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mercoledì 13 giugno 2012
Come ti sopravvivo a due nani. mini-guida semiseria per mamme di neonati e duenni
Punto primo: non credevo seriamente che ce l'avrei fatta. Punto secondo: ce l'ho fatta. A distanza di tre mesi e mezzo dalla nascita della piccola di casa, mi ritrovo ancora a gestire da sola un pupone scatenato e una neonata abbastanza tranquilla per i tre quarti abbondanti della giornata. e quando dico "da sola", intendo proprio da sola, senza nonni di salvataggio e con un papà presente materialmente ed emotivamente, ma non proprio presissimo dalle piccole faccende quotidiane che costituiscono la routine dei due esserini. il bilancio è tutto sommato positivo per quanto riguarda la mia capacità organizzativa e la mia resistenza fisica e psicologica. ho detto tutto sommato. rispetto a quando pupone era neonato, ho dovuto adattare molto le mie cure della nana alla situazione attuale, senza per questo dover rivedere tutte le mie convinzioni su come accudire i miei figli. il risultato è che nanetta sta, forse anche per indole propria, più tempo da sola, che si addormenta da sola e che sembra in generale più indipendente. ma sono abbastanza convinta che lo stesso dicano tutte dei loro secondogeniti, per sentirsi meno in colpa del fatto che non si dedicano esclusivamente a loro o forse perchè i secondi veramente nascono già "rassegnati" a crescersi da sè :-) è anche vero che quando a lei gira male, il delicato equilibrio si smonta e gira male a tutta la famiglia :-) ma ecco, volevo condividere qualche dritta che ho assimilato in questo breve periodo: cerco di far coincidere gli orari di pappa e nanna. certo, la piccola dorme anche a metà mattina e a metà pomeriggio, ma cercando di allattarla subito dopo il pranzo mio e di pupone, mentre lui guarda i cartoni, riesco a mettere a letto prima lei e poi lui e a stare in pace qualcosa come mezz'ora o, talvolta, anche due ore. un'iniezione di energia! chiudo a chiave la neonata nella stanza dove dorme/gioca sotto la palestrina/si trastulla con la sdraietta, se pupone è nei paraggi e non posso assicurarmi di controllarli come si deve. a meno che non preferisca assistere alla scena agghiacciante di lui che ficca la mano fino al polso in gola alla sorella, o che tenta di cavarle l'occhio con l'antenna del telecomando della jeep. fa un po' strano all'inizio mettere sotto chiave un neonato, ma se ci assicura di tenere la chiave al sicuro ci si risparmia seccature che vanno dal risveglio indotto a tempo non debito alla corsa al pronto soccorso. non mi sento in colpa se la nana se ne sta tranquilla venti minuti nella sdraietta o sotto la palestrina o a fissare uno scarabocchio, e la lascio da sola. non diventerà meno intelligente se non avrà sempre il mio faccione davanti, nè mi odierà da grande. anzi, ho il sospetto che si goda la sua libertà. questa tipa qua mi darà filo da torcere, da grande. quando uno dei due dorme, mi impongo di dedicarmi una mezz'oretta almeno solo e soltanto all'altro, leggi spegnendo telefoni ed eventuale tv. rimando le operazioni complesse (tipo riordino armadi, passaggio piastra capelli, preparazione di bouillabaisse - ah ah, ma quando?!) a quando c'è almeno un'altra persona sopra il metro nei paraggi. esco sempre e comunque. al parco, per negozi, sotto casa. con lei nel marsupio e lui a piedi o nel passeggino, oppure lei nel passeggino e lui libero o sulla pedana, ma guai a stare in casa tutta la giornata. sembra un'impresa assurda, ma è più facile a dirsi che a farsi. pupone si sfoga, lei comincia a catalogare gli uccellini e io mi distraggo. la sera, cerco di anticipare l'orario della nanna, anche se non sempre ci riesco, più che altro per boicottaggi vari. lo faccio perchè ne ho bisogno io per ricaricarmi, sennò le giornate diventano davvero pesanti e io mi sento un'appendice dei miei bambini e divento un mostro. in generale, cerco di tenere una routine fissa che non mi permetto di sgarrare troppo, organizzo i pasti con un certo anticipo e vivo attaccata alla lavatrice per non trovarmi con panni lerci che fermentano nel cesto e senza cambi a disposizione, perchè non c'è niente di peggio che vagare per casa con una pupa gocciolante nell'accappatoio in cerca di un body pulito. e poi non abbiamo cambiato vita. se c'è una cosa vera, verissima, è che l'amore si moltiplica proprio. e quindi il tempo per fare le cose e da dedicare ai propri figli si trova, si trova sempre. un po' meno quello per se stesse, per i propri pensieri e sogni. ma questo è un altro discorso.
giovedì 15 luglio 2010
Se ce la facciamo è un miracolo
stamattina sono uscita per fare delle cosucce pre-partenza tipo pagare le bollette scadute da settimane, comprare roba varia per il mare (e sonaglino per il nano nella speranza che si distragga a guardare l'elefantino contenente le palline colorate, durante il lunghissimo viaggio), accaparrarmi abitini copricostume rimasti dopo i saldi (il che la dice lunga sulla loro appetibilità)...
poi a casa ho fatto qualcosa come quattrocento lavatrici, delle quali trecentoventi contenevano bermuda estivi del Papà, ho levato dal frigo la roba scaduta o che non consumeremo nei prossimi due giorni, ho pulito il pulibile e organizzato l'organizzabile...
partiamo dopodomani, ascoltatemi bene, con UNA macchina, UN neonato su seggiolino, DUE cani (ebbene sì siore e siori), un minimo di TRE/QUATTRO borsoni, UN passeggino modello Suv (la Janè fa roba per possessori di jeep o di cingolati), ciotole e cucce canine, borsa con nècessaire del pupone per il viaggio e, naturalmente in macchina ci siamo anche noi DUE adulti...
attenzione perchè il portapacchi non lo montiamo, che, testuali parole del Papà, "rovina l'aerodinamicità".
ce n'è abbastanza per farsi venire le convulsioni, o no???
sospetto fortemente che la finiremo così:
prima possibilità: dopo aver tentato per due ore di stipare tutto e tutti in macchina, provando ogni combinazione possibile, finisce che dobbiamo tirar fuori la mia auto e ci facciamo il viaggio separatamente, il che significa che io mi ripasso, per tutti i seicento chilometri che ci separano dalla destinazione, tutti ma proprio tutti i santi del calendario;
seconda possibilità: IO rinuncio al mio borsone e mi riduco a mettere due mutande e la piastra per capelli nel borsone del pupone. dei centoventisette bermuda del Papà, ne portiamo solo dodici. i cani ci seguono correndo lungo la corsia d'emergenza, portandosi sulla schiena ciascuno la sua ciotola e il sacco dei croccantini.
forse è inutile aggiungere che, mentre io mi arrovello cercando la soluzione di questo impossibile rompicapo, il Papà, felice dell'imminente partenza per il mare, pensa a fare benzina.
aiuto..
poi a casa ho fatto qualcosa come quattrocento lavatrici, delle quali trecentoventi contenevano bermuda estivi del Papà, ho levato dal frigo la roba scaduta o che non consumeremo nei prossimi due giorni, ho pulito il pulibile e organizzato l'organizzabile...
partiamo dopodomani, ascoltatemi bene, con UNA macchina, UN neonato su seggiolino, DUE cani (ebbene sì siore e siori), un minimo di TRE/QUATTRO borsoni, UN passeggino modello Suv (la Janè fa roba per possessori di jeep o di cingolati), ciotole e cucce canine, borsa con nècessaire del pupone per il viaggio e, naturalmente in macchina ci siamo anche noi DUE adulti...
attenzione perchè il portapacchi non lo montiamo, che, testuali parole del Papà, "rovina l'aerodinamicità".
ce n'è abbastanza per farsi venire le convulsioni, o no???
sospetto fortemente che la finiremo così:
prima possibilità: dopo aver tentato per due ore di stipare tutto e tutti in macchina, provando ogni combinazione possibile, finisce che dobbiamo tirar fuori la mia auto e ci facciamo il viaggio separatamente, il che significa che io mi ripasso, per tutti i seicento chilometri che ci separano dalla destinazione, tutti ma proprio tutti i santi del calendario;
seconda possibilità: IO rinuncio al mio borsone e mi riduco a mettere due mutande e la piastra per capelli nel borsone del pupone. dei centoventisette bermuda del Papà, ne portiamo solo dodici. i cani ci seguono correndo lungo la corsia d'emergenza, portandosi sulla schiena ciascuno la sua ciotola e il sacco dei croccantini.
forse è inutile aggiungere che, mentre io mi arrovello cercando la soluzione di questo impossibile rompicapo, il Papà, felice dell'imminente partenza per il mare, pensa a fare benzina.
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