I giorni prima di natale da noi sono già iniziati.
l'albero pieno di addobbi e luci la fa da padrone nel nostro soggiorno, perchè quando pupone è malato e non può uscire diventa difficile dirgli di no (e perché poi, dire di no all'albero di natale a metà novembre? non mi viene in mente un solo motivo valido!)
le passeggiate in cerca di negozi già addobbati sono un felice passatempo, e se anche margherita è troppo piccola per capire la differenza basta la luce negli occhi di elio
a emozionare tutti: guarda! c'è babbo natale in quel negozio!
babbo natale: a due anni e mezzo suonati, mio figlio fa la conoscenza di questo distinto signore per mezzo dei miei entusiastici racconti (io che non aspettavo altro che di avere un bimbo a portata di mano cui trasmettere tutta la magia dell'attesa di questa figura misteriosa e scampanellante, perché diciamocelo, ma siamo proprio sicuri che non esista? eh?); io gli spiego dove abita e cosa fa, e soprattutto lo ricatto moralmente ad ogni marachella anche solo pensata, ricordandogli che babbo natale lo osserva e prende nota sul suo quaderno (questa me la sono inventata io) delle volte che è stato buono e meno buono.
quest'anno tocca alla mia numerosa famiglia d'origine averci a natale, e niente, io già vedo renne ricamate sui maglioncini dei miei figli, e bucce di mandarino sparse sullo stesso tavolo sul quale le spargevo io da bambina,e carte da regalo accartocciate sotto l'albero e i regali appena aperti stretti al petto dei bambini :)
io non ho voce per queste emozioni, non le so esprimere. ma ho questo piccolo blog, che qualcuno legge, e l'illusione che ciò che scrivo possa arrivare ovunque. perciò voglio ringraziare la Vita che mi ha regalato, e continua a regalarmi, tutto questo.
Grazie Vita.
di questo natale, di tutti quelli che verranno, che non mi pare vero che tanta meraviglia possa moltiplicarsi negli anni, e grazie di ogni altra cosa.
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lunedì 26 novembre 2012
mercoledì 14 marzo 2012
Dormono
Dormono.
E io non posso.
Ho mille motivi per volermi nascondere sotto le coperte fino al primo risveglio, ma anche mille cose che frullano in testa, e devo farle svolazzare un po'.
Dormono.
E il "grande" ha 39 di febbre, e io sono sola, e la famiglia di origine tace laggiù, non accenna a venirmi in soccorso, allora dopo un po' di frigni mi rimbocco le maniche e faccio da me. E penso a tutte le amiche e cugine e conoscenti con stuoli di nonne, zie, amiche nullafacenti che sgomitano per citofonare per prime a casa loro, e che appena rimangono sole telefonano a qualcun altro per lamentarsi di quanto sono stanche. E penso che anch'io la stanchezza vera non l'avevo mai sperimentata, ma me la devo tenere, perchè al momento il numero del pronto soccorso dà sempre occupato, da queste parti. E penso che il fatto che soltanto io sappia dove stanno i pigiamini, come si usa il termometro, cosa deve mangiare il grande per cena, a che ora deve mangiare la piccola, cos'è quel "Cincino" che il primo sta cercando per casa, non va mica bene.
Dormono.
E mi viene in mente la primavera che sta arrivando, e che la febbre passerà. Che è vero, non prendono l'aereo, però mi vogliono, ci vogliono bene. Che sarò anche sola, ma sto costruendo qualcosa di maestoso, con questi bambini. Che sono la cosa più incredibile che potessi fare.
Che in questo lasso di tempo in cui li ho voluti, concepiti, partoriti e cresciuti, un sacco di miei coetanei si sono presi le loro soddisfazioni. Che ho amiche che vanno ancora in discoteca, beate loro.
Che la gioia che provo quando guardo i miei figli e penso che sono proprio miei, è indescrivibile e totale. Che, purtroppo per me o forse per gli altri, il lasso di tempo è lo stesso per tutti.
Dormono e comincio a credere nei miracoli, nella lunga fila di magie che mi hanno portata fin qui. Comincio a essere cosciente di ogni singola cosa. Diminuisce la paura per le ore di solitudine e le battaglie piccole e meno piccole, cresce la gratitudine.
Pupone dorme abbracciato a "Cincino", Nanetta dorme coi pugnetti chiusi e borbotta nel sonno. Io sto nel mezzo, coi mie grattacapi e le mie paturnie.
Io sto nel mezzo, con un carico di felicità che schiaccia, nutre, e pesa.
Ps: scusate la pesantezza. Sto elaborando. Sto metabolizzando la nuova situazione e l'indigeribile me stessa :)
E io non posso.
Ho mille motivi per volermi nascondere sotto le coperte fino al primo risveglio, ma anche mille cose che frullano in testa, e devo farle svolazzare un po'.
Dormono.
E il "grande" ha 39 di febbre, e io sono sola, e la famiglia di origine tace laggiù, non accenna a venirmi in soccorso, allora dopo un po' di frigni mi rimbocco le maniche e faccio da me. E penso a tutte le amiche e cugine e conoscenti con stuoli di nonne, zie, amiche nullafacenti che sgomitano per citofonare per prime a casa loro, e che appena rimangono sole telefonano a qualcun altro per lamentarsi di quanto sono stanche. E penso che anch'io la stanchezza vera non l'avevo mai sperimentata, ma me la devo tenere, perchè al momento il numero del pronto soccorso dà sempre occupato, da queste parti. E penso che il fatto che soltanto io sappia dove stanno i pigiamini, come si usa il termometro, cosa deve mangiare il grande per cena, a che ora deve mangiare la piccola, cos'è quel "Cincino" che il primo sta cercando per casa, non va mica bene.
Dormono.
E mi viene in mente la primavera che sta arrivando, e che la febbre passerà. Che è vero, non prendono l'aereo, però mi vogliono, ci vogliono bene. Che sarò anche sola, ma sto costruendo qualcosa di maestoso, con questi bambini. Che sono la cosa più incredibile che potessi fare.
Che in questo lasso di tempo in cui li ho voluti, concepiti, partoriti e cresciuti, un sacco di miei coetanei si sono presi le loro soddisfazioni. Che ho amiche che vanno ancora in discoteca, beate loro.
Che la gioia che provo quando guardo i miei figli e penso che sono proprio miei, è indescrivibile e totale. Che, purtroppo per me o forse per gli altri, il lasso di tempo è lo stesso per tutti.
Dormono e comincio a credere nei miracoli, nella lunga fila di magie che mi hanno portata fin qui. Comincio a essere cosciente di ogni singola cosa. Diminuisce la paura per le ore di solitudine e le battaglie piccole e meno piccole, cresce la gratitudine.
Pupone dorme abbracciato a "Cincino", Nanetta dorme coi pugnetti chiusi e borbotta nel sonno. Io sto nel mezzo, coi mie grattacapi e le mie paturnie.
Io sto nel mezzo, con un carico di felicità che schiaccia, nutre, e pesa.
Ps: scusate la pesantezza. Sto elaborando. Sto metabolizzando la nuova situazione e l'indigeribile me stessa :)
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martedì 6 marzo 2012
Presto
E' che sono a bagno nell'Amore Vero.
Riconoscente di tutto, di un parto perfetto, di ogni singolo gesto e parola che l'hanno reso possibile. E' stato bello darti alla luce.
A mollo nei ricordi in cui voglio indugiare, perché è presto per andare oltre, per dimenticare.
Vorrei trattenere qui con me tutti gli istanti di quando sei nata, piccola Margherita, e di questi giorni lenti in cui siamo ancora molto di quel corpo unico che siamo state.
Sono grata di queste sensazioni, anche di quelle che provocano piccole fitte di nostalgia e dolore, perché sono le pietre del nostro percorso, e scavano solchi che ci daranno equilibrio da ora in poi.
E' che sono immersa nei colori chiari di una stanza in penombra, in una luce tenue che cancella il confine tra dentro e fuori, e tutto si mescola, si amalgama, facendo di me e di te un nucleo quasi magico di empatia, comunione, che privo di confini copre distanze e strade, e scavalca edifici.
Riconoscente di tutto, di un parto perfetto, di ogni singolo gesto e parola che l'hanno reso possibile. E' stato bello darti alla luce.
A mollo nei ricordi in cui voglio indugiare, perché è presto per andare oltre, per dimenticare.
Vorrei trattenere qui con me tutti gli istanti di quando sei nata, piccola Margherita, e di questi giorni lenti in cui siamo ancora molto di quel corpo unico che siamo state.
Sono grata di queste sensazioni, anche di quelle che provocano piccole fitte di nostalgia e dolore, perché sono le pietre del nostro percorso, e scavano solchi che ci daranno equilibrio da ora in poi.
E' che sono immersa nei colori chiari di una stanza in penombra, in una luce tenue che cancella il confine tra dentro e fuori, e tutto si mescola, si amalgama, facendo di me e di te un nucleo quasi magico di empatia, comunione, che privo di confini copre distanze e strade, e scavalca edifici.
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martedì 21 dicembre 2010
Il primo natale davvero felice...e tutto può finalmente ricominciare
Questo è il primo natale felice dopo molti, molti anni.
dopo i natali col pensiero della malattia di mia madre, ammantati di malinconia e resi inutili e disgustosi dal pensiero del suo dolore, della sua disperazione, distanti anni luce da una festa, anche se la festa si imponeva.
e poi quelli "con l'assenza" di mia madre, assenza che riempiva le giornate, facendoci pregare che passassero in fretta, le maledette feste.
dopo i natali senza la nonna, senza lo zio, e poi quello lontana da casa, e sempre questa voglia di ritrovarmi subito a gennaio per favore, purchè tutto finisse presto.
non volevo scrivere cose tristi, son venute fuori da sole.
ma adesso le luci bianche hanno un senso. le decorazioni, le stesse che scelse mia madre anni fa, riscaldano di nuovo la casa. i sorrisi sono sinceri, la gioia è vera e ci fa riunire a tavola con impazienza.
i pacchi colorati aumentano di numero sotto l'albero di casa del tuo nonno, dove siamo volati per festeggiare questo natale, piccolo mio, e sono quasi tutti per te.
tuo padre ha detto una cosa giusta, ha detto "ma perchè si dice che i figli devono ringraziare i genitori, quando è così evidente che sono i genitori a dover ringraziare i figli per tutta la meraviglia che portano?"
sei così piccolo ancora, eppure ci hai cambiato la vita.
un'intera famiglia di quasi trenta persone gioisce grazie a te e al tuo cuginetto di due mesi, e voi due nemmeno lo sapete. mi son chiesta mille volte come possano delle personcine in erba stravolgere in meglio le vite di chi hanno intorno e riempire case e cuori di appagata felicità, e mi sono risposta, alla fine, che il merito è della loro purezza. della catarsi che essa porta, insieme all'idea meravigliosa che tutto sia di nuovo possibile, che tutto possa riprendere dal punto in cui aveva smesso di andar bene, cancellando il brutto, il dolore, gli sbagli.
così di colpo il camino profuma di nuovo la stanza e i vestiti, i mandarini impregnano le dita delle mani, il freddo non tanto freddo ci fa stringere nei cappotti mentre passeggiamo per la città addobbata avvolti da meraviglioso stupore e tu sei al centro di tutto, coi tuoi gridolini e la tua energia, le guanciotte rosse come pomodori e il tuo modo unico di essere.
gattoni per le stanze che un tempo erano di tua nonna protetto dal suo abbraccio silenzioso, e fai sorridere anche lei dagli angoli celesti in cui si nasconde, ne sono certa, con le tue marachelle a quattro zampe.
e adesso, da stamattina, mi guardi negli occhi e dici mamma.
giuro che non darò mai più nulla per scontato, che ringrazierò ogni giorno per il tuo arrivo, che non mi perderò mai più in sciocche elucubrazioni e bilanci su quel che manca e quel che potrebbe andar meglio.
perchè la gioia più grande è qui, posso stringerla e baciarla e guardarla dormire come faccio ora. e sei proprio tu.
dopo i natali col pensiero della malattia di mia madre, ammantati di malinconia e resi inutili e disgustosi dal pensiero del suo dolore, della sua disperazione, distanti anni luce da una festa, anche se la festa si imponeva.
e poi quelli "con l'assenza" di mia madre, assenza che riempiva le giornate, facendoci pregare che passassero in fretta, le maledette feste.
dopo i natali senza la nonna, senza lo zio, e poi quello lontana da casa, e sempre questa voglia di ritrovarmi subito a gennaio per favore, purchè tutto finisse presto.
non volevo scrivere cose tristi, son venute fuori da sole.
ma adesso le luci bianche hanno un senso. le decorazioni, le stesse che scelse mia madre anni fa, riscaldano di nuovo la casa. i sorrisi sono sinceri, la gioia è vera e ci fa riunire a tavola con impazienza.
i pacchi colorati aumentano di numero sotto l'albero di casa del tuo nonno, dove siamo volati per festeggiare questo natale, piccolo mio, e sono quasi tutti per te.
tuo padre ha detto una cosa giusta, ha detto "ma perchè si dice che i figli devono ringraziare i genitori, quando è così evidente che sono i genitori a dover ringraziare i figli per tutta la meraviglia che portano?"
sei così piccolo ancora, eppure ci hai cambiato la vita.
un'intera famiglia di quasi trenta persone gioisce grazie a te e al tuo cuginetto di due mesi, e voi due nemmeno lo sapete. mi son chiesta mille volte come possano delle personcine in erba stravolgere in meglio le vite di chi hanno intorno e riempire case e cuori di appagata felicità, e mi sono risposta, alla fine, che il merito è della loro purezza. della catarsi che essa porta, insieme all'idea meravigliosa che tutto sia di nuovo possibile, che tutto possa riprendere dal punto in cui aveva smesso di andar bene, cancellando il brutto, il dolore, gli sbagli.
così di colpo il camino profuma di nuovo la stanza e i vestiti, i mandarini impregnano le dita delle mani, il freddo non tanto freddo ci fa stringere nei cappotti mentre passeggiamo per la città addobbata avvolti da meraviglioso stupore e tu sei al centro di tutto, coi tuoi gridolini e la tua energia, le guanciotte rosse come pomodori e il tuo modo unico di essere.
gattoni per le stanze che un tempo erano di tua nonna protetto dal suo abbraccio silenzioso, e fai sorridere anche lei dagli angoli celesti in cui si nasconde, ne sono certa, con le tue marachelle a quattro zampe.
e adesso, da stamattina, mi guardi negli occhi e dici mamma.
giuro che non darò mai più nulla per scontato, che ringrazierò ogni giorno per il tuo arrivo, che non mi perderò mai più in sciocche elucubrazioni e bilanci su quel che manca e quel che potrebbe andar meglio.
perchè la gioia più grande è qui, posso stringerla e baciarla e guardarla dormire come faccio ora. e sei proprio tu.
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giovedì 2 dicembre 2010
Grazie grazie grazie
E' facile abituarsi alla bellezza. alla gioia, al calore.
ma io vorrei chiudere questa giornata, (ammesso che si possa dire che la sto già chiudendo, visto che ancora ci aspettano
-pappa
- bagnetto
- asciugatura, vestizione
- addormentamento
e sono da sola...)
dicevo, vorrei chiudere questa giornata fermandomi a riflettere su quanto sia stata bella, semplicemente
perchè hai riso tanto con me
perchè ti ho comprato un giochino da due lire e ti è piaciuto un sacco
perchè ho fatto una chiacchierata con un'amica troppo divertente, con cui ho sghignazzato come una scema
perchè dal pediatra è andato tutto bene
perchè per strada due tizi hanno fatto i galantuomini
perchè ho fatto la spesa e per domattina abbiamo tutto quel che serve
perchè oggi per la prima volta ti darò l'uovo alla coque, che non ho mai cucinato e che non vedo da quando avevo nove anni
perchè ti sei svegliato dal pisolino e la prima cosa che hai visto sono stata io e mi hai sorriso
e per mille altri motivi.
grazie
grazie grazie grazie
ma io vorrei chiudere questa giornata, (ammesso che si possa dire che la sto già chiudendo, visto che ancora ci aspettano
-pappa
- bagnetto
- asciugatura, vestizione
- addormentamento
e sono da sola...)
dicevo, vorrei chiudere questa giornata fermandomi a riflettere su quanto sia stata bella, semplicemente
perchè hai riso tanto con me
perchè ti ho comprato un giochino da due lire e ti è piaciuto un sacco
perchè ho fatto una chiacchierata con un'amica troppo divertente, con cui ho sghignazzato come una scema
perchè dal pediatra è andato tutto bene
perchè per strada due tizi hanno fatto i galantuomini
perchè ho fatto la spesa e per domattina abbiamo tutto quel che serve
perchè oggi per la prima volta ti darò l'uovo alla coque, che non ho mai cucinato e che non vedo da quando avevo nove anni
perchè ti sei svegliato dal pisolino e la prima cosa che hai visto sono stata io e mi hai sorriso
e per mille altri motivi.
grazie
grazie grazie grazie
domenica 27 giugno 2010
Quattro mesi - e anche tu mi ami
A quattro mesi impari ad amarmi.
mentre io sono sopraffatta dall'amore per te.
cerchi il mio viso, se piangi disperato e mi vedi sorridi tra i lacrimoni. ti faccio cucù-settete e le facce buffe e ridi, le tue prime vere risate. ridi quando sbadiglio. sorridi a chi ti parla con trasporto e con occhi sinceri. se entri in una stanza, tutto gravita intorno a te.
sai stare in mezzo alla folla con presenza di spirito e fermezza, ma quando restiamo da soli esplodi in gridolini estasiati e versetti, e sei veramente rilassato. hai bisogno di ME, non ti serve nient'altro e accorgermene mi fa ogni volta commuovere.
a quattro mesi sei bellissimo e biondo-rossiccio. hai le guance rosa, la testa come un cece perfetto. hai fatto i tuoi primi bagni in piscina, in braccio a noi o da solo nella ciambella, e muovi le gambette come un ranocchio ridendo felice e lanciando gridolini ai pupazzetti di gomma che sfrecciano sulla tavoletta davanti ai tuoi occhi curiosi. hai fatto fermare gli allenamenti della squadra di nuoto, con questo spettacolino.
sei consapevole e sicuro, sempre di più. afferri gli oggetti e li porti alla bocca. ti fai i succhiotti sul polso da solo. nel lettino giri e giri su te stesso, esplorando ogni angolo del tuo regno e osservando intensamente le apine. quando dormi stringi forte a te il cuscino, tanto che sto pensando di confezionarti un pupazzetto.
allattarti è sempre più un piacere, perchè mentre mangi fai scorrere la manina sulla mia pelle, perchè stiamo vicini cuore a cuore ed è meraviglioso guardarti mentre ti nutri e gioisci di questo contatto. ogni tanto alzi gli occhi e mi guardi così intensamente da farmi tremare le gambe, poi ti rituffi nel seno. quando sei finalmente sazio ti stacchi con uno schiocco e assapori quel momento impagabile in cui resti sdraiato accanto a me e il pancino inizia a lavorare per farti digerire.
io a quattro mesi della mia nuova vita mi ritrovo a sorridere come l' essere beatamente appagato che da tempo non ero più. tutto ciò mi basta, basta alla mia sete di realizzazione come essere umano e come donna, e mi spinge ogni giorno un po' oltre i miei limiti. non c'è rinuncia, limitazione o senso di inadeguatezza che tengano, sono una madre, sono tua madre ed è un privilegio, un onore, un incarico di massimo, e dico massimo, livello.
non pensavo, giuro non pensavo, che sarebbe stato così. così meraviglioso.
auguri pupone mio!
mentre io sono sopraffatta dall'amore per te.
cerchi il mio viso, se piangi disperato e mi vedi sorridi tra i lacrimoni. ti faccio cucù-settete e le facce buffe e ridi, le tue prime vere risate. ridi quando sbadiglio. sorridi a chi ti parla con trasporto e con occhi sinceri. se entri in una stanza, tutto gravita intorno a te.
sai stare in mezzo alla folla con presenza di spirito e fermezza, ma quando restiamo da soli esplodi in gridolini estasiati e versetti, e sei veramente rilassato. hai bisogno di ME, non ti serve nient'altro e accorgermene mi fa ogni volta commuovere.
a quattro mesi sei bellissimo e biondo-rossiccio. hai le guance rosa, la testa come un cece perfetto. hai fatto i tuoi primi bagni in piscina, in braccio a noi o da solo nella ciambella, e muovi le gambette come un ranocchio ridendo felice e lanciando gridolini ai pupazzetti di gomma che sfrecciano sulla tavoletta davanti ai tuoi occhi curiosi. hai fatto fermare gli allenamenti della squadra di nuoto, con questo spettacolino.
sei consapevole e sicuro, sempre di più. afferri gli oggetti e li porti alla bocca. ti fai i succhiotti sul polso da solo. nel lettino giri e giri su te stesso, esplorando ogni angolo del tuo regno e osservando intensamente le apine. quando dormi stringi forte a te il cuscino, tanto che sto pensando di confezionarti un pupazzetto.
allattarti è sempre più un piacere, perchè mentre mangi fai scorrere la manina sulla mia pelle, perchè stiamo vicini cuore a cuore ed è meraviglioso guardarti mentre ti nutri e gioisci di questo contatto. ogni tanto alzi gli occhi e mi guardi così intensamente da farmi tremare le gambe, poi ti rituffi nel seno. quando sei finalmente sazio ti stacchi con uno schiocco e assapori quel momento impagabile in cui resti sdraiato accanto a me e il pancino inizia a lavorare per farti digerire.
io a quattro mesi della mia nuova vita mi ritrovo a sorridere come l' essere beatamente appagato che da tempo non ero più. tutto ciò mi basta, basta alla mia sete di realizzazione come essere umano e come donna, e mi spinge ogni giorno un po' oltre i miei limiti. non c'è rinuncia, limitazione o senso di inadeguatezza che tengano, sono una madre, sono tua madre ed è un privilegio, un onore, un incarico di massimo, e dico massimo, livello.
non pensavo, giuro non pensavo, che sarebbe stato così. così meraviglioso.
auguri pupone mio!
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giovedì 13 maggio 2010
La saggezza della pancia
Questa mattina ho portato il mio ometto all'ospedale dove è nato per fare l'ecografia alle anche. ho ripercorso il tragitto fatto mille pomeriggi da sola col pancione per andare al corso preparto, e quell'unica, meravigliosa volta per partorire, quel sabato mattina pieno di sole, con al volante il Papà agitato ma fermamente risoluto a portere il mio panzone da chi di dovere. ai semafori mi giravo a guardarlo e pensavo che era un miracolo averlo qui con me, quando per tanto tempo siamo stati un'unica cosa eppure non lo vedevo, non lo toccavo.
abbiamo camminato al sole, lui nel marsupio con la sua salopette, e io coi capelli in ordine e il trench e le ballerine e i cerchi alle orecchie (un cambiamento esagerato rispetto allo standard pigiama o tuta, manco a dirlo).
la dottoressa ha spannolinato il mio bambino cicciottone e l'ha messo prima su un fianco e poi sull'altro, gli ha applicato il gel e poi ha passato il sondino, e lui tutto raggomitolato si ciucciava il pugnetto e guardava lo schermo (su quello stesso lettino un mese prima che nascesse anch'io fissavo lo schermo col gel sulla pancia, mentre facevo un'ecografia e la flussimetria).
tutto ok - che belle anche! - anche questa è fatta.
...
stanco e provato dal caldo, dallo sballottamento, dal traffico (che te lo dico a fa') e dalla pappa che ha mandato giù a quattro palmenti appena tornati a casa, ora lui dorme nel suo lettino. io ho pranzato, mi sono riposata, ora controllo la posta con un caffè sul bracciolo del divano.
razionalmente mi ripeto che dovrei prepararmi per lo stramaledettissimo concorso, che sto perdendo tempo.
ma la pancia (quanta saggezza mi è rimasta, nella pancia, da quando ero incinta), il cuore, mi dicono che va bene così. che sono felice.
che ora, in questo pomeriggio tiepido, con il silenzio e la testa leggera e mio figlio addormentato con la boccuccia socchiusa, va bene così. e non bisogna chiedere troppo.
abbiamo camminato al sole, lui nel marsupio con la sua salopette, e io coi capelli in ordine e il trench e le ballerine e i cerchi alle orecchie (un cambiamento esagerato rispetto allo standard pigiama o tuta, manco a dirlo).
la dottoressa ha spannolinato il mio bambino cicciottone e l'ha messo prima su un fianco e poi sull'altro, gli ha applicato il gel e poi ha passato il sondino, e lui tutto raggomitolato si ciucciava il pugnetto e guardava lo schermo (su quello stesso lettino un mese prima che nascesse anch'io fissavo lo schermo col gel sulla pancia, mentre facevo un'ecografia e la flussimetria).
tutto ok - che belle anche! - anche questa è fatta.
...
stanco e provato dal caldo, dallo sballottamento, dal traffico (che te lo dico a fa') e dalla pappa che ha mandato giù a quattro palmenti appena tornati a casa, ora lui dorme nel suo lettino. io ho pranzato, mi sono riposata, ora controllo la posta con un caffè sul bracciolo del divano.
razionalmente mi ripeto che dovrei prepararmi per lo stramaledettissimo concorso, che sto perdendo tempo.
ma la pancia (quanta saggezza mi è rimasta, nella pancia, da quando ero incinta), il cuore, mi dicono che va bene così. che sono felice.
che ora, in questo pomeriggio tiepido, con il silenzio e la testa leggera e mio figlio addormentato con la boccuccia socchiusa, va bene così. e non bisogna chiedere troppo.
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martedì 27 aprile 2010
due mesi - di Noi
Piccolino, mentre scrivo tu lotti col ciuccio che non ne vuole sapere di rimanerti tra le labbra ...ciucci con tutta la foga possibile e sta a me assicurare che il ciuccio non scappi, ciucci coi pugnetti stretti al petto e gli occhietti socchiusi, in un concerto di versetti meravigliosi, disteso sul tuo cuscinone con la maglietta a righe, col bavaglino che ti ha ricamato la zia, e sei bellissimo. Sei il mix esatto di mamma e papà, anche se ogni giorno cambi un po' diventando sempre più un ometto, ma la bocca è esattamente la mia, il naso pure, mentre gli occhi sono quelli di papà.
2 mesi di Noi, e mi sembrano pochi se penso a tutto quello che è già successo, ma poi non sono niente rispetto a tutta la vita meravigliosa che ti aspetta: ora arriverà l'estate con i bagni al mare e le prime pappe, ci saranno i giochi sulla sabbia e i pisolini nella penombra della stanza fresca, ci saranno le tue gambotte libere da vestiti e tu, nelle tue magliettine, imparerai a stare dritto e a mangiare la pera e mille altre cose..
2 mesi di Noi, e ci amiamo ogni giorno di più,anche oggi che piagnucoli senza sosta e vuoi stare in braccio e non mi dai nemmeno il tempo di asciugarmi i capelli, io ti amo immensamente e mi sento in te come tu sei in me, ancora e per sempre un unico cuore, perchè nessuno mi potrà mai separare da te.
Auguri tesoro!
2 mesi di Noi, e mi sembrano pochi se penso a tutto quello che è già successo, ma poi non sono niente rispetto a tutta la vita meravigliosa che ti aspetta: ora arriverà l'estate con i bagni al mare e le prime pappe, ci saranno i giochi sulla sabbia e i pisolini nella penombra della stanza fresca, ci saranno le tue gambotte libere da vestiti e tu, nelle tue magliettine, imparerai a stare dritto e a mangiare la pera e mille altre cose..
2 mesi di Noi, e ci amiamo ogni giorno di più,anche oggi che piagnucoli senza sosta e vuoi stare in braccio e non mi dai nemmeno il tempo di asciugarmi i capelli, io ti amo immensamente e mi sento in te come tu sei in me, ancora e per sempre un unico cuore, perchè nessuno mi potrà mai separare da te.
Auguri tesoro!
giovedì 22 aprile 2010
Ci sono cose che mi ripagano di tutto...
Entrare nella stanza dove il mio bambino piange sconsolato nella carrozzina, caricargli il carillon e guardarlo chiudere piano gli occhi e riaddormentarsi subito, confortato dal mio arrivo tempestivo e dalla musica.
Tirarlo su dal suo lettino le rare volte in cui si sveglia nel cuore della notte per mangiare, e mettermelo accanto nel lettone. e mentre lui fa la sua poppata sotto le coperte con me pensare che, finalmente, ecco di nuovo quel senso di sicurezza, di protezione...io e lui e il suo papà, di notte nella nostra casa, a letto, al caldo, e niente e nessuno che possa farci del male.
Ci voleva un fagotto di 7 settimane, per ritrovare queste emozioni.
Tirarlo su dal suo lettino le rare volte in cui si sveglia nel cuore della notte per mangiare, e mettermelo accanto nel lettone. e mentre lui fa la sua poppata sotto le coperte con me pensare che, finalmente, ecco di nuovo quel senso di sicurezza, di protezione...io e lui e il suo papà, di notte nella nostra casa, a letto, al caldo, e niente e nessuno che possa farci del male.
Ci voleva un fagotto di 7 settimane, per ritrovare queste emozioni.
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