"Bao", dici tu, e ti svegli coi capelli sottili arruffati, con le righe sulle guance rosse, e tutti si svegliano con te;
"bao", dici, e anche mamma con infinite emme, e vedo il tuo didietro che insegue il tuo gattonare in un ondeggiare irresistibile di cosce e pannolino;
spernacchi compiaciuta del tuo poderoso sbrodolare, ciancichi coi tuoi tre dentini stelline su stelline, agiti i piedi dall'altezza siderale di un seggiolone costato poco, arricci il naso in sorrisi spaccacuore, riempi di risate tuo fratello e ci osservi dal tuo spazio personale, attenta e concentrata.
Poi ti addormenti cercando la mia pelle, ti allunghi più che puoi per abbracciarmi tutta e non lasciarmi andare di nascosto, io conto ogni volta le tue piccole dita sul mio cuore, come ho fatto il primo giorno, e non ci credo ancora, no, che sei proprio tu.
Nove mesi fa e un po' eri ancora bestiolina nascosta, eri ancora un indovinello eppure così parte di me, eri il segreto arancione nelle pieghe di un corpo appena consapevole, misteriosa Vita che dà tutto e chiede tutto, e tutto ha dato e avuto.
Margherita, hai questo nome che parla di come sei, del tuo sguardo fiducioso sul nuovo sul bello e sullo spaventoso, sul quotidiano dipanarsi della nostra storia di figlia e di madre, sul caldo ritrovarci al di qua di un giorno di pioggia, e non c'è nulla che ti racconti come i tuoi piedi che quasi si torcono per assicurarti a che ti tiene in braccio, o come il tuo scoppio di pianto perchè non fai o non riesci, come succede anche a me, che dice del tuo crederci fiduciosa, e della furia incontenibile che metterai perchè ti succeda, perchè tu ci riesca.
Buona Vita, bambina mia.
Nove mesi sono sempre un traguardo...
Visualizzazione post con etichetta temporale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta temporale. Mostra tutti i post
giovedì 29 novembre 2012
lunedì 26 settembre 2011
Temporale, donna incinta e paturnie
In questa sera buia e tempestosa, il Papà è partito per lavoro e tornerà, salvo intoppi, dopodomani.
a casa rimane una gravida di 17 settimane ansiosa e vagamente isterica, insieme al quasi diciannovemesenne figlio ipercinetico.ate piove. e tuona. e stasera ho ritirato le analisi e le ho portate senza nemmeno aprirle alla ginecologa, e ora spero di non ricevere telefonate da parte sua perchè significherebbe che qualcosa è fuori posto, e io da quando ho fatto il prelievo ho passato in rassegna tutte le più disparate e tremende eventualità. perchè sono fatta così, e non c'è niente da fare.
l'ottimista che era in me fino a mezz'ora fa diceva che dai, domani splenderà un po' di sole e farò un sacco di cose con pupone e ci compreremo le scarpe per il matrimonio di domenica e poi sarà sera e poi sarà già tempo che papà ritorni e poi la ginecologa non chiamerà. cucinerò dei pasti che mangerà volentieri e non ci saranno capricci e non torneranno le coliche renali a cogliermi di sorpresa di notte da sola e poi che cavolo sono capace di stare da sola con pupone, l'ho sempre fatto.
però che diamine di temporale proprio adesso, proprio stasera che sono stressata, e che soffro la solitudine in questa città del cavolo che non è mia manco un po' e mi mancano le amiche che chiamerei a raccolta e mia sorella e tutti gli altri e non mi sentirei sola e sarei più tranquilla e non avrei paura che possa succedere una cosa qualunque che sennò sono SOLA e dio mio che faccio.
a volte odio questa vita, questa vita qui, odio la lontananza che mi faceva sentire così forte e indipendente, odio la gente indifferente e incapace di legare, di avvicinarsi.
ma sono qui, almeno per ora, e vado avanti. domani sarà meno pesante, compreremo quelle scarpe, qualcuno ci sorriderà, arriveremo a sera stanchi ma di nuovo forti.
ma sì.
a casa rimane una gravida di 17 settimane ansiosa e vagamente isterica, insieme al quasi diciannovemesenne figlio ipercinetico.ate piove. e tuona. e stasera ho ritirato le analisi e le ho portate senza nemmeno aprirle alla ginecologa, e ora spero di non ricevere telefonate da parte sua perchè significherebbe che qualcosa è fuori posto, e io da quando ho fatto il prelievo ho passato in rassegna tutte le più disparate e tremende eventualità. perchè sono fatta così, e non c'è niente da fare.
l'ottimista che era in me fino a mezz'ora fa diceva che dai, domani splenderà un po' di sole e farò un sacco di cose con pupone e ci compreremo le scarpe per il matrimonio di domenica e poi sarà sera e poi sarà già tempo che papà ritorni e poi la ginecologa non chiamerà. cucinerò dei pasti che mangerà volentieri e non ci saranno capricci e non torneranno le coliche renali a cogliermi di sorpresa di notte da sola e poi che cavolo sono capace di stare da sola con pupone, l'ho sempre fatto.
però che diamine di temporale proprio adesso, proprio stasera che sono stressata, e che soffro la solitudine in questa città del cavolo che non è mia manco un po' e mi mancano le amiche che chiamerei a raccolta e mia sorella e tutti gli altri e non mi sentirei sola e sarei più tranquilla e non avrei paura che possa succedere una cosa qualunque che sennò sono SOLA e dio mio che faccio.
a volte odio questa vita, questa vita qui, odio la lontananza che mi faceva sentire così forte e indipendente, odio la gente indifferente e incapace di legare, di avvicinarsi.
ma sono qui, almeno per ora, e vado avanti. domani sarà meno pesante, compreremo quelle scarpe, qualcuno ci sorriderà, arriveremo a sera stanchi ma di nuovo forti.
ma sì.
Iscriviti a:
Post (Atom)