Tornati dalle "vacanze", e le virgolette non basteranno mai.
prima cosa: mi sono riposata? no.
il nano ha subito una forte regressione in materia di sonno, svegliandosi ogni notte quelle quattro, cinque volte. però si è divertito, ha fatto tantissimi progressi in tutti gli altri campi (ora quasi gattona, mangia la frutta e abbiamo avviato anche con la minestrina, beve l'acqua e assaggiucchia quello che ci sentiamo di proporgli...è infinitamente più vispo, ha iniziato a lallare ed è molto più veloce e preciso nei movimenti)... e ha conosciuto meglio la sua famiglia d'oltretirreno.
un tuffo in un sogno ad occhi aperti è stato per me tornare a casa mia con mio figlio. vedere gli amici, le amiche, i parenti, fare con lui tutto quello che facevo prima (tranne dormire). osservando gli altri interagire con mio figlio ho pensato che molte persone su cui non avrei scommesso mezza lira si sono rivelate degnissime e tenere (vedi l'amica in carriera che, nel vederlo, ha avuto le lacrime agli occhi), mentre altre su cui facevo affidamento mi hanno un po' delusa (vedi la sorella che era sempre altrove col nuovo fidanzato, e che non ha avuto voglia di fare una piccola corsa fino all'aeroporto quando si è accorta, poco dopo che noi e il nonno eravamo usciti per andare all'aeroporto, che il pupazzo preferito del nipotino era rimasto a casa)...
mi sono scontrata con la frustrazione, talvolta, perchè non mi sentivo pimpante come avrei voluto, o perchè sbadigliavo nel bel mezzo di una cena (o di tutte le cene?), o perchè al mare non riuscivo a prendere due minuti di sole in santa pace, e infatti sono più grigiognola di prima.
e nemmeno è stato facile stare in mezzo alle amiche superabbronzate e in tenuta d'acchiappo, mentre io, abituata a svettare su tacchi dodici coi capelli lunghissimi e lucidi e il kajal intorno agli occhi, strisciavo nei miei sandali rasoterra con delle occhiaie tante e pure mezza ingobbita.
così ho meditato sul fatto che il mio rapporto con la bellezza è cambiato, che non mi sento più com'ero prima, ma che questo non significa doversi lasciar andare per forza. sono piena di buoni, ottimi propositi per me stessa.
diciamocelo, avevo investito tanto su queste vacanze. alla fine, se devo dare un voto, darei un dieci per come è stato il pupone, e un sei risicato per come sono stata io. però ho avuto tempo e modo di pensare a come affrontare l'autunno, un passo alla volta.
vorrei avere più tempo per parlare delle decine di cose importanti che ho in mente, ma per oggi questo è tutto quello che riesco a scrivere.
vado a fare un giro tra i blog amici.
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martedì 24 agosto 2010
lunedì 2 agosto 2010
Vacanze col pupone - Atto I
Tornati ieri sera.
due settimane intense anche se apparentemente oziose. non è stato facilissimo star dietro ai progressi del piccolo, tenendo contemporaneamente a bada i nonni paterni. praticamente è stato un periodo di lotta psicologica, e non solo. ma sono stata coccolata, viziata, rifocillata e portata al mare, ed è vero che i nonni stravedono per il nipotino e che è bellissimo vederli affacendarsi per lui.
il pupone è stato al mare, ha preso il sole e fatto i bagni con noi, ha visto la sua bisnonna e pisolato all'ombra in giardino, accarezzato da brezze delicate e cullato da mille cicale.
mi sembra cresciutissimo, anche se la bilancia dei nonni non segnalava aumenti di peso (si può pesare un neonato mettendosi su una comune bilancia digitale con e senza lui in braccio e calcolando la differenza?!). mi sembra allungato, e soprattutto è molto ma molto più vispo, più attento, più curioso e più forte e preciso nei movimenti. in questo momento si sta rotolando sotto la palestrina, che mai è stata più "palestra" di oggi.
il Papà è già tornato al lavoro, lasciando la sottoscritta a casa con un pupone nel pieno delle sue energie mattutine. sto organizzando la partenza per casa mia, ora tocca alla mia famiglia godersi il nano. Roma è meno afosa di come l'avevo lasciata, ma è pur sempre Roma, quindi asfalto, quindi niente mare, quindi comunque caldo.
e poi ho voglia di stare un po' coi miei, e di vedere gli amici. il Papà non sappiamo ancora se ci raggiungerà, ma lui quando si tratta di venire a casa mia è sempre assai misterioso sulle sue intenzioni...
sto faticando un po' a raccapezzarmi, dopo due settimane di mare e circondata da parenti volenterosi. speriamo bene...
due settimane intense anche se apparentemente oziose. non è stato facilissimo star dietro ai progressi del piccolo, tenendo contemporaneamente a bada i nonni paterni. praticamente è stato un periodo di lotta psicologica, e non solo. ma sono stata coccolata, viziata, rifocillata e portata al mare, ed è vero che i nonni stravedono per il nipotino e che è bellissimo vederli affacendarsi per lui.
il pupone è stato al mare, ha preso il sole e fatto i bagni con noi, ha visto la sua bisnonna e pisolato all'ombra in giardino, accarezzato da brezze delicate e cullato da mille cicale.
mi sembra cresciutissimo, anche se la bilancia dei nonni non segnalava aumenti di peso (si può pesare un neonato mettendosi su una comune bilancia digitale con e senza lui in braccio e calcolando la differenza?!). mi sembra allungato, e soprattutto è molto ma molto più vispo, più attento, più curioso e più forte e preciso nei movimenti. in questo momento si sta rotolando sotto la palestrina, che mai è stata più "palestra" di oggi.
il Papà è già tornato al lavoro, lasciando la sottoscritta a casa con un pupone nel pieno delle sue energie mattutine. sto organizzando la partenza per casa mia, ora tocca alla mia famiglia godersi il nano. Roma è meno afosa di come l'avevo lasciata, ma è pur sempre Roma, quindi asfalto, quindi niente mare, quindi comunque caldo.
e poi ho voglia di stare un po' coi miei, e di vedere gli amici. il Papà non sappiamo ancora se ci raggiungerà, ma lui quando si tratta di venire a casa mia è sempre assai misterioso sulle sue intenzioni...
sto faticando un po' a raccapezzarmi, dopo due settimane di mare e circondata da parenti volenterosi. speriamo bene...
lunedì 5 luglio 2010
Brevi appunti (e caldo!) in attesa che la blogosfera riparta
La blogosfera langue, le mamme più fortunate sono già in vacanza e le altre boccheggiano a letto con le tapperelle abbassate oppure sono in piscina a far respirare e sguazzare i nanetti.
qui mancano meno di due settimane alla partenza per il tanto agognato mare e io, piscina a parte, non so come far passare le giornate al pupone, chè uscire per amene passeggiate prima delle sei di sera non è consigliato. ci toccherà trasferirci al centro commerciale.
durante le poppate la fronte gli si imperla di tante goccioline di sudore e finisce di mangiare con i capelli tutti bagnati...ma sembra non accorgersene, perchè sorride sempre e comunque e per tutto il giorno gioca e sperimenta i rotolamenti, sua nuova passione.
all'ora di pranzo gli faccio un bagnetto fresco di mezz'ora per ritemprarlo, per il resto lo lascio con addosso il solo pannolino e restiamo a casa in penombra fino a metà pomeriggio...e cerchiamo così di combattere la calura, che qui a Roma è davvero pesante (nonostante viviamo fuori città).
che dire?
oggi avrei un odiosissimo appuntamento fissato da mesi ma credo anzi ho già deciso che chiamerò per disdire di brutto. al posto dell'antipatico appuntamento vado a prendere un aperitivo con due amiche, tiè.
tra una settimana porterò il piccolo ad un nuovo controllo dal pediatra, che ci dirà quando possiamo iniziare a svezzarlo (se continua a crescere bene con il mio solo latte iniziamo a 6 mesi, sennò prima).
la maternità comincia a calzarmi a pennello e sono felice. sono innamorata. l'estate è arrivata come una promessa mentenuta, e non vedo l'ora di stare al mare e far sperimentare al pupone le cose nuove che lo aspettano. non vedo l'ora di rilassarmi come credo di meritare.
stavolta l'ho detto:
me lo merito!
(però, mamme, tornate a scrivere!)
qui mancano meno di due settimane alla partenza per il tanto agognato mare e io, piscina a parte, non so come far passare le giornate al pupone, chè uscire per amene passeggiate prima delle sei di sera non è consigliato. ci toccherà trasferirci al centro commerciale.
durante le poppate la fronte gli si imperla di tante goccioline di sudore e finisce di mangiare con i capelli tutti bagnati...ma sembra non accorgersene, perchè sorride sempre e comunque e per tutto il giorno gioca e sperimenta i rotolamenti, sua nuova passione.
all'ora di pranzo gli faccio un bagnetto fresco di mezz'ora per ritemprarlo, per il resto lo lascio con addosso il solo pannolino e restiamo a casa in penombra fino a metà pomeriggio...e cerchiamo così di combattere la calura, che qui a Roma è davvero pesante (nonostante viviamo fuori città).
che dire?
oggi avrei un odiosissimo appuntamento fissato da mesi ma credo anzi ho già deciso che chiamerò per disdire di brutto. al posto dell'antipatico appuntamento vado a prendere un aperitivo con due amiche, tiè.
tra una settimana porterò il piccolo ad un nuovo controllo dal pediatra, che ci dirà quando possiamo iniziare a svezzarlo (se continua a crescere bene con il mio solo latte iniziamo a 6 mesi, sennò prima).
la maternità comincia a calzarmi a pennello e sono felice. sono innamorata. l'estate è arrivata come una promessa mentenuta, e non vedo l'ora di stare al mare e far sperimentare al pupone le cose nuove che lo aspettano. non vedo l'ora di rilassarmi come credo di meritare.
stavolta l'ho detto:
me lo merito!
(però, mamme, tornate a scrivere!)
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