Visualizzazione post con etichetta gelosia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gelosia. Mostra tutti i post

lunedì 12 luglio 2010

Gelosia: è normale?

Ieri giornata in piscina con tanti amici.
il pupone come al solito è felice e contento e ammalia tutti con gridolini e sorrisi. io decido di approfittarne un po' per mollare il fagotto e prendere un po' di sole in autonomia.
le cose non si risolvono propriamente così.
mio figlio se ne sta tra le braccia di uno e poi di un altro, in acqua col papà e con l'amico del papà, a bordo piscina con l'amica della mamma, circondato da curiosi che chiedono quanti mesi ha etc., e da bambini che gli toccano le mani e i piedi e le braccia e le guance.
e lui a ridere, sereno.
sotto l'ombrellone se ne sta in braccio ad un altro amico a ridere e scherzare, mentre la fidanzata di questo gli fa le faccette mandandolo in estasi, in un tripudio di sorrisi e risate.
poi di nuovo col papà, in acqua. bambini, ragazzini, toccatine.

ad un certo punto inizio ad agitarmi.
mio figlio non mi vede da...da quanto? mezz'ora? un'ora?, IO non lo prendo in braccio da un tempo interminabile.
mi manca.
ma non in un modo tenero. in un modo VIOLENTO.
mi scopro orrendamente gelosa. lui si sta divertendo SENZA DI ME. non gli manco!

mi avvicino circospetta alla vasca dove l'amico di turno gli fa fare tuffetti.
il mio pupone è visibilmente stanco, anche se continua a sorridere.
riesco a portarmelo via per una poppata e un breve sonnellino.
ma appena si risveglia e gli altri se ne accorgono, riparte la giostra.
che continua a casa, dove ci riuniamo per mangiare una cosa insieme, e mio figlio ed io veniamo costantemente monitorati nel corso del bagnetto e dei preparativi vari da un nugolo di benintenzionate persone.
mi dico "ora tanto devo allattarlo, ci isoleremo un po' e lui si addormenterà COME SEMPRE". e invece, beffa delle beffe, lui non ha fame (non ha fame???!!), ciuccia mezzo minuto per poi ricominciare a guardarsi intorno.

per farla breve, non sono nemmeno riuscita a metterlo a letto come faccio ogni sera, perchè nella baraonda generale mi sono dovuta occupare anche della cena e degli ospiti, e a metterlo a letto è stato il papà.

lo so, sono patetica.
sono andata a dormire con un nodo in gola. mio figlio non era stato con me, non avevamo fatto tutte le nostre solite cose, mi aveva vista (e cercata!) poco, troppo poco. IO ero stata troppo poco con lui. mi mancava. e ce n'eravamo andati tutti a dormire così, senza che io potessi fare il pieno di lui.
ero gelosa di tutte quelle signorine che se l'erano spupazzato al posto mio. "preoccupata" perchè aveva addirittura rifiutato il seno.
non vedevo l'ora che fosse mattino per riprenderlo e stare con lui senza confusione.

so che dovrei essere contentissima che mio figlio stia bene anche con gli altri, che non si spaventi nel vedere facce sconosciute e situazioni nuove, che sia curioso del mondo e attento a ciò che lo circonda.
è che è sempre stato abbastanza mammone.
è che viviamo, da quattro mesi e mezzo, in totale simbiosi.
è che secondo me le persone che gli si avvicinano dovrebbero essere caute, gentili, rispettose, nei suoi e nei miei confronti.

allora mi chiedo se non sono io ad esagerare. se non sarebbe il caso di mettere un freno a queste mie sensazioni di cui ho perso, ieri, totalmente il controllo, al punto che secondo me avevo un muso lungo così senza nemmeno rendermene conto. se non dovrei smetterla di pensare che "si è stancato di stare con me". perchè sono la sua mamma, e magari a sedici anni non mi vorrà vedere manco dipinta ma adesso no. adesso no.

stamattina siamo tranquilli, anche se ancora il ricordo di ieri mi fa dispiacere.
soprattutto penso che mi aspettano alcune settimane con i nonni paterni, che sono in visibilio in attesa del nipotino e che generalmente quando vengono a trovarci esordiscono con un "ora questo bimbo sta con la nonna che non lo vede mai...mamma, va' via per un po'!".
ho paura di non reggere.
paura di non riuscire a ritagliarmi abbastanza spazi per stare con lui e col papà, senza comparsate varie.
che si ripresenti quell'orrenda gelosia che mi ha fatto dubitare della mia bontà come essere umano, e come madre.