedicheremo, ma non ha quella fetta enorme di cuore che pupone aveva già molto prima di nascere, e di questo mi pento e mi dispiaccio tanto. mi dico che è perché pupone è ancora troppo piccolo, minimamente autosufficiente, e io troppo inesperta ancora, troppo stanca, e molto, troppo sola nell'affrontare tutto, ora che più che mai mi manca l'appoggio tangibile, quotidiano, della mia famiglia lontana.
però la parte migliore di me sa, sa, che appena nata la guarderò e capirò tutto, e questa lunga attesa acquisterà in un istante il suo senso ai miei occhi, e saprò farle spazio senza toglierne al fratello, perché farebbe star male lui, me, lei.
insomma, c'è tempo per organizzarsi, ancora, e per pensare alla futura vita in quattro. penso alla primavera che arriverà poco dopo la sua nascita, penso al via vai di amici e parenti che ci sarà nelle prime settimane, portando calore, presenza concreta, aiuto, allegria, e mi dico che ce la faremo, ce la farò.
questa gravidanza si sta rivelando una faticosa scalata, ma il paesaggio intorno è talmente mozzafiato che compensa la stanchezza, e i crampi alle gambe.
e io ogni tanto, come consumata esploratrice, mi fermo tra una roccia impervia e un sentiero scivoloso, mi asciugo il sudore dalla fronte e sento la natura parlarmi e dirmi che tutto andrà bene, che la meta da raggiungere merita lo spaesamento di adesso, e che l'amore che ci univa a valle, in cima sarà moltiplicato.
Siamo nel 2012, e tutto sta per cominciare. mancano meno di due mesi all'arrivo della nanetta, e io sono nel pieno della sindrome di accudimento del nido, nel pieno dei fastidi da terzo trimestre, nel pienissimo degli esami pre-parto. la notte la aspetto come una manna e poi non dormo, tutto fa male come chi è già stata incinta sa bene. ma con che coraggio lamentarsi?? non è che mi lamento, a volte il dolore e la stanchezza sono davvero fastidiosi e disfunzionali, e sommati alle cose da fare mi rendono impossibile rilassarmi e pensare a me stessa, allora escono fuori in parole e sospiri che giuro non riesco a trattenere...
per pensare ai progetti da realizzare, che mi galvanizzano, ho comprato l'occorrente per un fiocco nascita meraviglioso che non avrà nulla a che fare col punto croce, ho quasi ultimato il guardaroba primi mesi della piccoletta, ho iniziato la delirante opera di riorganizzazione degli spazi di casa, (il tutto, vogliamo dirlo?, con un pupo di ventidue mesi in piena fase No!, Mio! Io!)
eh sì, pupone... non posso parlare di lui adesso, ha bisogno di uno spazio suo, più avanti, con più calma.
e mentre la pancia si fa ogni giorno più importante e la gente per strada mi guarda con rispetto, io penso a quello che ci sta per succedere e mi emoziono ogni volta. questa bambina, al momento, oltre al nome e al guardaroba quasi pronto non ha molto, devo ammetterlo. non ha uno spazio tutto suo nella mia testa, un momento nella giornata in cui possa davvero pensare solo a lei e a come sarà per me essere sua madre e, soprattutto, per lei essere mia figlia. ha qualche addobbo per quello che sarà lo spazietto di casa che le dedicheremo, ma non ha quella fetta enorme di cuore che pupone aveva già molto prima di nascere, e di questo mi pento e mi dispiaccio tanto. mi dico che è perché pupone è ancora troppo piccolo, minimamente autosufficiente, e io troppo inesperta ancora, troppo stanca, e molto, troppo sola nell'affrontare tutto, ora che più che mai mi manca l'appoggio tangibile, quotidiano, della mia famiglia lontana.
però la parte migliore di me sa, sa, che appena nata la guarderò e capirò tutto, e questa lunga attesa acquisterà in un istante il suo senso ai miei occhi, e saprò farle spazio senza toglierne al fratello, perché farebbe star male lui, me, lei.
insomma, c'è tempo per organizzarsi, ancora, e per pensare alla futura vita in quattro. penso alla primavera che arriverà poco dopo la sua nascita, penso al via vai di amici e parenti che ci sarà nelle prime settimane, portando calore, presenza concreta, aiuto, allegria, e mi dico che ce la faremo, ce la farò.
questa gravidanza si sta rivelando una faticosa scalata, ma il paesaggio intorno è talmente mozzafiato che compensa la stanchezza, e i crampi alle gambe.
e io ogni tanto, come consumata esploratrice, mi fermo tra una roccia impervia e un sentiero scivoloso, mi asciugo il sudore dalla fronte e sento la natura parlarmi e dirmi che tutto andrà bene, che la meta da raggiungere merita lo spaesamento di adesso, e che l'amore che ci univa a valle, in cima sarà moltiplicato.
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giovedì 2 dicembre 2010
Grazie grazie grazie
E' facile abituarsi alla bellezza. alla gioia, al calore.
ma io vorrei chiudere questa giornata, (ammesso che si possa dire che la sto già chiudendo, visto che ancora ci aspettano
-pappa
- bagnetto
- asciugatura, vestizione
- addormentamento
e sono da sola...)
dicevo, vorrei chiudere questa giornata fermandomi a riflettere su quanto sia stata bella, semplicemente
perchè hai riso tanto con me
perchè ti ho comprato un giochino da due lire e ti è piaciuto un sacco
perchè ho fatto una chiacchierata con un'amica troppo divertente, con cui ho sghignazzato come una scema
perchè dal pediatra è andato tutto bene
perchè per strada due tizi hanno fatto i galantuomini
perchè ho fatto la spesa e per domattina abbiamo tutto quel che serve
perchè oggi per la prima volta ti darò l'uovo alla coque, che non ho mai cucinato e che non vedo da quando avevo nove anni
perchè ti sei svegliato dal pisolino e la prima cosa che hai visto sono stata io e mi hai sorriso
e per mille altri motivi.
grazie
grazie grazie grazie
ma io vorrei chiudere questa giornata, (ammesso che si possa dire che la sto già chiudendo, visto che ancora ci aspettano
-pappa
- bagnetto
- asciugatura, vestizione
- addormentamento
e sono da sola...)
dicevo, vorrei chiudere questa giornata fermandomi a riflettere su quanto sia stata bella, semplicemente
perchè hai riso tanto con me
perchè ti ho comprato un giochino da due lire e ti è piaciuto un sacco
perchè ho fatto una chiacchierata con un'amica troppo divertente, con cui ho sghignazzato come una scema
perchè dal pediatra è andato tutto bene
perchè per strada due tizi hanno fatto i galantuomini
perchè ho fatto la spesa e per domattina abbiamo tutto quel che serve
perchè oggi per la prima volta ti darò l'uovo alla coque, che non ho mai cucinato e che non vedo da quando avevo nove anni
perchè ti sei svegliato dal pisolino e la prima cosa che hai visto sono stata io e mi hai sorriso
e per mille altri motivi.
grazie
grazie grazie grazie
venerdì 24 settembre 2010
Una cosa fondamentale per una mamma:
sono stata dal parrucchiere.
applausi, prego.
col pupone addormentato (sono entrata scarmigliata e disperata e ho detto "devo fare shampoo, taglio e piega. ho un neonato semi-dormiente. mi prendete?" e la signorina, visibilmente solidale in quel modo e con quella confidenza unici dei romani, mi ha subito infilato il camice bianco "vieni tesoro, non ti preoccupare, pensiamo a tutto noi".
mi veniva da piangere.
mi hanno fatto un taglio perfetto. mi sono rilassata. non ho più la copertina di capelli. sono sempre lunghi ma tutti diversi.
ovviamente il Papà, a casa, ha fatto sfoggio di una non petita e inopportuna ironia "fortuna che mi avevi avvertito sennò non ti riconoscevo. eh"
ma che ne sanno, gli uomini!
applausi, prego.
col pupone addormentato (sono entrata scarmigliata e disperata e ho detto "devo fare shampoo, taglio e piega. ho un neonato semi-dormiente. mi prendete?" e la signorina, visibilmente solidale in quel modo e con quella confidenza unici dei romani, mi ha subito infilato il camice bianco "vieni tesoro, non ti preoccupare, pensiamo a tutto noi".
mi veniva da piangere.
mi hanno fatto un taglio perfetto. mi sono rilassata. non ho più la copertina di capelli. sono sempre lunghi ma tutti diversi.
ovviamente il Papà, a casa, ha fatto sfoggio di una non petita e inopportuna ironia "fortuna che mi avevi avvertito sennò non ti riconoscevo. eh"
ma che ne sanno, gli uomini!
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domenica 5 settembre 2010
I Buoni Propositi di una madre
Pomeriggio tiepido bellissimo passato a casa perchè il nano dopo una mattinata di urla e rotolamenti senza sosta ha deciso di abbandonarsi al pisolino, e sono due ore che dorme. e io volevo uscire.
una maniera di uscire ci sarebbe stata, consisteva nel desiderare stare a casa a riposare.
così ho avuto tempo per maturare una serie di buoni propositi:
- liberare l'armadio di tutta la roba inutile che non metto da anni - la regola è "ciò che non hai indossato per due anni non lo indosserai mai più
- fare attenzione ad ALMENO un dettaglio nel look quando esco - non uscire MAI PIU' vestita come nonna abelarda, e nemmeno come una sua amica -, seguire qualche consiglio moda su qualche rivista decente
- andare da un parrucchiere di grido e farmi tagliare questi capelli, che mi arrivano a metà schiena cadendoci in un modo insulso e orripilante
- sistemare la stanza del pupone, dire addio a tutta la roba vecchia e zozza che vi giace da anni, quello non è uno studio, è un ripostiglio, e in un trilocale non ci si può permettere di avere un ripostiglio
- uscire col nano, non tumularlo in casa se non causa suoi nobili riposini - andare al parco, all'Ikea, in centro, a fare aperitivi a ponte milvio
- non ringhiare più col Papà, non dirgli mai più testa di c. ed essere gentile e accondiscendente nei limiti dell'amor proprio (mio)
per ora basta così. intanto metabolizzo questi, poi vedremo.
una maniera di uscire ci sarebbe stata, consisteva nel desiderare stare a casa a riposare.
così ho avuto tempo per maturare una serie di buoni propositi:
- liberare l'armadio di tutta la roba inutile che non metto da anni - la regola è "ciò che non hai indossato per due anni non lo indosserai mai più
- fare attenzione ad ALMENO un dettaglio nel look quando esco - non uscire MAI PIU' vestita come nonna abelarda, e nemmeno come una sua amica -, seguire qualche consiglio moda su qualche rivista decente
- andare da un parrucchiere di grido e farmi tagliare questi capelli, che mi arrivano a metà schiena cadendoci in un modo insulso e orripilante
- sistemare la stanza del pupone, dire addio a tutta la roba vecchia e zozza che vi giace da anni, quello non è uno studio, è un ripostiglio, e in un trilocale non ci si può permettere di avere un ripostiglio
- uscire col nano, non tumularlo in casa se non causa suoi nobili riposini - andare al parco, all'Ikea, in centro, a fare aperitivi a ponte milvio
- non ringhiare più col Papà, non dirgli mai più testa di c. ed essere gentile e accondiscendente nei limiti dell'amor proprio (mio)
per ora basta così. intanto metabolizzo questi, poi vedremo.
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martedì 24 agosto 2010
Vacanze col pupone - Atto II
Tornati dalle "vacanze", e le virgolette non basteranno mai.
prima cosa: mi sono riposata? no.
il nano ha subito una forte regressione in materia di sonno, svegliandosi ogni notte quelle quattro, cinque volte. però si è divertito, ha fatto tantissimi progressi in tutti gli altri campi (ora quasi gattona, mangia la frutta e abbiamo avviato anche con la minestrina, beve l'acqua e assaggiucchia quello che ci sentiamo di proporgli...è infinitamente più vispo, ha iniziato a lallare ed è molto più veloce e preciso nei movimenti)... e ha conosciuto meglio la sua famiglia d'oltretirreno.
un tuffo in un sogno ad occhi aperti è stato per me tornare a casa mia con mio figlio. vedere gli amici, le amiche, i parenti, fare con lui tutto quello che facevo prima (tranne dormire). osservando gli altri interagire con mio figlio ho pensato che molte persone su cui non avrei scommesso mezza lira si sono rivelate degnissime e tenere (vedi l'amica in carriera che, nel vederlo, ha avuto le lacrime agli occhi), mentre altre su cui facevo affidamento mi hanno un po' delusa (vedi la sorella che era sempre altrove col nuovo fidanzato, e che non ha avuto voglia di fare una piccola corsa fino all'aeroporto quando si è accorta, poco dopo che noi e il nonno eravamo usciti per andare all'aeroporto, che il pupazzo preferito del nipotino era rimasto a casa)...
mi sono scontrata con la frustrazione, talvolta, perchè non mi sentivo pimpante come avrei voluto, o perchè sbadigliavo nel bel mezzo di una cena (o di tutte le cene?), o perchè al mare non riuscivo a prendere due minuti di sole in santa pace, e infatti sono più grigiognola di prima.
e nemmeno è stato facile stare in mezzo alle amiche superabbronzate e in tenuta d'acchiappo, mentre io, abituata a svettare su tacchi dodici coi capelli lunghissimi e lucidi e il kajal intorno agli occhi, strisciavo nei miei sandali rasoterra con delle occhiaie tante e pure mezza ingobbita.
così ho meditato sul fatto che il mio rapporto con la bellezza è cambiato, che non mi sento più com'ero prima, ma che questo non significa doversi lasciar andare per forza. sono piena di buoni, ottimi propositi per me stessa.
diciamocelo, avevo investito tanto su queste vacanze. alla fine, se devo dare un voto, darei un dieci per come è stato il pupone, e un sei risicato per come sono stata io. però ho avuto tempo e modo di pensare a come affrontare l'autunno, un passo alla volta.
vorrei avere più tempo per parlare delle decine di cose importanti che ho in mente, ma per oggi questo è tutto quello che riesco a scrivere.
vado a fare un giro tra i blog amici.
prima cosa: mi sono riposata? no.
il nano ha subito una forte regressione in materia di sonno, svegliandosi ogni notte quelle quattro, cinque volte. però si è divertito, ha fatto tantissimi progressi in tutti gli altri campi (ora quasi gattona, mangia la frutta e abbiamo avviato anche con la minestrina, beve l'acqua e assaggiucchia quello che ci sentiamo di proporgli...è infinitamente più vispo, ha iniziato a lallare ed è molto più veloce e preciso nei movimenti)... e ha conosciuto meglio la sua famiglia d'oltretirreno.
un tuffo in un sogno ad occhi aperti è stato per me tornare a casa mia con mio figlio. vedere gli amici, le amiche, i parenti, fare con lui tutto quello che facevo prima (tranne dormire). osservando gli altri interagire con mio figlio ho pensato che molte persone su cui non avrei scommesso mezza lira si sono rivelate degnissime e tenere (vedi l'amica in carriera che, nel vederlo, ha avuto le lacrime agli occhi), mentre altre su cui facevo affidamento mi hanno un po' delusa (vedi la sorella che era sempre altrove col nuovo fidanzato, e che non ha avuto voglia di fare una piccola corsa fino all'aeroporto quando si è accorta, poco dopo che noi e il nonno eravamo usciti per andare all'aeroporto, che il pupazzo preferito del nipotino era rimasto a casa)...
mi sono scontrata con la frustrazione, talvolta, perchè non mi sentivo pimpante come avrei voluto, o perchè sbadigliavo nel bel mezzo di una cena (o di tutte le cene?), o perchè al mare non riuscivo a prendere due minuti di sole in santa pace, e infatti sono più grigiognola di prima.
e nemmeno è stato facile stare in mezzo alle amiche superabbronzate e in tenuta d'acchiappo, mentre io, abituata a svettare su tacchi dodici coi capelli lunghissimi e lucidi e il kajal intorno agli occhi, strisciavo nei miei sandali rasoterra con delle occhiaie tante e pure mezza ingobbita.
così ho meditato sul fatto che il mio rapporto con la bellezza è cambiato, che non mi sento più com'ero prima, ma che questo non significa doversi lasciar andare per forza. sono piena di buoni, ottimi propositi per me stessa.
diciamocelo, avevo investito tanto su queste vacanze. alla fine, se devo dare un voto, darei un dieci per come è stato il pupone, e un sei risicato per come sono stata io. però ho avuto tempo e modo di pensare a come affrontare l'autunno, un passo alla volta.
vorrei avere più tempo per parlare delle decine di cose importanti che ho in mente, ma per oggi questo è tutto quello che riesco a scrivere.
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