Dovrò riconsiderare tutto.
dovrò fare i conti con certe parti di me stessa, e più che mai col ricordo di mia madre. dovrò mangiarmi qualche lacrima quando nascerai, perchè mi sentirò un po' come si è sentita lei, e lei mi mancherà tanto.
dovrò ripensarmi come madre, ripensare il mio amore e il mio modo di manifestarlo, accogliere le novità e le scoperte e le nuove parole.
dovrò aprire il tuo armadio a tutti i vestiti assurdi che ti regaleranno amici e parenti, dovrò difenderti dalla pubblicità, dai glitter, dalle minigonne.
un giorno ti vedrò, e tutti i dubbi di oggi spariranno, sarai il mio specchio e io il tuo, ti innamorerai di tuo padre e di tuo fratello e a lui presenterai le tue amichette. un giorno mi guarderai mentre mi truccherò e vorrai in prestito il fard, un giorno verrai a chiedermi cosa sono "i giorni del ciclo".
non ti chiamerò mai principessa, sappilo.
e non interverrò quando farai a botte con tuo fratello.
però sarai la mia bambina.
e io non vedo l'ora di conoscerti...
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venerdì 4 novembre 2011
mercoledì 20 ottobre 2010
la miscela esplosiva e i ricordi di un anno fa
sto per dire una cosa originale:
è arrivato il freddo.
prendi un bambino di 7 mesi.
prendilo vivace e ipercinetico, mi raccomando. di quelli che se li poggi a terra partono a razzo gatton gattoni in cerca di un muro contro cui scapocciare, per intenderci.
aggiungi una mamma vagamente stanca, del genere che se aggiungi un imprevisto nel corso della giornata lei sbarella subito, e di brutto. del genere che non ha tempo ed energia per pettinarsi, tipo.
mettici un passeggino con delle cinghie così salde e sicure che è un piacere scarrozzarci il suddetto pargolo, nelle belle giornate tiepide. suddetto pargolo che poi si addormenta appena usciti, per la pace delle orecchie della mamma, ben contenta di passeggiare per ore senza meta, purchè stiamo tutti s e r e n i e z i t t a r e l l i, poco poco.
togli le belle giornate tiepide e sostituiscile con il gelo repentino e beffardo.
ecco.
io non so, forse sbaglio qualcosa. ma mio figlio se lo lascio libero in casa è una mina vagante.
se lo aggancio al seggiolone o lo metto nel lettino, si dispera e mi guarda tra i lacrimoni come a chiedere perchè insista a fargli deliberatamente del male psicologico.
come se ne esce?
per non abbruttirci troppo vorrei aggiungere che, un anno esatto fa, facevamo la famosa morfologica e scoprivamo che trattavasi di maschietto...da lì ho realizzato davvero. da lì "la cosa" ha preso seriamente forma nella mia mente, rendendomi madre, consapevole, pazza di gioia.
è arrivato il freddo.
prendi un bambino di 7 mesi.
prendilo vivace e ipercinetico, mi raccomando. di quelli che se li poggi a terra partono a razzo gatton gattoni in cerca di un muro contro cui scapocciare, per intenderci.
aggiungi una mamma vagamente stanca, del genere che se aggiungi un imprevisto nel corso della giornata lei sbarella subito, e di brutto. del genere che non ha tempo ed energia per pettinarsi, tipo.
mettici un passeggino con delle cinghie così salde e sicure che è un piacere scarrozzarci il suddetto pargolo, nelle belle giornate tiepide. suddetto pargolo che poi si addormenta appena usciti, per la pace delle orecchie della mamma, ben contenta di passeggiare per ore senza meta, purchè stiamo tutti s e r e n i e z i t t a r e l l i, poco poco.
togli le belle giornate tiepide e sostituiscile con il gelo repentino e beffardo.
ecco.
io non so, forse sbaglio qualcosa. ma mio figlio se lo lascio libero in casa è una mina vagante.
se lo aggancio al seggiolone o lo metto nel lettino, si dispera e mi guarda tra i lacrimoni come a chiedere perchè insista a fargli deliberatamente del male psicologico.
come se ne esce?
per non abbruttirci troppo vorrei aggiungere che, un anno esatto fa, facevamo la famosa morfologica e scoprivamo che trattavasi di maschietto...da lì ho realizzato davvero. da lì "la cosa" ha preso seriamente forma nella mia mente, rendendomi madre, consapevole, pazza di gioia.
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giovedì 13 maggio 2010
La saggezza della pancia
Questa mattina ho portato il mio ometto all'ospedale dove è nato per fare l'ecografia alle anche. ho ripercorso il tragitto fatto mille pomeriggi da sola col pancione per andare al corso preparto, e quell'unica, meravigliosa volta per partorire, quel sabato mattina pieno di sole, con al volante il Papà agitato ma fermamente risoluto a portere il mio panzone da chi di dovere. ai semafori mi giravo a guardarlo e pensavo che era un miracolo averlo qui con me, quando per tanto tempo siamo stati un'unica cosa eppure non lo vedevo, non lo toccavo.
abbiamo camminato al sole, lui nel marsupio con la sua salopette, e io coi capelli in ordine e il trench e le ballerine e i cerchi alle orecchie (un cambiamento esagerato rispetto allo standard pigiama o tuta, manco a dirlo).
la dottoressa ha spannolinato il mio bambino cicciottone e l'ha messo prima su un fianco e poi sull'altro, gli ha applicato il gel e poi ha passato il sondino, e lui tutto raggomitolato si ciucciava il pugnetto e guardava lo schermo (su quello stesso lettino un mese prima che nascesse anch'io fissavo lo schermo col gel sulla pancia, mentre facevo un'ecografia e la flussimetria).
tutto ok - che belle anche! - anche questa è fatta.
...
stanco e provato dal caldo, dallo sballottamento, dal traffico (che te lo dico a fa') e dalla pappa che ha mandato giù a quattro palmenti appena tornati a casa, ora lui dorme nel suo lettino. io ho pranzato, mi sono riposata, ora controllo la posta con un caffè sul bracciolo del divano.
razionalmente mi ripeto che dovrei prepararmi per lo stramaledettissimo concorso, che sto perdendo tempo.
ma la pancia (quanta saggezza mi è rimasta, nella pancia, da quando ero incinta), il cuore, mi dicono che va bene così. che sono felice.
che ora, in questo pomeriggio tiepido, con il silenzio e la testa leggera e mio figlio addormentato con la boccuccia socchiusa, va bene così. e non bisogna chiedere troppo.
abbiamo camminato al sole, lui nel marsupio con la sua salopette, e io coi capelli in ordine e il trench e le ballerine e i cerchi alle orecchie (un cambiamento esagerato rispetto allo standard pigiama o tuta, manco a dirlo).
la dottoressa ha spannolinato il mio bambino cicciottone e l'ha messo prima su un fianco e poi sull'altro, gli ha applicato il gel e poi ha passato il sondino, e lui tutto raggomitolato si ciucciava il pugnetto e guardava lo schermo (su quello stesso lettino un mese prima che nascesse anch'io fissavo lo schermo col gel sulla pancia, mentre facevo un'ecografia e la flussimetria).
tutto ok - che belle anche! - anche questa è fatta.
...
stanco e provato dal caldo, dallo sballottamento, dal traffico (che te lo dico a fa') e dalla pappa che ha mandato giù a quattro palmenti appena tornati a casa, ora lui dorme nel suo lettino. io ho pranzato, mi sono riposata, ora controllo la posta con un caffè sul bracciolo del divano.
razionalmente mi ripeto che dovrei prepararmi per lo stramaledettissimo concorso, che sto perdendo tempo.
ma la pancia (quanta saggezza mi è rimasta, nella pancia, da quando ero incinta), il cuore, mi dicono che va bene così. che sono felice.
che ora, in questo pomeriggio tiepido, con il silenzio e la testa leggera e mio figlio addormentato con la boccuccia socchiusa, va bene così. e non bisogna chiedere troppo.
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