Visualizzazione post con etichetta fagotto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fagotto. Mostra tutti i post

domenica 27 giugno 2010

Quattro mesi - e anche tu mi ami

A quattro mesi impari ad amarmi.
mentre io sono sopraffatta dall'amore per te.
cerchi il mio viso, se piangi disperato e mi vedi sorridi tra i lacrimoni. ti faccio cucù-settete e le facce buffe e ridi, le tue prime vere risate. ridi quando sbadiglio. sorridi a chi ti parla con trasporto e con occhi sinceri. se entri in una stanza, tutto gravita intorno a te.
sai stare in mezzo alla folla con presenza di spirito e fermezza, ma quando restiamo da soli esplodi in gridolini estasiati e versetti, e sei veramente rilassato. hai bisogno di ME, non ti serve nient'altro e accorgermene mi fa ogni volta commuovere.

a quattro mesi sei bellissimo e biondo-rossiccio. hai le guance rosa, la testa come un cece perfetto. hai fatto i tuoi primi bagni in piscina, in braccio a noi o da solo nella ciambella, e muovi le gambette come un ranocchio ridendo felice e lanciando gridolini ai pupazzetti di gomma che sfrecciano sulla tavoletta davanti ai tuoi occhi curiosi. hai fatto fermare gli allenamenti della squadra di nuoto, con questo spettacolino.
sei consapevole e sicuro, sempre di più. afferri gli oggetti e li porti alla bocca. ti fai i succhiotti sul polso da solo. nel lettino giri e giri su te stesso, esplorando ogni angolo del tuo regno e osservando intensamente le apine. quando dormi stringi forte a te il cuscino, tanto che sto pensando di confezionarti un pupazzetto.
allattarti è sempre più un piacere, perchè mentre mangi fai scorrere la manina sulla mia pelle, perchè stiamo vicini cuore a cuore ed è meraviglioso guardarti mentre ti nutri e gioisci di questo contatto. ogni tanto alzi gli occhi e mi guardi così intensamente da farmi tremare le gambe, poi ti rituffi nel seno. quando sei finalmente sazio ti stacchi con uno schiocco e assapori quel momento impagabile in cui resti sdraiato accanto a me e il pancino inizia a lavorare per farti digerire.

io a quattro mesi della mia nuova vita mi ritrovo a sorridere come l' essere beatamente appagato che da tempo non ero più. tutto ciò mi basta, basta alla mia sete di realizzazione come essere umano e come donna, e mi spinge ogni giorno un po' oltre i miei limiti. non c'è rinuncia, limitazione o senso di inadeguatezza che tengano, sono una madre, sono tua madre ed è un privilegio, un onore, un incarico di massimo, e dico massimo, livello.

non pensavo, giuro non pensavo, che sarebbe stato così. così meraviglioso.
auguri pupone mio!

mercoledì 2 giugno 2010

Di scremature, valigie, bagagli a mano...

L'Amica In Carriera non si fa sentire da un po'.
da quando le ho detto che ero incinta, e ancora più da quando è nato mio figlio, lei latita. non lo ha mai visto, ancora.
le poche volte che ci siamo sentite mi ha chiesto, più per dovere e con molto imbarazzo "e il bambino?", senza nominarlo, senza reale interesse. e con poco trasporto le ho risposto, perchè il trasporto mio figlio ed io lo riserviamo a chi ha voglia di essere coivolto da discorsi di poppate, ragadi, amore incondizionato, lacrime facili etc...
una tappa della maternità è la scrematura. scrematura degli interessi da coltivare (io suonavo il piano, studiavo il russo, divoravo i libri, correvo), delle cose da fare e da comprare, delle amicizie. non è vero che ci si ritrova a frequentare solo coppie con figli, è vero però che le persone che non vogliono bimbi tra i piedi, quelle che si ostinano a volerti vedere come la cara vecchia volpona delle antiche scorribande, quelle che i bimbi li vorrebbero e invidiandoti il tuo preferiscono depennarti dalla rubrica per non fare i conti ogni volta col loro vuoto, quelle troppo prese da se stesse per includere la new entry nei programmi tra amiche, tutte queste persone per forza spariscono, e molto spesso sei proprio tu ad allontanarle, perchè hai bisogno di serenità, di sguardi benevoli, di sentirti accettata se arrivi agli appuntamenti senza tacchi e col bebè nel marsupio.
niente di grave.
io dico sempre che se il bagaglio si alleggerisce è perchè si è imparato a far bene la valigia. e la mia valigia è perfetta, ora.

...

giorni fa camminavo di fretta per l'aeroporto di fiumicino con il pupolone nel marsupio, appena scesa dall'aereo e vestita con jeans e una camicetta a scacchi. i capelli legati, le scarpe basse, i braccialetti tintinnanti e il ciuccio del piccolo penzoloni, dimostravo meno della mia età. intorno a me un gran brulicare di uomini in giacca e cravatta con orologi da tenere d'occhio, ventriquattrore e parlate milanesi e torinesi e romane ma pulite, e di donne in tailleur coi tacchi seri e il rossetto.
ho provato una fitta di nostalgia al ricordo di com'ero fino a poco, pochissimo tempo fa: anch'io sgambettavo per aeroporti vestita da conferenza, tra colleghi piacioni ed eleganti; camminavo a passo spedito per i lunghissimi corridoi dei tribunali; stringevo mani levigate di professionisti più o meno stimati e parlavo con loro una lingua che ho dimenticato, pare.

eppure, eppure, ho pensato, tra tutte quelle gambe veloci le mie erano le più leggere.
tra tutte quelle belle facce la mia era la più luminosa.
di tutti i bagagli a mano che venivano trasportati, il mio era, in assoluto, il più prezioso.

lunedì 31 maggio 2010

Costui non mi collabora. Di pianti e capricci

Da quando siamo tornati dalle vacanzine a casa del nonno, il pupolone durante il giorno è uno scalmanato. non se ne sta buono addormentato per più di 20 minuti (quando va bene, sennò non si addormenta proprio). piange disperato ad ogni tentativo di confinamento nelle sue stanze, in un crescendo che strazia il cuore e le orecchie, per poi smettere non appena viene preso in braccio.
quindi, dolori non ne ha, dice la saggezza popolare.
escluse le coliche, il mal di denti o meglio di gengive, mal di capo di piedi di naso, esclusa la fame se ha appena finito di abboffarsi alla tetta e ha fatto puzzette e ruttini, escluso il sonno perchè proprio non li chiude gli occhiettini santi, che rimane? si annoia? mah.
se si prova a metterlo nella culla, scalpiccia e sgambetta isterico. non c'è ninna nanna, ciuccio, canzoncina o dondolamento che tenga (o meglio, tengono anche, ma per non più di qualche minuto, poi riparte la sirena). all'apparire delle braccia che lo salveranno dalla disperazione senza fondo in cui parrebbe piombato, si esibisce in un concerto di gorgoglii e risatine misti a singhiozzi. a volte si appisola sfinito dai pianti, ma solo per qualche minuto, il tempo di recuperare le energie per un nuovo inizio!

inutile dire che sua madre, io, ha i nervi un filo scossi. non tanto perchè oddio che c'avrà mio figlio, ma perchè, se mai le toccherà dover dare ragione, alla fine, a quelli che tanto le hanno parlato dei famosi capricci dei neonati, sarà un duro colpo per la sua autostima. chè non ci ho mai creduto, che un neonato potesse piangere solo per essere preso in braccio. mi dicevo "non possono essere così sofisticati da metter su la sirena solo per scomodare l'adulto di turno". sicchè, secondo la mia teoria, se il figlio piange per nessun motivo apparente, vuol dire che il motivo c'è ma io non lo vedo (qualche disagio legato alla sua crescita vertiginosa? meteoropatia? nervosismo non meglio contestualizzato? sicuramente qualcosa di nobile, comunque), e nessuno deve osare dirmi niente se scelgo, consapevolmente, di consolarlo.

e invece sta' a vedere che c'avevano ragione le zie e, non sia mai, la suocera... oh povera me, e povera la mia autorità materna, che verrebbe demolita in un batter d'occhio...

giovedì 13 maggio 2010

La saggezza della pancia

Questa mattina ho portato il mio ometto all'ospedale dove è nato per fare l'ecografia alle anche. ho ripercorso il tragitto fatto mille pomeriggi da sola col pancione per andare al corso preparto, e quell'unica, meravigliosa volta per partorire, quel sabato mattina pieno di sole, con al volante il Papà agitato ma fermamente risoluto a portere il mio panzone da chi di dovere. ai semafori mi giravo a guardarlo e pensavo che era un miracolo averlo qui con me, quando per tanto tempo siamo stati un'unica cosa eppure non lo vedevo, non lo toccavo.

abbiamo camminato al sole, lui nel marsupio con la sua salopette, e io coi capelli in ordine e il trench e le ballerine e i cerchi alle orecchie (un cambiamento esagerato rispetto allo standard pigiama o tuta, manco a dirlo).
la dottoressa ha spannolinato il mio bambino cicciottone e l'ha messo prima su un fianco e poi sull'altro, gli ha applicato il gel e poi ha passato il sondino, e lui tutto raggomitolato si ciucciava il pugnetto e guardava lo schermo (su quello stesso lettino un mese prima che nascesse anch'io fissavo lo schermo col gel sulla pancia, mentre facevo un'ecografia e la flussimetria).
tutto ok - che belle anche! - anche questa è fatta.

...

stanco e provato dal caldo, dallo sballottamento, dal traffico (che te lo dico a fa') e dalla pappa che ha mandato giù a quattro palmenti appena tornati a casa, ora lui dorme nel suo lettino. io ho pranzato, mi sono riposata, ora controllo la posta con un caffè sul bracciolo del divano.

razionalmente mi ripeto che dovrei prepararmi per lo stramaledettissimo concorso, che sto perdendo tempo.
ma la pancia (quanta saggezza mi è rimasta, nella pancia, da quando ero incinta), il cuore, mi dicono che va bene così. che sono felice.
che ora, in questo pomeriggio tiepido, con il silenzio e la testa leggera e mio figlio addormentato con la boccuccia socchiusa, va bene così. e non bisogna chiedere troppo.

lunedì 3 maggio 2010

Lunedì

Alle due e mezza del pomeriggio il pupone riposa, dopo un paio d'ore di lotta e di pianti, e la mamma sbracata sul divano pranzicchia col ronzio della lavatrice in sottofondo.

io ho un po' di cose da fare, tra cui incontrare a casa la signora che, se tutto va bene, verrà due o tre giorni a settimana a occuparsi della casa e a prendersi cura di me, che tra pupo, cani, pulizie, spesa, lavori vari e concorso sto andando alla deriva!

intanto il pupo sembra sempre più bello e grande. le tutine gli vanno strette e devo presto comprargliene altre per bimbi più grandi di lui. sta tanto tempo da solo sotto la palestrina, ha imparato a toccare gli animaletti penduli e ride come un pazzo portandosi le manine alla bocca guardandoli ondeggiare. dopo le poppate, in particolare dopo quella del mattino, inizia una mezz'ora di sorrisi e gorgheggi irresistibili che fanno sbellicare dalle risate me e suo papà. sta diventando ogni giorno più divertente e sveglio, e stare con lui è una scoperta continua.

è meraviglioso guardare il mondo coi suoi occhi.

martedì 27 aprile 2010

due mesi - di Noi

Piccolino, mentre scrivo tu lotti col ciuccio che non ne vuole sapere di rimanerti tra le labbra ...ciucci con tutta la foga possibile e sta a me assicurare che il ciuccio non scappi, ciucci coi pugnetti stretti al petto e gli occhietti socchiusi, in un concerto di versetti meravigliosi, disteso sul tuo cuscinone con la maglietta a righe, col bavaglino che ti ha ricamato la zia, e sei bellissimo. Sei il mix esatto di mamma e papà, anche se ogni giorno cambi un po' diventando sempre più un ometto, ma la bocca è esattamente la mia, il naso pure, mentre gli occhi sono quelli di papà.
2 mesi di Noi, e mi sembrano pochi se penso a tutto quello che è già successo, ma poi non sono niente rispetto a tutta la vita meravigliosa che ti aspetta: ora arriverà l'estate con i bagni al mare e le prime pappe, ci saranno i giochi sulla sabbia e i pisolini nella penombra della stanza fresca, ci saranno le tue gambotte libere da vestiti e tu, nelle tue magliettine, imparerai a stare dritto e a mangiare la pera e mille altre cose..
2 mesi di Noi, e ci amiamo ogni giorno di più,anche oggi che piagnucoli senza sosta e vuoi stare in braccio e non mi dai nemmeno il tempo di asciugarmi i capelli, io ti amo immensamente e mi sento in te come tu sei in me, ancora e per sempre un unico cuore, perchè nessuno mi potrà mai separare da te.
Auguri tesoro!

lunedì 26 aprile 2010

Delle aspettative dorate e della solitudine delle madri

Alle 09,40 il pupone ed io abbiamo già:
---cambiato pannolino
---fatto prima poppata (lui) e colazione (io)
---riso e giocato
---piagnucolato e di conseguenza gironzolato per casa a guardare le pareti e le finestre e i mobili della cucina
---passato l'aspirapolvere
---dondolato a scopo addormentamento
---dormito in carrozzina

...

e ora siccome se mi appoggio al cuscino dormo di botto nonostante il pupo mi abbia fatto una tirata dalle 24 alle 08 (!), decido di godermi, invece, il silenzio della casa... tra poco mi rimetterò in moto e pulirò-spolvererò-stenderò i panni-mi laverò, però ora mi ci vuole questa calma, mi ci vuole questo caffellatte davanti al pc, dopo il caos del fine settimana (perchè se c'è una cosa che succede da queste parti nel fine settimana, quello è il caos!)

dunque, nuovo giorno, nuova settimana... tanti puntini di sospensione... cose da fare e da realizzare, partendo possibilmente da me stessa e non da quello che gli altri si aspettano... perchè nonostante io ora sia una madre con tutto quello che comporta, e nonostante io lo sia diventata in una grande città dove non ho parenti di appoggio per i momenti di stanchezza o crisi, e dove decidere di andare, che so, da Io Bimbo (figurarsi le pretese che ho) significa stare mezza giornata in giro nel traffico, nonostante tutto questo, ancora devo fare i conti con le aspettative dorate che si coltivano sulle giovani mamme, essere smaglianti, essere pro-attive, andare in piscina tre sere a settimana, lavoricchiare tutto il giorno, NON lamentarsi, soprattutto! Mai!

Credevo esagerassero quando parlavano della solitudine della madri, quando ero l'altra me non incinta e non madre prima, e incinta dopo. ebbene, è tutto vero. per quante amiche/cugine/sorelle già madri tu possa avere, per quanto disponibile e comprensivo sia il tuo compagno e per quanto tenero sia tuo figlio, quando diventi madre sei SOLA col tuo sentimento e il tuo cambiamento e i tuoi bisogni INESPRESSI. ma va bene. basta esserne consapevoli, e puntare su se stesse.

Devo tenerlo presente, per tutta questa lunga settimana che mi aspetta.

giovedì 22 aprile 2010

Ci sono cose che mi ripagano di tutto...

Entrare nella stanza dove il mio bambino piange sconsolato nella carrozzina, caricargli il carillon e guardarlo chiudere piano gli occhi e riaddormentarsi subito, confortato dal mio arrivo tempestivo e dalla musica.

Tirarlo su dal suo lettino le rare volte in cui si sveglia nel cuore della notte per mangiare, e mettermelo accanto nel lettone. e mentre lui fa la sua poppata sotto le coperte con me pensare che, finalmente, ecco di nuovo quel senso di sicurezza, di protezione...io e lui e il suo papà, di notte nella nostra casa, a letto, al caldo, e niente e nessuno che possa farci del male.

Ci voleva un fagotto di 7 settimane, per ritrovare queste emozioni.