Il mio solito post su
Pupone
ultimamente detto anche Joe Tortellino
per fermare il tempo e dilatarlo il più possibile, e ricordarmi quanti progressi abbiamo fatto
MOTRICITA'
a 11 mesi e mezzo ha iniziato a camminare. prima faceva piccoli passi insicuri, ora percorre le massime distanze consentite dalle dimensioni di casa nostra con le braccia in alto e un'espressione concentratissima che fa morire dal ridere. ha quasi accantonato il gattonamento.
scende da solo dal lettone e dal divano, con un metodo che ha inventato lui stesso. si mette a pancia in giù e arretra fino a far pendere le gambe nel vuoto, poi si lascia andare.
LINGUAGGIO
dice "mamma", "papà", "pappa" e sempre il suo "daghen daghen", unito ad altre misteriose parole che per lui devono avere un significato preciso perchè le ripete sempre uguali e sempre con la stessa intonazione. capisce perfettamente "usciamo", "biscotto", "acqua", le domande "chi è?" e "dov'è?", e altre parole che ora non mi vengono in mente.
GIOCO
è diventato leggermente più autonomo nel gioco, a volte basta che lo lasci in soggiorno con i cani che gli gironzolano intorno e si diverte come un pazzo. ama le costruzioni, le cose rumorose, il legno in tutte le sue forme, e soprattutto i libri. dategli un libro con gli inserti di pelo, tessuto etc da toccare e ne farete un tortellino felice.
DENTI
ha sei denti di cui due appena spuntati, e almeno altri due in uscita. sta una settimana sì e una no con sedere rosso e diarrea (e notti pressochè insonni, sue e NOSTRE).
CIBO/ALLATTAMENTO
siamo passati alla terza fase dello svezzamento, cioè basta pappe uniche e via libera a primi e secondi (quando c'è tempo). siamo anche passati alla pastina più grande, al bando stelline e puntine, che sono da bimbi piccoli! quando trova una tazza o un bicchiere con qualcosa dentro, ci ficca il muso in avanscoperta. il mio latte lo prende la mattina (il latte vaccino nemmeno col cannocchiale), dopo pranzo e dopo cena. ieri, causa crisi isteriche, ha poppato anche due volte in più il pomeriggio. infatti sono prosciugata.
SONNO
continua a NON addormentarsi mai da solo, a meno che non sia davvero stravolto e allora crolla sul seggiolone. ha bisogno del seno, oppure del papà che lo culli o che si sdrai insieme a lui sul lettone. non so se va bene, so che Tata Lucia mi picchierebbe con la borsa blu di SOS tata per questo, ma non ho l'energia per cambiare abitudini, adesso. mi basta che si addormenti alle nove, in un modo o nell'altro (possibilmente il meno traumatico), per potermi ricordare che sono una persona, e che ho un compagno (ehi sì dico a te! non ti ho preso per un dog sitter, tranquillo).
detto questo, si avvicina il suo compleanno.
stranamente non sono eccessivamente commossa, è una bellissima data da festeggiare e che sono sicura mi riporterà alla mente quel giorno meraviglioso in cui è nato. a breve ne scaturirà inevitabilmente un racconto sul parto, mi sa.
per il resto, sarà sempre lo stesso panzerotto biondo e divertente che conosco, che ha bisogno di me come io ne ho di lui.
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venerdì 25 febbraio 2011
mercoledì 12 gennaio 2011
Addormentamento: seno o... piuttosto, QUALUNQUE altro espediente??
alle prese per l'ennesima volta con dubbi e mistificazioni.
brevemente:
pupone piange di notte.
io risolvo sempre tirando su da lettino e attaccando a tetta.
Supermamma che è in me dice "così lo vizi! si abitua a tetta e autonomia (tue e sua) by bye!"
Mamma Conciliante (sempre in me) dice "ma pupone dieci mesi soltanto, piccolo! lasciagli tetta, quando cresce dorme anche senza"
ok, abbandono la sintassi da Ibrahimovic (mmmmmh, Ibrahimovic....)
probabilmente la faccio più lunga e complicata di quel che è. probabilmente educare un bimbo di dieci mesi ad addormentarsi senza seno, benchè serva ad incrementare l'autonomia della mamma, nel migliore dei casi non ha particolari riflessi sul bimbo stesso, che semplicemente abbandona un'abitudine per un'altra (ninna-nanna, ciuccio, abbraccio, carillon), ma nel peggiore fa perdere al piccolo un importante riferimento per la sua sicurezza, di cui non è ancora pronto a fare a meno.
forse c'è troppa cultura dell'autonomia dei bambini, e questa cultura si diffonde in modo indiscriminato, senza considerare un dato fondamentale e cioè l'ETA' del piccolo. va benissimo che un bimbo di due anni si sappia addormentare con altri sistemi, pena anche la scarnificazione del petto materno, ma per un diecimesenne, per quanto ai nostri occhi sembri sviluppato, sveglio e forte fisicamente, il contatto con la mamma è ancora fondamentale.
tutto questo per dire che la notte scorsa, dopo tre quarti d'ora di lotta dalle 5,30 alle 6,15 per cercare di far dormire pupone senza per forza mettermelo nel lettone e attaccarlo al seno (in preda, io, a un'inspiegabile possessione da Supermamma), e dopo averle provate TUTTE, alla fine ho ceduto e il bimbo si è addormentato all'istante.
io sto bene con lui, non i dà fastidio. solo mi domando se sto facendo il suo bene.
ps: mentre scrivevo, il piccolo in questione si è addormentato da solo e in silenzio sul seggiolone.
come se volesse dirmi "vedi che se voglio lo so fare, mamma?"
brevemente:
pupone piange di notte.
io risolvo sempre tirando su da lettino e attaccando a tetta.
Supermamma che è in me dice "così lo vizi! si abitua a tetta e autonomia (tue e sua) by bye!"
Mamma Conciliante (sempre in me) dice "ma pupone dieci mesi soltanto, piccolo! lasciagli tetta, quando cresce dorme anche senza"
ok, abbandono la sintassi da Ibrahimovic (mmmmmh, Ibrahimovic....)
probabilmente la faccio più lunga e complicata di quel che è. probabilmente educare un bimbo di dieci mesi ad addormentarsi senza seno, benchè serva ad incrementare l'autonomia della mamma, nel migliore dei casi non ha particolari riflessi sul bimbo stesso, che semplicemente abbandona un'abitudine per un'altra (ninna-nanna, ciuccio, abbraccio, carillon), ma nel peggiore fa perdere al piccolo un importante riferimento per la sua sicurezza, di cui non è ancora pronto a fare a meno.
forse c'è troppa cultura dell'autonomia dei bambini, e questa cultura si diffonde in modo indiscriminato, senza considerare un dato fondamentale e cioè l'ETA' del piccolo. va benissimo che un bimbo di due anni si sappia addormentare con altri sistemi, pena anche la scarnificazione del petto materno, ma per un diecimesenne, per quanto ai nostri occhi sembri sviluppato, sveglio e forte fisicamente, il contatto con la mamma è ancora fondamentale.
tutto questo per dire che la notte scorsa, dopo tre quarti d'ora di lotta dalle 5,30 alle 6,15 per cercare di far dormire pupone senza per forza mettermelo nel lettone e attaccarlo al seno (in preda, io, a un'inspiegabile possessione da Supermamma), e dopo averle provate TUTTE, alla fine ho ceduto e il bimbo si è addormentato all'istante.
io sto bene con lui, non i dà fastidio. solo mi domando se sto facendo il suo bene.
ps: mentre scrivevo, il piccolo in questione si è addormentato da solo e in silenzio sul seggiolone.
come se volesse dirmi "vedi che se voglio lo so fare, mamma?"
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venerdì 17 settembre 2010
sei mesi e mezzo - aggiornamenti puponeschi - di gattonamenti, arrampicate, cani etc.
situazione puponesca:
egli gattona da una settimana. è passato per il dondolìo avanti e indietro a quattro zampe, per la marcia indietro e per la tecnica del lombrico ossia buttarsi in avanti naso a terra, rialzarsi a quattro zampe e ributtarsi in avanti...per arrivare, con grande scioltezza, al gattonamento vero e proprio, tutto rotondetto com'è con quel culetto che me lo mangerei.
non solo, ma nello stesso tempo ha preso ad alzarsi in piedi aggrappandosi a quel che trova, testate del letto, gambe di sedie, divani, addirittura pareti.
siccome non ha ancora sufficiente equilibrio, a quel punto comincia a guardarsi intorno innervosito, consapevole dell'arditezza del suo gesto, e cade.
il che significa che devo stargli SEMPRE intorno, se non voglio che si sfracelli.
da ingenua che ero, credevo che una volta imparato a gattonare sarebbe stato più indipendente, cioè, gli avrei preparato una stanzetta senza pericoli e lui avrebbe trascorso allegre ore a esplorarla.
non potevo sbagliarmi di più.
l'unica cosa che gli interessi davvero è tirarsi in piedi e osservare il mondo dall'alto dei suoi 70 cm scarsi, perciò è COSTANTEMENTE a rischio bernoccolo, se non peggio.
inoltre, non posso più lasciarlo solo, me lo devo portare OVUNQUE, persino in bagno, dove lui ama molto starsene in panciolle nella vaschetta per il suo bagnetto, vuota ovviamente. e se devo cucinare, lo metto sul seggiolone.
parentesi: noi viviamo con due cani di taglia medio-grande. consapevole della loro bontà e gentilezza, ma anche di non voler rischiare facendo esperimenti cinofili con mio figlio, ho comprato su internet un cancelletto di quelli che si mettono in cima alle scale per impedire l'accesso ai bimbi piccoli, e l'ho posizionato in modo da dividere zona notte e zona giorno, così che il pupone possa gattonare in tutta libertà e senza riempirsi la bocca di peli di cane.
ma quando il pupo ed io ci spostiamo in zona giorno (soggiorno e cucina), lui sta sul seggiolone e non per terra.
nel giro di pochi giorni ha fatto davvero molti progressi.
ora mangia la minestrina la sera, ma a breve inizierò a dargliela anche a pranzo, il tutto mentre il mio seno non ha capito che deve smetterla di produrre ettolitri di latte.
mi sto anche informando sull'autosvezzamento, e nelle more inizio a dare al piccolo un po' di quel che mangiamo noi (pane, pasta, orata al forno, lenticchie), tutte cosine che lui non manca mai di apprezzare...
...è così che sta crescendo il pupone...a momenti non mi sembra vero.
mi devo proprio concentrare, per crederci.
egli gattona da una settimana. è passato per il dondolìo avanti e indietro a quattro zampe, per la marcia indietro e per la tecnica del lombrico ossia buttarsi in avanti naso a terra, rialzarsi a quattro zampe e ributtarsi in avanti...per arrivare, con grande scioltezza, al gattonamento vero e proprio, tutto rotondetto com'è con quel culetto che me lo mangerei.
non solo, ma nello stesso tempo ha preso ad alzarsi in piedi aggrappandosi a quel che trova, testate del letto, gambe di sedie, divani, addirittura pareti.
siccome non ha ancora sufficiente equilibrio, a quel punto comincia a guardarsi intorno innervosito, consapevole dell'arditezza del suo gesto, e cade.
il che significa che devo stargli SEMPRE intorno, se non voglio che si sfracelli.
da ingenua che ero, credevo che una volta imparato a gattonare sarebbe stato più indipendente, cioè, gli avrei preparato una stanzetta senza pericoli e lui avrebbe trascorso allegre ore a esplorarla.
non potevo sbagliarmi di più.
l'unica cosa che gli interessi davvero è tirarsi in piedi e osservare il mondo dall'alto dei suoi 70 cm scarsi, perciò è COSTANTEMENTE a rischio bernoccolo, se non peggio.
inoltre, non posso più lasciarlo solo, me lo devo portare OVUNQUE, persino in bagno, dove lui ama molto starsene in panciolle nella vaschetta per il suo bagnetto, vuota ovviamente. e se devo cucinare, lo metto sul seggiolone.
parentesi: noi viviamo con due cani di taglia medio-grande. consapevole della loro bontà e gentilezza, ma anche di non voler rischiare facendo esperimenti cinofili con mio figlio, ho comprato su internet un cancelletto di quelli che si mettono in cima alle scale per impedire l'accesso ai bimbi piccoli, e l'ho posizionato in modo da dividere zona notte e zona giorno, così che il pupone possa gattonare in tutta libertà e senza riempirsi la bocca di peli di cane.
ma quando il pupo ed io ci spostiamo in zona giorno (soggiorno e cucina), lui sta sul seggiolone e non per terra.
nel giro di pochi giorni ha fatto davvero molti progressi.
ora mangia la minestrina la sera, ma a breve inizierò a dargliela anche a pranzo, il tutto mentre il mio seno non ha capito che deve smetterla di produrre ettolitri di latte.
mi sto anche informando sull'autosvezzamento, e nelle more inizio a dare al piccolo un po' di quel che mangiamo noi (pane, pasta, orata al forno, lenticchie), tutte cosine che lui non manca mai di apprezzare...
...è così che sta crescendo il pupone...a momenti non mi sembra vero.
mi devo proprio concentrare, per crederci.
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lunedì 13 settembre 2010
Dietrologia del Primo Biscotto
...mi sono rigirata cento volte la scatola di biscotti tra le mani in cerca di istruzioni, ma non ce ne sono.
cioè, cosa succede quando dai il primo biscotto a tuo figlio di sei mesi e lo guardi afferrarlo deciso e metterselo in bocca?
possibile che nessuno si sia premurato di avvisare le neomamme di tutta la dietrologia del Primo Biscotto, comprendente le prime espressioni di autonomia, il primo spuntino senza tetta nè cucchiaino dunque consumabile dall'ormai ex lattante anche senza il fiato della mamma sul collo, l'angoscia da strozzamento?
ovviamente il pupone non si è strozzato, anche se ho fortemente temuto il contrario. si è sbafato il biscottino con un sorriso a piene gengive, grato alla sua mamma del bel pensiero. l'ho osservato da lontano (un metro e mezzo?), mentre sistemavo la spesa nella dispensa, ogni tanto planando sul seggiolone e verificando non ci fossero pezzi enormi di biscotto in bocca al nano.
da qualche tempo il nano in questione dice da-da, de-de, ba-ba, ne-ne, na-na, ta-ta e ghi.
gattona, si tira in piedi da solo aggrappandosi a quel che trova e facendomi venire i capelli bianchi (la prima volta l'ho trovato in piedi sul lettino con mezzo busto di fuori).
ma niente di tutto ciò mi aveva sconvolta come il Primo Biscotto.
sarò strana.
mangia da solo, insomma, concedetemelo!
cioè, cosa succede quando dai il primo biscotto a tuo figlio di sei mesi e lo guardi afferrarlo deciso e metterselo in bocca?
possibile che nessuno si sia premurato di avvisare le neomamme di tutta la dietrologia del Primo Biscotto, comprendente le prime espressioni di autonomia, il primo spuntino senza tetta nè cucchiaino dunque consumabile dall'ormai ex lattante anche senza il fiato della mamma sul collo, l'angoscia da strozzamento?
ovviamente il pupone non si è strozzato, anche se ho fortemente temuto il contrario. si è sbafato il biscottino con un sorriso a piene gengive, grato alla sua mamma del bel pensiero. l'ho osservato da lontano (un metro e mezzo?), mentre sistemavo la spesa nella dispensa, ogni tanto planando sul seggiolone e verificando non ci fossero pezzi enormi di biscotto in bocca al nano.
da qualche tempo il nano in questione dice da-da, de-de, ba-ba, ne-ne, na-na, ta-ta e ghi.
gattona, si tira in piedi da solo aggrappandosi a quel che trova e facendomi venire i capelli bianchi (la prima volta l'ho trovato in piedi sul lettino con mezzo busto di fuori).
ma niente di tutto ciò mi aveva sconvolta come il Primo Biscotto.
sarò strana.
mangia da solo, insomma, concedetemelo!
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venerdì 27 agosto 2010
Sei mesi - l'appartenenza
Di certo non mi appartieni, piccolo mio. di certo sei tuo e di nessun altro, e sono io ad essere tua, perchè così mi sento e non per una regola dettata da chissà chi. di certo sono TUA MADRE e lo sarò per sempre. di certo, infine, è nostro l'amore che ci unisce indissolubilmente.
abbiamo iniziato lo svezzamento, e ho capito che non saremo per sempre inseparabili. che non ti basterà più, un giorno, la mia compagnia, come oggi non ti basta più il mio seno e tendi le manine al pane, al gelato e al porchetto arrosto. che avrai voglia e bisogno di altro, di altri, e vorrai andare lontano, vorrai andare per la tua strada.
era un onore e un privilegio allattarti ogni tre ore, sapere che non potevi farne a meno. con lo svezzamento, che hai accolto con l'entusiasmo tuo solito, inizia il distacco, anche se ancora viviamo in simbiosi. ma non sei più il fagotto caldo che mi portavano in stanza le ostetriche, in ospedale.
ti guardo diventare forte e caparbio, volitivo e gioioso, e non mi prendo nessun merito particolare perchè sento che sto solo assecondando la tua crescita.
vorrei starti accanto sempre, vorrei essere capace di amarti senza soffocarti e senza tenerti lontano dagli altri. vorrei essere (o diventare?) una madre degna, e guardarti crescere comprendendo che già ora sei, in nuce, l'uomo che diventerai.
piccolo mio, oggi compi sei mesi e mi osservi accigliato con una maschera di minestrina spalmata su metà viso, brandendo il cucchiaino con orgoglio.
appesi all'anta dell'armadio ci sono il vestito di mamma, l'abito di papà e il tuo completino per il matrimonio di domani. e questa per me è l'immagine che parla di noi oggi: siamo una famiglia, e tu ne fai parte a tutti gli effetti,
sei un piccolo uomo.
ti amo
abbiamo iniziato lo svezzamento, e ho capito che non saremo per sempre inseparabili. che non ti basterà più, un giorno, la mia compagnia, come oggi non ti basta più il mio seno e tendi le manine al pane, al gelato e al porchetto arrosto. che avrai voglia e bisogno di altro, di altri, e vorrai andare lontano, vorrai andare per la tua strada.
era un onore e un privilegio allattarti ogni tre ore, sapere che non potevi farne a meno. con lo svezzamento, che hai accolto con l'entusiasmo tuo solito, inizia il distacco, anche se ancora viviamo in simbiosi. ma non sei più il fagotto caldo che mi portavano in stanza le ostetriche, in ospedale.
ti guardo diventare forte e caparbio, volitivo e gioioso, e non mi prendo nessun merito particolare perchè sento che sto solo assecondando la tua crescita.
vorrei starti accanto sempre, vorrei essere capace di amarti senza soffocarti e senza tenerti lontano dagli altri. vorrei essere (o diventare?) una madre degna, e guardarti crescere comprendendo che già ora sei, in nuce, l'uomo che diventerai.
piccolo mio, oggi compi sei mesi e mi osservi accigliato con una maschera di minestrina spalmata su metà viso, brandendo il cucchiaino con orgoglio.
appesi all'anta dell'armadio ci sono il vestito di mamma, l'abito di papà e il tuo completino per il matrimonio di domani. e questa per me è l'immagine che parla di noi oggi: siamo una famiglia, e tu ne fai parte a tutti gli effetti,
sei un piccolo uomo.
ti amo
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