oggi pensieri sparsi.
#1 pupone non mi fa una cacca degna di questo nome da...vediamo...oggi sarebbe il quinto giorno. da ieri mi sto abboffando di prugne secche, che finora avevano funzionato, nel senso che poi lui "andava". invece ancora non "va" (io sì, invece, e in modo imbarazzante).
non so perchè questa faccenda della sua cacca mi angosci oltre ogni misura.
clisterino? non vorrei, ma se si rendesse necessario... altri consigli, che non siano il gambo di prezzemolo?
#2 ogni tanto mi è capitato di trovare una macchietta rosa nella parte alta del pannolino. una piccola macchietta chiara che a grattarla andava quasi via. dopo il panico iniziale (è sangueeeeee! andiamo al pronto soccorsooooo!) e dopo una telefonata non troppo delucidativa col pediatra, mi leggo l'impossibile su Internet e scopro che sono i sali minerali che, quando sono particolarmente concentrati nella pipì (come quando fa tanto caldo e il bimbo suda molto) fanno reazione col pannolino.
#3 qualche giorno fa bighellonavo in una libreria. dopo aver spulciato gli scaffali alla ricerca dell'ultimo Murakami ed essermi arraffata Chiedi scusa! Chiedi scusa! di E. Kelly, faccio una capatina nella zona puericultura, dove con sorpresa (perchè puericultura?) trovo il libro di una popolare mammablogger.
lo apro ad una pagina a caso e richiudo subito.
era troppo persino per un' eterna ragazzina come me.
#4 e poi l'amore, l'amore, l'amore. fagottino chiaro dai capelli profumati, sorrisi e gambette e piedini cicciotti. col colletto della polo alzato dietro. col pannolino bianco. ti amo perdutamente e in un modo non misurabile.
ieri ad un amico francese che mi ha scritto per farmi gli auguri e chiedendomi di te ho risposto che sei mon petit fiancé.
non importa se mi catalogheranno come mamma cucci-pucci. io ti amo, e sarebbe atroce se così non fosse, se riuscissi a tenermelo dentro, se mettessi davanti a te una serata in discoteca, un flirt estivo, una ben fatta manicure.
l'altroieri eri prono e sei riuscito a metterti carponi, per qualche lungo secondo di stupore mio e del Papà. poi sei crollato e hai pianto per la frustrazione.
coraggio, piccolo mio! che vuoi che sia: un giorno correrai!
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mercoledì 4 agosto 2010
martedì 13 aprile 2010
Di cacche, montagne russe e vocine
Oggi gioisco grandemente perchè il figlioletto, provato da due giorni di costipazione, ha prodotto copiosamente... abbiamo scelto di non intervenire nelle sue evacuazioni, cioè di non stimolarlo con prezzemolo, termometri, tisane o quant'altro, perchè preferiamo che lui impari da solo a usare i muscoli giusti per andare di corpo... tutto ciò finchè si rimane entro i due/tre giorni di costipazione, dopo si vedrà, eventualmente.
Detto ciò, il 21 avrei le preselezioni ad un concorso, ma non riesco assolutamente a mettermi al lavoro...quiz di economia politica, storia, contabilità di Stato, roba che non ho mai visto in vita mia, e che non ho avuto il tempo di studiare, in queste settimane. andare lo stesso per dare risposte a caso? tanto per dire che ci sono andata? no. non è quello che vorrei. vorrei essere sincera con me stessa e con gli altri, e ammettere che non ce la faccio, che non mi va di farlo ORA, che ho bisogno di TEMPO.
Le mie giornate sono come montagne russe. si sale, si sale, si sale a livelli galattici di stress e stanchezza per poi vivere quella mezz'ora o anche quell'ora e mezza che scorre rapidissima, in cui riesco a gratificarmi in qualche modo, dormendo, leggendo, passeggiando con il pupone o facendo qualche telefonata. poi tutto ricomincia: un respiro e via, si riprende la salita, poi se va bene si scende di nuovo. ma non mi lamento! sto vivendo l'esperienza più meravigliosa che una donna possa immaginare! e anche se a volte guardo con un po' di invidia le mie amiche che lavorano già o che hanno passato concorsi importanti, mi rendo conto che quello che ho io è molto, molto di più. e che il lavoro verrà anche per me, e quando sarà lo ODIERO', con ogni probabilità.
Ora posso permettermi di stare con mio figlio, in tuta e scarpe comode, di truccarmi solo se mi va, di indugiare in questo puerperio che, devo dirlo, mi calza a pennello, e di godermi i piccoli momenti belli di ogni giorno.
Se riuscissi a liberarmi di questa vocina che mi dice che il tempo passa e che devo pensare a lavorare, sarei completamente felice.
Detto ciò, il 21 avrei le preselezioni ad un concorso, ma non riesco assolutamente a mettermi al lavoro...quiz di economia politica, storia, contabilità di Stato, roba che non ho mai visto in vita mia, e che non ho avuto il tempo di studiare, in queste settimane. andare lo stesso per dare risposte a caso? tanto per dire che ci sono andata? no. non è quello che vorrei. vorrei essere sincera con me stessa e con gli altri, e ammettere che non ce la faccio, che non mi va di farlo ORA, che ho bisogno di TEMPO.
Le mie giornate sono come montagne russe. si sale, si sale, si sale a livelli galattici di stress e stanchezza per poi vivere quella mezz'ora o anche quell'ora e mezza che scorre rapidissima, in cui riesco a gratificarmi in qualche modo, dormendo, leggendo, passeggiando con il pupone o facendo qualche telefonata. poi tutto ricomincia: un respiro e via, si riprende la salita, poi se va bene si scende di nuovo. ma non mi lamento! sto vivendo l'esperienza più meravigliosa che una donna possa immaginare! e anche se a volte guardo con un po' di invidia le mie amiche che lavorano già o che hanno passato concorsi importanti, mi rendo conto che quello che ho io è molto, molto di più. e che il lavoro verrà anche per me, e quando sarà lo ODIERO', con ogni probabilità.
Ora posso permettermi di stare con mio figlio, in tuta e scarpe comode, di truccarmi solo se mi va, di indugiare in questo puerperio che, devo dirlo, mi calza a pennello, e di godermi i piccoli momenti belli di ogni giorno.
Se riuscissi a liberarmi di questa vocina che mi dice che il tempo passa e che devo pensare a lavorare, sarei completamente felice.
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