Si dice "stai attento a desiderare qualcosa, perché quel qualcosa rischia di avverarsi".
Io ne desidero e ne ho desiderate tante di cose, ma ultimamente (leggi: negli ultimi due anni) avevo un pensiero fisso: andare via da Roma.
Io in questa città non ho messo radici, non ci sono riuscita o forse non l'ho mai davvero voluto. Mi sembra di averci vissuto in apnea, senza lasciare tracce, confusa nella folla, nel traffico, guardandomi attorno sempre con quell'aria dell'ultima arrivata che non sa dove sistemarsi.
E poi i tempi interminabili per muovermi da dove abitiamo. La macchina sempre e comunque necessaria, per fare qualunque cosa.
Ma soprattutto, il futuro mi spaventava. Mi spaventava da non dormirci la notte. Dove avrei lavorato (se mai fossi riuscita a cominciare), quanto sarei stata lontana dai bimbi ogni giorno, quanto ci sarebbe costato l'asilo per tutti e due?
Come sarebbe stato per loro stare sempre lontani dai nonni, dalle famiglie, con noi due genitori sempre stanchi e tirati? (E' vero che io credo molto nella forza del nucleo familiare, e credo che per i bambini sia sano e giusto crescere con mamma e papà senza troppe interferenze...ma, appunto, senza subirne TROPPE, il che implica che qualche lieve intrusione può solo variegare il panorama cultural/educativ/sociale). :-)
So in ogni caso che sono difficoltà che si possono superare senza troppi traumi, ma ad un certo punto ho cominciato a chiedermi se fosse obbligatorio viverle.
Contemporaneamente, il papà ha iniziato a stancarsi, oltre che di macinare chilometri in moto sotto la pioggia ogni santo giorno, del suo lavoro. Voleva restare nell'azienda, anche se ultimamente non tira un'aria rassicurante, ma cambiare mansioni, e sede. Abbiamo iniziato a scandagliare le varie opzioni. Dopo lunghissima disamina, abbiamo scelto. Volevamo andare a vivere in Sardegna, a Cagliari, la mia città natale.
Per il clima.
Per il mare.
Per la famiglia, cui pupone è già molto legato.
Non da ultimo, per il lavoro del papà.
Dalla scelta alla disponibilità da parte dell'azienda di realizzarla, ci son voluti lunghi mesi, mesi durante i quali abbiamo, ma soprattutto HO tentennato, a volte convincendomi che non dovevamo (ma si sa che io sono "quella del ripensamento dell'ultimo momento"), a volte spingendo perché tutto accadesse subito.
E infatti tutto è accaduto subito, per la precisione nel giro di 24 ore abbiamo avuto la conferma, e nel giro di una settimana inizieremo la nostra nuova vita lì.
Per 6 mesi, in attesa di capire se il periodo di vacche magre dell'azienda del papà finirà o no.
Avevo bisogno di questo. Bisogno di lasciare Roma, questa casa che amo tanto ma è pur sempre troppo piccola, questo quartiere con la sua sola strada che porti da qualche parte, coi suoi abitanti che portano a spasso i cani giorno e notte.
Anche se è lo stesso quartiere che si affaccia su un parco meraviglioso, che ha l'aria pura e fresca, che solo a mettersi in macchina e a guidare un po' si arriva in posti bellissimi.
Volevo avere di più, per i miei bambini. Più spazio, più scelta, più gente intorno.
E, non da ultimo, volevo un cambiamento che mi scuotesse, mi desse una sferzata.
Vedete un po' se organizzare mezzo trasloco in meno di una settimana non è abbastanza una sferzata! :-)
Non so se laggiù come famiglia attecchiremo, ma credo di sì.
Mi piace tenermi aperto uno spiraglio, e dire che se non ci troveremo bene, se il lavoro del papà non andrà come deve, se avremo problemi con la casa etc, ce ne andremo senza troppi rimpianti a caccia di nuove avventure, felici di aver passato una fantastica primavera al mare, rilassati e coccolati.
Per il resto non cambia granché, non vi allarmate che io resto sempre qui coi miei post ogni tre o quattro mesi.... :-)
Cara Roma, non voglio sembrare ingrata: a conti fatti mi hai portato fortuna: hai accolto i miei due bambini, hai assistito alle mie prove tecniche di vita adulta, non hai lasciato che il papà e io ci disperdessimo ma anzi ci hai cullati nella nostra prima convivenza seria.
Mi hai lasciata scorrazzare per le tue strade senza lamentarti e senza ingelosirti, che ero pur sempre una terrona senza residenza romana sul suo motorino scalcagnato, hai curato me e i miei figli quando ce n'è stato bisogno, hai tollerato la mia manifesta ostilità.
Però abbi pazienza, non ci siamo prese proprio. Non facciamone una questione personale, sono certa che supererai lo smacco di essere abbandonata per la Sardegna, che in tutto il suo territorio conta un quinto dei tuoi abitanti.
Chissà, magari in futuro...
...o anche no!
A presto, comunque, che tanto sempre da qui si passa,
Giulia
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lunedì 28 gennaio 2013
mercoledì 12 ottobre 2011
Elogio dell'elasticità
Quante fesserie ho detto (credendoci!) quando ero incinta....a forza di SOS tata, manuali e quant'altro avevo costruito tutto un mondo di perfezione, ordine, disciplina, pareti immacolate e bambagia.
poi è arrivato pupone.
poi pupone è cresciuto, diventando una specie di piccolo distruttore di case e nervi, e io mi sono ammorbidita, e ho relegato a uno spicchio infinitesimale della mia testa le convinzioni più deleterie per la mia salute mentale.
Il sonno
pupone raramente si addormenta da solo. prima dell'estate lo faceva anche, ma poi due mesi di nonni, zie e cugini adoranti lo hanno riportato di qualche passo indietro. lo depongo nel lettino e gli devo fare compagnia finchè non si addormenta, perchè se mi allontano sono grida e "mammaaaa?" così increduli al cospetto di cotanta crudeltà che mi si spezza il cuore, insieme ai timpani.
io mi dico, quando sarà pronto e sereno si addormenterà da solo. nemmeno me ne accorgerò. ma se ha bisogno di me o del papà per rilassarsi, lo assecondiamo.
e poi il fine settimana ci facciamo dei bei pisolini tutti sul lettone.
mood precedente: ah no, il bambino dormirà da solo subito, sennò si abitua male!
I cartoni animati
ebbene sì, inorridite pure. io ne approfitto, dei cartoni! "gheghe" (vai diego), "bbiii" (teletubbies), "papapà" (barbapapà), siete e sarete i benvenuti a casa mia!
mi concedono di respirare dieci minuti, o di fare una telefonata, o di chiudermi in bagno santo cielo, senza avere un folletto che si abbarbica disperato alla gamba perchè non gioco con lui.
dieci minuti di cartoni e pupone torna ad essere ai miei occhi un bambino adorabile.
dieci minuti di cartoni e io torno ad essere una madre amorevole, non più sull'orlo del collasso.
mood precedente: ah no, mio figlio la tv la vedrà col binocolo fino all'adolescenza, altrochè!
Il cibo
pupone è una buona forchetta, nel senso che per fortuna ha sempre mangiato volentieri un po' di tutto. quando ho iniziato a svezzarlo, era tutto un continuo bollire e frullare verdure di ogni tipo. ma col passare del tempo il nano ha affinato i suoi gusti, e rifilargli la zucchina lessa ha cominciato a diventare un serio problema.
in linea di massima continuo a dargli più frutta e verdura che posso, quando posso faccio la spesa all'azienda agricola per mangiare cose sane, ma ci sono giorni in cui giuro che non ce la faccio a combattere per fargli apprezzare la buona cucina, e allora sgarriamo un po'. diciamo che lo gratifico con qualche pietanza un po' sopra le righe. diciamo che comunque niente di che. diciamo che ha mangiato anche i chicken mac nuggets del mac donalds' (con suo sommo godimento), e che la sera gli ho dato il minestrone, per punizione (mia).
mood precedente: solo biologico, biologico biologico
Ci sono tante altre piccole cose su cui sto diventando più malleabile, ma fondamentalmente quelle su cui ruota la sua routine sono queste. su tante (troppe!) altre non riesco a transigere, anzi probabilmente sto pure diventando più fissata, cose come l'ordine e la pulizia (sono impegnata in pulizie pasquali che si protraggono ininterrottamente da praticamente da due anni), mapurtroppo fortunatamente c'è il papà che si occupa di riportarmi con i piedi sulla terra, ricordandomi ogni santo giorno a quante miriadi di varietà di disordine si possa dar vita.
forse per compensare le piccole deroghe sull'alimentazione e sui cartoni animati, usciamo molto più spesso e lo faccio stare più che posso all'aperto.
io non ho ricette per crescere i figli, mi pare fin troppo evidente, ma su una piccola grande regola mi sento di dire che va bene per tutti e cioè:
non ci sono regole. ad essere irremovibili non si guadagna niente. ad adeguarsi alle circostanze si guadagna tutto. bisogna solo rimanere in equilibrio tra il permissivismo spinto e la mia vicina di casa che al figlio di due mesi non dà il latte di notte anche se ha fame perchè sennò si abitua a mangiare di notte. mi sembrano due parametri facili da tenere d'occhio.
viva l'elasticità!
ps: però il motorino non glielo comprerò mai
pps: almeno credo
poi è arrivato pupone.
poi pupone è cresciuto, diventando una specie di piccolo distruttore di case e nervi, e io mi sono ammorbidita, e ho relegato a uno spicchio infinitesimale della mia testa le convinzioni più deleterie per la mia salute mentale.
Il sonno
pupone raramente si addormenta da solo. prima dell'estate lo faceva anche, ma poi due mesi di nonni, zie e cugini adoranti lo hanno riportato di qualche passo indietro. lo depongo nel lettino e gli devo fare compagnia finchè non si addormenta, perchè se mi allontano sono grida e "mammaaaa?" così increduli al cospetto di cotanta crudeltà che mi si spezza il cuore, insieme ai timpani.
io mi dico, quando sarà pronto e sereno si addormenterà da solo. nemmeno me ne accorgerò. ma se ha bisogno di me o del papà per rilassarsi, lo assecondiamo.
e poi il fine settimana ci facciamo dei bei pisolini tutti sul lettone.
mood precedente: ah no, il bambino dormirà da solo subito, sennò si abitua male!
I cartoni animati
ebbene sì, inorridite pure. io ne approfitto, dei cartoni! "gheghe" (vai diego), "bbiii" (teletubbies), "papapà" (barbapapà), siete e sarete i benvenuti a casa mia!
mi concedono di respirare dieci minuti, o di fare una telefonata, o di chiudermi in bagno santo cielo, senza avere un folletto che si abbarbica disperato alla gamba perchè non gioco con lui.
dieci minuti di cartoni e pupone torna ad essere ai miei occhi un bambino adorabile.
dieci minuti di cartoni e io torno ad essere una madre amorevole, non più sull'orlo del collasso.
mood precedente: ah no, mio figlio la tv la vedrà col binocolo fino all'adolescenza, altrochè!
Il cibo
pupone è una buona forchetta, nel senso che per fortuna ha sempre mangiato volentieri un po' di tutto. quando ho iniziato a svezzarlo, era tutto un continuo bollire e frullare verdure di ogni tipo. ma col passare del tempo il nano ha affinato i suoi gusti, e rifilargli la zucchina lessa ha cominciato a diventare un serio problema.
in linea di massima continuo a dargli più frutta e verdura che posso, quando posso faccio la spesa all'azienda agricola per mangiare cose sane, ma ci sono giorni in cui giuro che non ce la faccio a combattere per fargli apprezzare la buona cucina, e allora sgarriamo un po'. diciamo che lo gratifico con qualche pietanza un po' sopra le righe. diciamo che comunque niente di che. diciamo che ha mangiato anche i chicken mac nuggets del mac donalds' (con suo sommo godimento), e che la sera gli ho dato il minestrone, per punizione (mia).
mood precedente: solo biologico, biologico biologico
Ci sono tante altre piccole cose su cui sto diventando più malleabile, ma fondamentalmente quelle su cui ruota la sua routine sono queste. su tante (troppe!) altre non riesco a transigere, anzi probabilmente sto pure diventando più fissata, cose come l'ordine e la pulizia (sono impegnata in pulizie pasquali che si protraggono ininterrottamente da praticamente da due anni), ma
forse per compensare le piccole deroghe sull'alimentazione e sui cartoni animati, usciamo molto più spesso e lo faccio stare più che posso all'aperto.
io non ho ricette per crescere i figli, mi pare fin troppo evidente, ma su una piccola grande regola mi sento di dire che va bene per tutti e cioè:
non ci sono regole. ad essere irremovibili non si guadagna niente. ad adeguarsi alle circostanze si guadagna tutto. bisogna solo rimanere in equilibrio tra il permissivismo spinto e la mia vicina di casa che al figlio di due mesi non dà il latte di notte anche se ha fame perchè sennò si abitua a mangiare di notte. mi sembrano due parametri facili da tenere d'occhio.
viva l'elasticità!
ps: però il motorino non glielo comprerò mai
pps: almeno credo
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