Aver voglia di parlare del parto, del meraviglioso ostetrico che mi ha seguita, dei giorni (sereni) in ospedale, e rischiare troppo spesso di sentirmi ossessiva e ossessionante.
traboccare d'amore e soddisfazione, e un istante dopo sentirmi terrorizzata dal futuro, immediato e non, dalle responsabilità, dalle incognite.
essere trascinata in un gorgo di pensieri senza capo nè coda, pensare che nella vita ho sbagliato tutto tranne i miei figli, ma proprio tutto il resto, che ho imboccato un vicolo cieco. poi tornare a credere che uno sbocco invece c'è. poi sentirmi dire che non c'è.
avere una voglia improvvisa, trascinante, di diventare ostetrica, puericultrice, assistente sociale, psichiatra, per partecipare di quel senso di utilità, di unicità della persona, che a un volgare avvocato è irrimediabilmente negato. che poi non sono nemmeno più seriamente un avvocato, forse non lo sono mai stata, non me ne è mai importato niente.
guardare il mio cv, solo di sfuggita, e pensare che vorrei aggiungere che ho partorito senza anestesia, che forse avrebbe più senso che inventarmi collaborazioni con studi legali e notarili.
sentire il seno esplodere, i punti tirare, la pancia languire di solitudine e l'umore trascinarmi letteralmente via, e non poter dire nulla perchè "non ti puoi proprio lamentare".
non avere tempo per me, ora meno che mai e sicuramente più ora che in futuro.
desiderare una calda comunione di intenti col papà dei miei figli, e sentirmi invece distante anni luce dal suo pragmatismo, dal suo rientro a pie' pari nella Vita Normale.
cercare, per tutto ciò, disperatamente, una valvola di sfogo per tutto questo fiume di sentimenti che mi travolgono senza sosta, da quando mi sveglio a quando mi riaddormento, e trovarla, a momenti, in rigagnoli distratti che sfuggono al mio controllo, in un ricordo, una sensazione tattile, un profumo percepito per strada, o più spesso in lacrime immature che sgorgano di botto da qualche buco del cuore e se ne vanno, chissà dove, a perdersi.
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giovedì 8 marzo 2012
giovedì 19 maggio 2011
Desideri realizzabili senza genio della lampada
L'altro giorno mentre sgambettavo col pupone per la città pensavo ai desideri.
se avessi un bel genio della lampada tutto calvo e palestrato, pronto a soddisfare desideri futili, mi dicevo, mi leverei un bello sfizio. gli chiederei di rendermi più asciutta, più tonica, leggermente abbronzata, e magari con due, facciamo tre, centimetri in più, che altina sono già ma di quell'altezza che mancano due, appunto, o tre centimetri e saresti uno sventolone (ma anche senza esagerare).
oh genio, geniuccio culturista, mi accontenti? per favoreeee.....
e lui mi ha risposto, sapete? mi ha detto Ma sarai cretina! non potevi chiedere una macchina, un ciclo di massaggi gratis? per quello che vuoi tu c'è la dieta senza latticini, la palestra, il parco dove correre e uno straccio di forza di volontà.
e tieni la schiena dritta, santo cielo!
se avessi un bel genio della lampada tutto calvo e palestrato, pronto a soddisfare desideri futili, mi dicevo, mi leverei un bello sfizio. gli chiederei di rendermi più asciutta, più tonica, leggermente abbronzata, e magari con due, facciamo tre, centimetri in più, che altina sono già ma di quell'altezza che mancano due, appunto, o tre centimetri e saresti uno sventolone (ma anche senza esagerare).
oh genio, geniuccio culturista, mi accontenti? per favoreeee.....
e lui mi ha risposto, sapete? mi ha detto Ma sarai cretina! non potevi chiedere una macchina, un ciclo di massaggi gratis? per quello che vuoi tu c'è la dieta senza latticini, la palestra, il parco dove correre e uno straccio di forza di volontà.
e tieni la schiena dritta, santo cielo!
venerdì 16 aprile 2010
Cose che non mi avevano detto del post-partum
Torno a casa e per diversi giorni non riesco a guardarmi nuda allo specchio. il corpo che vedo sembra quello di un'altra. non ho il ventre cascante come mi sarei aspettata, al contrario sembra anche più teso di com'era prima della gravidanza, quando avevo quel rotolino sotto l'ombelico che resisteva a qualunque esercizio fisico, crema o massaggio. non c'è più. c'è una pancia stranamente piatta, con un ombelico che sembra profondo il doppio rispetto a prima. avevo dei glutei, sono scomparsi. in gravidanza mi ero accorta che il tono muscolare si faceva un po' fiacco, ma dopo il parto le gambe e il sedere sembrano un mucchietto di pelle tenuto su dalle ossa. terribile. il viso è un cencio bianco con due occhi enormi e più neri del solito infossati dentro, e zigomi affilati e duri. la pelle è stanca, smorta, senz'acqua. il seno è enorme, la montata lattea, tragicamente coincidente col rientro dall'ospedale, è inesorabile ed esagerata, ho due pagnotte calde dure e doloranti.
...il dolore, appunto. i punti che l'ostetrica mi ha messo arrivano fino all'ano. la prima notte in ospedale non ho chiuso occhio per il dolore, e ora fatico a sedermi e a stare in piedi più di tre minuti di seguito. fare la doccia è un'esperienza faticosa e provante: mi fa male sollevare le gambe per entrare nella vasca, mi fa male il getto dell'acqua sui seni e mi fa male passare la mano insaponata là sotto.
piango in silenzio per il mio corpo che avevo e non c'è più, e che sono certa non tornerà mai.
piango in silenzio per questa fisionomia che non riconosco.
piango per la mia sessualità, che non so quando mai recupererò, perchè tutto mi sento fuorchè desiderabile e capace di avere un rapporto sessuale.
il parto non mi ha fatto niente, al confronto del dopo.
...
Poi le cose sono migliorate. i punti si sono riassorbiti. il seno è tornato nella norma, dopo un inizio di allattamento difficile e costellato di ingorghi e mastite. con qualche passeggiata piano piano anche i muscoli si ricostituiscono, ma urgerà un intervento in palestra o qualcosa del genere. l'allattamento fa scomparire nel gorgo delizioso della suzione di mio figlio ogni nutriente, col risultato che pur mangiando molto sono magrissima ma anche sciupata. i jeans di prima, i pantaloni, tutto mi casca addosso, non riempio più niente. ho bisogno di un taglio di capelli, di una maschera al viso, di vestiti nuovi, di un trucco smagliante.
ma va meglio.
oserei dire, va bene.
Però nessuno mi aveva preparata a tutto questo.
...il dolore, appunto. i punti che l'ostetrica mi ha messo arrivano fino all'ano. la prima notte in ospedale non ho chiuso occhio per il dolore, e ora fatico a sedermi e a stare in piedi più di tre minuti di seguito. fare la doccia è un'esperienza faticosa e provante: mi fa male sollevare le gambe per entrare nella vasca, mi fa male il getto dell'acqua sui seni e mi fa male passare la mano insaponata là sotto.
piango in silenzio per il mio corpo che avevo e non c'è più, e che sono certa non tornerà mai.
piango in silenzio per questa fisionomia che non riconosco.
piango per la mia sessualità, che non so quando mai recupererò, perchè tutto mi sento fuorchè desiderabile e capace di avere un rapporto sessuale.
il parto non mi ha fatto niente, al confronto del dopo.
...
Poi le cose sono migliorate. i punti si sono riassorbiti. il seno è tornato nella norma, dopo un inizio di allattamento difficile e costellato di ingorghi e mastite. con qualche passeggiata piano piano anche i muscoli si ricostituiscono, ma urgerà un intervento in palestra o qualcosa del genere. l'allattamento fa scomparire nel gorgo delizioso della suzione di mio figlio ogni nutriente, col risultato che pur mangiando molto sono magrissima ma anche sciupata. i jeans di prima, i pantaloni, tutto mi casca addosso, non riempio più niente. ho bisogno di un taglio di capelli, di una maschera al viso, di vestiti nuovi, di un trucco smagliante.
ma va meglio.
oserei dire, va bene.
Però nessuno mi aveva preparata a tutto questo.
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