Ci sono giorni, sono i più, in cui tutto scorre come deve, in cui il tempo va dove deve, e io sono presente senza farmi troppe domande;
ci sono giorni, giorni come oggi, in cui non basto, non basto, quando tu sei malato e lei invece non dorme, quando la casa è piena di oggetti già visti e il freddo ci sbarra la porta, giorni in cui un urlo mi sfugge, un moto di rabbia si fa strada senza che nemmeno me ne accorga, e il dispiacere lampeggia nei tuoi occhi, e tutta quella delusione mi investe e non ho il tempo di far pace, di abbracciarti e leggerti una storia, non ho il tempo di stringere lei per farla dormire, di aspettare per sorriderle appena si sveglia, e quando lei dorme tu non mi vuoi vicino, e quando tu giochi da solo lei è nervosa e non so perchè,
e mi sembra di non averla accompagnata in niente, di non aver giocato con i cubi e con i burattini,
e mi sembra di non avere più pazienza con te, di non essere più capace...
Ci sono giorni come questi, come oggi, che so che per fortuna finiranno, e so che stanotte dormiremo stretti insieme, e so che domani ci alzeremo più sereni, giorni in cui metto tutto in discussione, per scrollarmi di dosso l'apatia e ricordarmi che non so niente, o so tutto,
ma di certo ho ancora molto da imparare.
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martedì 20 novembre 2012
mercoledì 14 marzo 2012
Dormono
Dormono.
E io non posso.
Ho mille motivi per volermi nascondere sotto le coperte fino al primo risveglio, ma anche mille cose che frullano in testa, e devo farle svolazzare un po'.
Dormono.
E il "grande" ha 39 di febbre, e io sono sola, e la famiglia di origine tace laggiù, non accenna a venirmi in soccorso, allora dopo un po' di frigni mi rimbocco le maniche e faccio da me. E penso a tutte le amiche e cugine e conoscenti con stuoli di nonne, zie, amiche nullafacenti che sgomitano per citofonare per prime a casa loro, e che appena rimangono sole telefonano a qualcun altro per lamentarsi di quanto sono stanche. E penso che anch'io la stanchezza vera non l'avevo mai sperimentata, ma me la devo tenere, perchè al momento il numero del pronto soccorso dà sempre occupato, da queste parti. E penso che il fatto che soltanto io sappia dove stanno i pigiamini, come si usa il termometro, cosa deve mangiare il grande per cena, a che ora deve mangiare la piccola, cos'è quel "Cincino" che il primo sta cercando per casa, non va mica bene.
Dormono.
E mi viene in mente la primavera che sta arrivando, e che la febbre passerà. Che è vero, non prendono l'aereo, però mi vogliono, ci vogliono bene. Che sarò anche sola, ma sto costruendo qualcosa di maestoso, con questi bambini. Che sono la cosa più incredibile che potessi fare.
Che in questo lasso di tempo in cui li ho voluti, concepiti, partoriti e cresciuti, un sacco di miei coetanei si sono presi le loro soddisfazioni. Che ho amiche che vanno ancora in discoteca, beate loro.
Che la gioia che provo quando guardo i miei figli e penso che sono proprio miei, è indescrivibile e totale. Che, purtroppo per me o forse per gli altri, il lasso di tempo è lo stesso per tutti.
Dormono e comincio a credere nei miracoli, nella lunga fila di magie che mi hanno portata fin qui. Comincio a essere cosciente di ogni singola cosa. Diminuisce la paura per le ore di solitudine e le battaglie piccole e meno piccole, cresce la gratitudine.
Pupone dorme abbracciato a "Cincino", Nanetta dorme coi pugnetti chiusi e borbotta nel sonno. Io sto nel mezzo, coi mie grattacapi e le mie paturnie.
Io sto nel mezzo, con un carico di felicità che schiaccia, nutre, e pesa.
Ps: scusate la pesantezza. Sto elaborando. Sto metabolizzando la nuova situazione e l'indigeribile me stessa :)
E io non posso.
Ho mille motivi per volermi nascondere sotto le coperte fino al primo risveglio, ma anche mille cose che frullano in testa, e devo farle svolazzare un po'.
Dormono.
E il "grande" ha 39 di febbre, e io sono sola, e la famiglia di origine tace laggiù, non accenna a venirmi in soccorso, allora dopo un po' di frigni mi rimbocco le maniche e faccio da me. E penso a tutte le amiche e cugine e conoscenti con stuoli di nonne, zie, amiche nullafacenti che sgomitano per citofonare per prime a casa loro, e che appena rimangono sole telefonano a qualcun altro per lamentarsi di quanto sono stanche. E penso che anch'io la stanchezza vera non l'avevo mai sperimentata, ma me la devo tenere, perchè al momento il numero del pronto soccorso dà sempre occupato, da queste parti. E penso che il fatto che soltanto io sappia dove stanno i pigiamini, come si usa il termometro, cosa deve mangiare il grande per cena, a che ora deve mangiare la piccola, cos'è quel "Cincino" che il primo sta cercando per casa, non va mica bene.
Dormono.
E mi viene in mente la primavera che sta arrivando, e che la febbre passerà. Che è vero, non prendono l'aereo, però mi vogliono, ci vogliono bene. Che sarò anche sola, ma sto costruendo qualcosa di maestoso, con questi bambini. Che sono la cosa più incredibile che potessi fare.
Che in questo lasso di tempo in cui li ho voluti, concepiti, partoriti e cresciuti, un sacco di miei coetanei si sono presi le loro soddisfazioni. Che ho amiche che vanno ancora in discoteca, beate loro.
Che la gioia che provo quando guardo i miei figli e penso che sono proprio miei, è indescrivibile e totale. Che, purtroppo per me o forse per gli altri, il lasso di tempo è lo stesso per tutti.
Dormono e comincio a credere nei miracoli, nella lunga fila di magie che mi hanno portata fin qui. Comincio a essere cosciente di ogni singola cosa. Diminuisce la paura per le ore di solitudine e le battaglie piccole e meno piccole, cresce la gratitudine.
Pupone dorme abbracciato a "Cincino", Nanetta dorme coi pugnetti chiusi e borbotta nel sonno. Io sto nel mezzo, coi mie grattacapi e le mie paturnie.
Io sto nel mezzo, con un carico di felicità che schiaccia, nutre, e pesa.
Ps: scusate la pesantezza. Sto elaborando. Sto metabolizzando la nuova situazione e l'indigeribile me stessa :)
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mercoledì 18 gennaio 2012
Di reggiseni, dermatiti, terrible twos.
Ovviamente quel giorno in cui hai dimenticato di mettere il reggiseno hai la visita cardiologica e devi stare venti minuti a capezzoli (è corretto scrivere capezzoli??) al vento con l'infermiere imbarazzato che ti riempie di elettrodi.
Ovviamente, quel giorno lì, a fare la visita cardiologica c'è un cardiologo e, appunto, un infermiere, insomma due maschi.
Ovviamente se per una notte la sciatalgia ti dà tregua, ti viene la dermatite da contatto e passi la notte in questione a grattarti e a stramaledire il detersivo per i piatti/il guanto in lattice/chissà cosa diavolo d'altro.
Ovviamente esci con pupone per comprarti la cremina (che poi non servirà a niente) in farmacia e per rinfrancarti con due acquisti in super saldi per i tuoi figli (non per te, eh!) e pupone per un'inezia che era proprio un'inezia (un giocattolo pure bruttissimo che voleva con tutto se stesso e non gli hai comprato, più per una dimostrazione di economia e buona educazione che altro) attacca a buttarsi per terra, battere i pugni sul marciapiede, gridare a pieni polmoni con tutto il moccio che esce e gli imbratta la sciarpa e il giubbottino, tentare la fuga per ricongiungersi in uno schianto alla vetrina del negozio dove è rimasto il suddetto giocattolo.
Ovviamente, quelli lì sono i giorni in cui il Papà ha assai da lavorare e non torna a casa prima delle nove.
E si riaffaccia la sciatalgia.
Sto pensando bramosamente ai due giorni e mezzo che passerò in ospedale quando nascerà la nanetta, imbottita di endorfine, amore materno e tachipirina per i punti, disturbata solo negli orari di visita e con la contemplazione di mia figlia come unico scopo immediato nella vita.
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mercoledì 11 maggio 2011
Odio chiedere aiuto (preferisco fare da sola)
Io non sono una che chiede aiuto facilmente. mi dà proprio fastidio sentirmi in qualche modo inferiore, impotente. odio chiedere favori, supplicare il papà di fare i buchi al muro col trapano, chiedere a mia sorella di tenermi pupone mentre faccio la doccia, chiedere ad un collega di sostituirmi, alla verduraia di mettermi da parte le fave quando le arrivano. ho chiesto veramente aiuto solo una volta nella vita, quando stavo male e avevo bisogno di un terapeuta, ma è stato più un vomitare addosso a qualcuno le mie angosce senza spiegazione, che un chiedere un favore.
amo l'idea di occuparmi da sola di pupone col papà, non ho bisogno di nonne, zie, cugine e amiche a darmi il cambio quando sbando o ad accompagnarmi dal pediatra o a comprargli i vestitini. e poi, diciamolo, non tollero ingerenze di nessun tipo.
le decisioni più importanti della mia vita le ho prese da sola, e da sola mi sono presa i rischi e le incertezze.
ora che sto cercando disperatamente lavoro, però, mi sono ritrovata più di una volta a interpellare persone più esperte, più inserite, più grandi di me per un consiglio o, anche, per essere "inserita" a mia volta. io mando giù quella brutta sensazione che mi dà il sollecitare aiuti di qualsiasi tipo, lo faccio in nome dell'amore per la mia famiglia, sostanzialmente. per dare più certezze a mio figlio, per aiutare il papà, per non appoggiarmi più a mio padre.
con la morte nel cuore mi sono ritrovata a chiedere più o meno esplicitamente se non ci fosse la possibilità di essere presentata, di fare un colloquio, di avere una dritta qualunque. non voglio niente di illecito, però forse una corsia preferenziale talvolta l'ho desiderata, quantomeno perchè da sola, davvero, finora non ce l'ho fatta. non dico chissà che. anche un lavoro semplice, intanto che continuo a studiare, a specializzarmi, e che i miei sogni di gloria stannomoribondi a riposo da qualche parte nella mia mente, nutriti ogni tanto con una manciata di illusioni, come mangime per le galline.
e mi vergogno. ogni volta mi schiaffeggerei.
e sono sempre qui.
con la sensazione fortissima che non accadrà un bel niente, perchè il mio karma è che devo fare le cose da sola. davvero. continuare come ho sempre fatto, per orgoglio o per cocciutaggine.
non è che sono più frustrata ora di prima, sono solo più disillusa, che è una parola che sto usando un po' troppo spesso, ultimamente. disillusa e disincantata.
certa che le cose le otterrò, se le otterrò, un giorno, per caso o per fortuna o per forza di un mio impegno sovrumano.
però mi dico, allora è vero. che difficilmente gli altri ti possono aiutare, anche se hanno le migliori intenzioni. a meno che non abbia qualche santo in paradiso (o in parlamento, o al vaticano!), le cose importanti stanno già sulla tua strada, devi soltanto continuare a percorrerla.
forse è colpa anche mia, forse in qualche modo "respingo" gli aiuti, inconsciamente.
...da vera sarda :)
amo l'idea di occuparmi da sola di pupone col papà, non ho bisogno di nonne, zie, cugine e amiche a darmi il cambio quando sbando o ad accompagnarmi dal pediatra o a comprargli i vestitini. e poi, diciamolo, non tollero ingerenze di nessun tipo.
le decisioni più importanti della mia vita le ho prese da sola, e da sola mi sono presa i rischi e le incertezze.
ora che sto cercando disperatamente lavoro, però, mi sono ritrovata più di una volta a interpellare persone più esperte, più inserite, più grandi di me per un consiglio o, anche, per essere "inserita" a mia volta. io mando giù quella brutta sensazione che mi dà il sollecitare aiuti di qualsiasi tipo, lo faccio in nome dell'amore per la mia famiglia, sostanzialmente. per dare più certezze a mio figlio, per aiutare il papà, per non appoggiarmi più a mio padre.
con la morte nel cuore mi sono ritrovata a chiedere più o meno esplicitamente se non ci fosse la possibilità di essere presentata, di fare un colloquio, di avere una dritta qualunque. non voglio niente di illecito, però forse una corsia preferenziale talvolta l'ho desiderata, quantomeno perchè da sola, davvero, finora non ce l'ho fatta. non dico chissà che. anche un lavoro semplice, intanto che continuo a studiare, a specializzarmi, e che i miei sogni di gloria stanno
e mi vergogno. ogni volta mi schiaffeggerei.
e sono sempre qui.
con la sensazione fortissima che non accadrà un bel niente, perchè il mio karma è che devo fare le cose da sola. davvero. continuare come ho sempre fatto, per orgoglio o per cocciutaggine.
non è che sono più frustrata ora di prima, sono solo più disillusa, che è una parola che sto usando un po' troppo spesso, ultimamente. disillusa e disincantata.
certa che le cose le otterrò, se le otterrò, un giorno, per caso o per fortuna o per forza di un mio impegno sovrumano.
però mi dico, allora è vero. che difficilmente gli altri ti possono aiutare, anche se hanno le migliori intenzioni. a meno che non abbia qualche santo in paradiso (o in parlamento, o al vaticano!), le cose importanti stanno già sulla tua strada, devi soltanto continuare a percorrerla.
forse è colpa anche mia, forse in qualche modo "respingo" gli aiuti, inconsciamente.
...da vera sarda :)
mercoledì 15 dicembre 2010
Un post lagnoso ma.....sono l'unica a essere distrutta???
sono al terzo tentativo di addormentamento del figlio. si addormenta al seno (solo così) e appena lo metto nel lettino si sveglia e piange. ora resiste da due minuti.
ho calcolato che le due ore (se va bene!) del pisolino di Pupone sono le uniche in cui posso pensare a me stessa e fare quel che c'è da fare, come pranzare, riposare, leggere, riordinare, scrivere, andare a far visita ai blog preferiti, fare uno shampoo, più varie incombenze domestiche...
tutta la giornata è un correre di qua e di là, far giocare il pupo, preparargli da mangiare e farlo mangiare, pulirlo, addormentarlo, prepararlo per uscire, e via dicendo.
poi torna il Papà e c'è da preparare la cena, fare il bagnetto al nano, pigiamarlo e addormentarlo, tutte attività che nove volte su dieci svolgo da sola, e a quel punto sono il fantasma di me stessa.
ok, lo sapevo che sarebbe stata dura, ma ci sono giorni in cui sono letteralmente a pezzi.
a ciò aggiungiamo che devo rimettere in ordine il caos che il Papà semina dietro di sè. che se cucina lui per cena lascia un disastro di pentole e piatti lerci (e io sono una di quelle che non vanno a letto se la cucina è in disordine). che se deve vestire il piccolo mi chiede, regolarmente, cosa deve mettergli e dove stanno le sue cose.
e che la mattina porto fuori i cani.
e che ho passato gli ultimi tre giorni a rimettere in sesto la stanza del Pupone, l'armadio e la cassettiera, perchè quando aprivo le ante o i cassetti venivo inondata di vestiti e body e maglioni.
poi ci credo che dimentico di pagare le bollette, vado al market per prendere il caffè e torno senza caffè, crollo sul divano alle dieci meno un quarto di sera lasciando inadempiuti i doveri coniugali...
io vorrei sapere come fate voi. come fanno quelle di voi che, come me, non hanno nonni in zona.
se sarà sempre così.
se mi sembrerà sempre di essere spremuta fino al midollo, finchè ce n'è e anche oltre.
e, vorrei dire, aggiungiamoci la fiducia di ieri, aggiungiamoci.
ecco, si è svegliato.
ho calcolato che le due ore (se va bene!) del pisolino di Pupone sono le uniche in cui posso pensare a me stessa e fare quel che c'è da fare, come pranzare, riposare, leggere, riordinare, scrivere, andare a far visita ai blog preferiti, fare uno shampoo, più varie incombenze domestiche...
tutta la giornata è un correre di qua e di là, far giocare il pupo, preparargli da mangiare e farlo mangiare, pulirlo, addormentarlo, prepararlo per uscire, e via dicendo.
poi torna il Papà e c'è da preparare la cena, fare il bagnetto al nano, pigiamarlo e addormentarlo, tutte attività che nove volte su dieci svolgo da sola, e a quel punto sono il fantasma di me stessa.
ok, lo sapevo che sarebbe stata dura, ma ci sono giorni in cui sono letteralmente a pezzi.
a ciò aggiungiamo che devo rimettere in ordine il caos che il Papà semina dietro di sè. che se cucina lui per cena lascia un disastro di pentole e piatti lerci (e io sono una di quelle che non vanno a letto se la cucina è in disordine). che se deve vestire il piccolo mi chiede, regolarmente, cosa deve mettergli e dove stanno le sue cose.
e che la mattina porto fuori i cani.
e che ho passato gli ultimi tre giorni a rimettere in sesto la stanza del Pupone, l'armadio e la cassettiera, perchè quando aprivo le ante o i cassetti venivo inondata di vestiti e body e maglioni.
poi ci credo che dimentico di pagare le bollette, vado al market per prendere il caffè e torno senza caffè, crollo sul divano alle dieci meno un quarto di sera lasciando inadempiuti i doveri coniugali...
io vorrei sapere come fate voi. come fanno quelle di voi che, come me, non hanno nonni in zona.
se sarà sempre così.
se mi sembrerà sempre di essere spremuta fino al midollo, finchè ce n'è e anche oltre.
e, vorrei dire, aggiungiamoci la fiducia di ieri, aggiungiamoci.
ecco, si è svegliato.
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domenica 21 novembre 2010
Madre Coraggio
ecco uno scenario da incubo.
metto a letto un Pupone fresco e tranquillo alle nove.
mi sveglia a mezzanotte e mezza un piantino sommesso, quasi dei deboli singhiozzi. mi alzo dal letto per prendere il piccolo, ma smette di piangere e lo lascio stare. dopo qualche minuto ricomincia, mi alzo di nuovo e nel buio della stanza mi abbasso verso il fondo del lettino per prenderlo.
sento qualcosa di caldo. di bollente. e io mi faccio di ghiaccio.
mio figlio giace inerte nel lettino e scotta.
urlo (ne sono sicura. in realtà ho rimosso molto di quei minuti interminabili, ma ne sono sicura).
lo tiro su e me lo stringo addosso, brucia.
gli tolgo il pigiamino e ribolle fino all'ultimo ditino del piede.
mi lancio alla ricerca di un termometro, butto giù scatole, apro cassetti alla rinfusa, nel frattempo lui è lì sul letto, rigido, e guarda un punto imprecisato del soffitto. il Papà è da qualche parte là intorno, gira e gira e non so che sta facendo e inizia a vestirsi perché io grido qualcosa come "pronto soccorso ti prego ti prego andiamo subito".
il termometro parte all'impazzata e si ferma a 39,9°.
gli faccio trangugiare alla cieca 10 gocce di tachipirina (saranno troppe? troppo poche? ma dove diavolo sta la ricetta del pediatra?)
vestirsi, copertina, garage, pronto soccorso.
dopo un'attesa che la metà sarebbe stata già troppo, arriva un pediatra con molta voglia di dare una lezione di medicina a due genitori esagitati. la febbre è un sintomo, una difesa dell'organismo e bla bla bla.
suppostina e bye bye.
la febbre scende, lui soffre, vomita a getto ma poi dormicchia.
il giorno dopo febbre a 38, 38,5° per tutto il giorno fino alle 19 quando, dopo la suppostina, ecco la ripresa. notte senza febbre, il giorno seguente cioè ieri lo trascorre vispo e canterino.
ieri notte sale di nuovo ma non supera i 38°, e oggi siamo sui 37,5°.
un po' di tossiciattola ma nient'altro.
e gli incisivi superiori in arrivo, pare.
non so se è un'influenza, se sono i denti, se devono spuntargli le macchioline di un esantema o che. però sta meglio, ha mangiato e per ora tanto basta.
la sottoscritta, dall'altroieri giustamente autoribattezzatasi Madre Coraggio, si è esibita in tutto il repertorio del genitore squilibrato: urla strazianti, occhio vitreo, atteggiamento isterico al pronto soccorso, misurazioni ripetute della febbre (con due termometri diversi, nb), concitata consultazione di forum e siti di pediatria su internet, pianti sommessi.
e poi ha somatizzato: colite, cervicale, mal di testa, inappetenza.
ok, ma era la prima febbre di mio figlio. non dimeticherò mai il suo visetto rosso come un pomodoro e gli occhi rivolti a guardare il vuoto mentre io gli parlavo e lui non mi guardava. e quelle gambette che bruciavano sotto il pigiamino. ho pensato, un esserino così piccolo non può sopportare questa febbre.
vorrei trarre un insegnamento da questa vicenda, ma la realtà è che non trovo alcunchè da imparare, se non l'autocontrollo che pure vorrei già possedere in dosi massicce.
cosa devo imparare? forse che la febbre non deve preoccupare?.
o che ai neonati succede?
oppure che se mio figlio sta male malissimo non mi devo precipitare a chiamare un medico ma devo osservare, capire, indagare per poi parlare col pediatra con un minimo di cognizione di causa?
bah.
l'unica cosa che per ora sto mettendo in pratica è l'arte della Paziente Attesa (a chi potrebbe obiettare che la mia attesa tutto sembra fuorché paziente, farei presente che le mie attese NON pazienti sono qualcosa di intollerabile per me e per chi mi sta intorno ;) ).
attendo che lui stia meglio, di vedere stasera se la temperatura gli sale di nuovo o no, e se sì attenderò domani per portarlo dal pediatra e sentire se dice o fa qualcosa di tangibile.
attendo che passi anche questo piccolo guaio, e di riprendermi pure io che sto uno schifo.
e attendiamo...
metto a letto un Pupone fresco e tranquillo alle nove.
mi sveglia a mezzanotte e mezza un piantino sommesso, quasi dei deboli singhiozzi. mi alzo dal letto per prendere il piccolo, ma smette di piangere e lo lascio stare. dopo qualche minuto ricomincia, mi alzo di nuovo e nel buio della stanza mi abbasso verso il fondo del lettino per prenderlo.
sento qualcosa di caldo. di bollente. e io mi faccio di ghiaccio.
mio figlio giace inerte nel lettino e scotta.
urlo (ne sono sicura. in realtà ho rimosso molto di quei minuti interminabili, ma ne sono sicura).
lo tiro su e me lo stringo addosso, brucia.
gli tolgo il pigiamino e ribolle fino all'ultimo ditino del piede.
mi lancio alla ricerca di un termometro, butto giù scatole, apro cassetti alla rinfusa, nel frattempo lui è lì sul letto, rigido, e guarda un punto imprecisato del soffitto. il Papà è da qualche parte là intorno, gira e gira e non so che sta facendo e inizia a vestirsi perché io grido qualcosa come "pronto soccorso ti prego ti prego andiamo subito".
il termometro parte all'impazzata e si ferma a 39,9°.
gli faccio trangugiare alla cieca 10 gocce di tachipirina (saranno troppe? troppo poche? ma dove diavolo sta la ricetta del pediatra?)
vestirsi, copertina, garage, pronto soccorso.
dopo un'attesa che la metà sarebbe stata già troppo, arriva un pediatra con molta voglia di dare una lezione di medicina a due genitori esagitati. la febbre è un sintomo, una difesa dell'organismo e bla bla bla.
suppostina e bye bye.
la febbre scende, lui soffre, vomita a getto ma poi dormicchia.
il giorno dopo febbre a 38, 38,5° per tutto il giorno fino alle 19 quando, dopo la suppostina, ecco la ripresa. notte senza febbre, il giorno seguente cioè ieri lo trascorre vispo e canterino.
ieri notte sale di nuovo ma non supera i 38°, e oggi siamo sui 37,5°.
un po' di tossiciattola ma nient'altro.
e gli incisivi superiori in arrivo, pare.
non so se è un'influenza, se sono i denti, se devono spuntargli le macchioline di un esantema o che. però sta meglio, ha mangiato e per ora tanto basta.
la sottoscritta, dall'altroieri giustamente autoribattezzatasi Madre Coraggio, si è esibita in tutto il repertorio del genitore squilibrato: urla strazianti, occhio vitreo, atteggiamento isterico al pronto soccorso, misurazioni ripetute della febbre (con due termometri diversi, nb), concitata consultazione di forum e siti di pediatria su internet, pianti sommessi.
e poi ha somatizzato: colite, cervicale, mal di testa, inappetenza.
ok, ma era la prima febbre di mio figlio. non dimeticherò mai il suo visetto rosso come un pomodoro e gli occhi rivolti a guardare il vuoto mentre io gli parlavo e lui non mi guardava. e quelle gambette che bruciavano sotto il pigiamino. ho pensato, un esserino così piccolo non può sopportare questa febbre.
vorrei trarre un insegnamento da questa vicenda, ma la realtà è che non trovo alcunchè da imparare, se non l'autocontrollo che pure vorrei già possedere in dosi massicce.
cosa devo imparare? forse che la febbre non deve preoccupare?.
o che ai neonati succede?
oppure che se mio figlio sta male malissimo non mi devo precipitare a chiamare un medico ma devo osservare, capire, indagare per poi parlare col pediatra con un minimo di cognizione di causa?
bah.
l'unica cosa che per ora sto mettendo in pratica è l'arte della Paziente Attesa (a chi potrebbe obiettare che la mia attesa tutto sembra fuorché paziente, farei presente che le mie attese NON pazienti sono qualcosa di intollerabile per me e per chi mi sta intorno ;) ).
attendo che lui stia meglio, di vedere stasera se la temperatura gli sale di nuovo o no, e se sì attenderò domani per portarlo dal pediatra e sentire se dice o fa qualcosa di tangibile.
attendo che passi anche questo piccolo guaio, e di riprendermi pure io che sto uno schifo.
e attendiamo...
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mercoledì 3 novembre 2010
Quel che si dice un post inutile
lo so.
il Pupone ed io siamo spariti, e non abbiamo fatto visita a nessuno dei nostri blog preferiti, in tutti questi giorni.
recupereremo, promesso!
giorni di pioggia, di "è arrivato l'autunno" (ma secondo me pure l'inverno), di papà a casa con strane bolle pruriginose (ecco perché quest'assenza....troppa poca privacy per rifugiarmi qui a raccontare quello che succedeva...!) che per fortuna ora sono andate via, di stanchezza e voglia di coprire la stanchezza con altre cose da fare, e le cose da fare che non bastano mai...
il nano sta mettendo un secondo dentino da manuale, con culetto bordeaux e diarrea a pioggia. è stanco e nervoso, ma sembra (Dio ti prego, perdonami per aver osato metterlo per iscritto!) che stiamo risalendo la china.
sto cercando disperatamente di lottare contro l'entropia che regna in questa casa per portarla ad uno stato accettabile per un neonato gattonatore, ma i risultati sono ancora deludenti, naturalmente.
avevo ricevuto un simpatico invito alla staffetta dell'amicizia da valentina e da cocchina ma è passato talmente tanto tempo...mi perdonate vero? per favore?? :) e poi sono talmente fiacca che non avrei scritto cose troppo interessanti, giuro.
ovviamente, il Pupone mo' piange. poco convinto, ma piange.
vado.
e non ho neanche preso ancora il caffè!
il Pupone ed io siamo spariti, e non abbiamo fatto visita a nessuno dei nostri blog preferiti, in tutti questi giorni.
recupereremo, promesso!
giorni di pioggia, di "è arrivato l'autunno" (ma secondo me pure l'inverno), di papà a casa con strane bolle pruriginose (ecco perché quest'assenza....troppa poca privacy per rifugiarmi qui a raccontare quello che succedeva...!) che per fortuna ora sono andate via, di stanchezza e voglia di coprire la stanchezza con altre cose da fare, e le cose da fare che non bastano mai...
il nano sta mettendo un secondo dentino da manuale, con culetto bordeaux e diarrea a pioggia. è stanco e nervoso, ma sembra (Dio ti prego, perdonami per aver osato metterlo per iscritto!) che stiamo risalendo la china.
sto cercando disperatamente di lottare contro l'entropia che regna in questa casa per portarla ad uno stato accettabile per un neonato gattonatore, ma i risultati sono ancora deludenti, naturalmente.
avevo ricevuto un simpatico invito alla staffetta dell'amicizia da valentina e da cocchina ma è passato talmente tanto tempo...mi perdonate vero? per favore?? :) e poi sono talmente fiacca che non avrei scritto cose troppo interessanti, giuro.
ovviamente, il Pupone mo' piange. poco convinto, ma piange.
vado.
e non ho neanche preso ancora il caffè!
mercoledì 20 ottobre 2010
la miscela esplosiva e i ricordi di un anno fa
sto per dire una cosa originale:
è arrivato il freddo.
prendi un bambino di 7 mesi.
prendilo vivace e ipercinetico, mi raccomando. di quelli che se li poggi a terra partono a razzo gatton gattoni in cerca di un muro contro cui scapocciare, per intenderci.
aggiungi una mamma vagamente stanca, del genere che se aggiungi un imprevisto nel corso della giornata lei sbarella subito, e di brutto. del genere che non ha tempo ed energia per pettinarsi, tipo.
mettici un passeggino con delle cinghie così salde e sicure che è un piacere scarrozzarci il suddetto pargolo, nelle belle giornate tiepide. suddetto pargolo che poi si addormenta appena usciti, per la pace delle orecchie della mamma, ben contenta di passeggiare per ore senza meta, purchè stiamo tutti s e r e n i e z i t t a r e l l i, poco poco.
togli le belle giornate tiepide e sostituiscile con il gelo repentino e beffardo.
ecco.
io non so, forse sbaglio qualcosa. ma mio figlio se lo lascio libero in casa è una mina vagante.
se lo aggancio al seggiolone o lo metto nel lettino, si dispera e mi guarda tra i lacrimoni come a chiedere perchè insista a fargli deliberatamente del male psicologico.
come se ne esce?
per non abbruttirci troppo vorrei aggiungere che, un anno esatto fa, facevamo la famosa morfologica e scoprivamo che trattavasi di maschietto...da lì ho realizzato davvero. da lì "la cosa" ha preso seriamente forma nella mia mente, rendendomi madre, consapevole, pazza di gioia.
è arrivato il freddo.
prendi un bambino di 7 mesi.
prendilo vivace e ipercinetico, mi raccomando. di quelli che se li poggi a terra partono a razzo gatton gattoni in cerca di un muro contro cui scapocciare, per intenderci.
aggiungi una mamma vagamente stanca, del genere che se aggiungi un imprevisto nel corso della giornata lei sbarella subito, e di brutto. del genere che non ha tempo ed energia per pettinarsi, tipo.
mettici un passeggino con delle cinghie così salde e sicure che è un piacere scarrozzarci il suddetto pargolo, nelle belle giornate tiepide. suddetto pargolo che poi si addormenta appena usciti, per la pace delle orecchie della mamma, ben contenta di passeggiare per ore senza meta, purchè stiamo tutti s e r e n i e z i t t a r e l l i, poco poco.
togli le belle giornate tiepide e sostituiscile con il gelo repentino e beffardo.
ecco.
io non so, forse sbaglio qualcosa. ma mio figlio se lo lascio libero in casa è una mina vagante.
se lo aggancio al seggiolone o lo metto nel lettino, si dispera e mi guarda tra i lacrimoni come a chiedere perchè insista a fargli deliberatamente del male psicologico.
come se ne esce?
per non abbruttirci troppo vorrei aggiungere che, un anno esatto fa, facevamo la famosa morfologica e scoprivamo che trattavasi di maschietto...da lì ho realizzato davvero. da lì "la cosa" ha preso seriamente forma nella mia mente, rendendomi madre, consapevole, pazza di gioia.
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giovedì 30 settembre 2010
Io odio i percentili!
Alla visita mensile il pupone, 7 mesi e 2 giorni, pesa 8,660 kg e misura 68,5 cm d'altezza.
la dottoressa, temporanea sostituta del nostro solito pediatra, dice che c'è una deflessione della curva di crescita.
ma come?
anche se in un mese è cresciuto 3 cm e mezzo, e più di 6 etti.
e non considera che il bambino gattona già, che lalla, che è muscoloso al punto da tirarsi in piedi da solo, che è vispo e allegro, mangia tutte le sue pappe e ha le coscette e le guance rotonde.
no.
lei guarda la sua bella tabelluzza sul computer e asserisce deflessione.
e, subito dopo, ma non è che non c'ha latte, signora, e quando il bambino ciuccia non beve?, ovviamente a chi vuoi appellarti se non a quella cretina della madre? (che peraltro ti risponde, torva, che sì il latte ce l'ha.
(che poi, scusi dottoressa, ma se il bambino mangia carne, formaggio, cereali e verdure, che vuole che cambi di sostanziale il latte materno??)
ok che alla nascita stava al 90° percentile, ma poi si è fisiologicamente assestato su una curva più bassa.
ma poi tutti i discorsi dei neonati che a periodi crescono tanto e altri meno, e lo sviluppo intellettuale che si alterna a quello fisico etc etc etc?
no, noi facciamo riferimento solo alla TABELLA!
usciamo dallo studio indispettiti.
convinta di trovare il dovuto appoggio del Papà, mi sento dire, invece,
ma io voglio che il pupone sia grosso ...facciamolo mangiare DI PIU'!
vabbe', datemi un martello.
la dottoressa, temporanea sostituta del nostro solito pediatra, dice che c'è una deflessione della curva di crescita.
ma come?
anche se in un mese è cresciuto 3 cm e mezzo, e più di 6 etti.
e non considera che il bambino gattona già, che lalla, che è muscoloso al punto da tirarsi in piedi da solo, che è vispo e allegro, mangia tutte le sue pappe e ha le coscette e le guance rotonde.
no.
lei guarda la sua bella tabelluzza sul computer e asserisce deflessione.
e, subito dopo, ma non è che non c'ha latte, signora, e quando il bambino ciuccia non beve?, ovviamente a chi vuoi appellarti se non a quella cretina della madre? (che peraltro ti risponde, torva, che sì il latte ce l'ha.
(che poi, scusi dottoressa, ma se il bambino mangia carne, formaggio, cereali e verdure, che vuole che cambi di sostanziale il latte materno??)
ok che alla nascita stava al 90° percentile, ma poi si è fisiologicamente assestato su una curva più bassa.
ma poi tutti i discorsi dei neonati che a periodi crescono tanto e altri meno, e lo sviluppo intellettuale che si alterna a quello fisico etc etc etc?
no, noi facciamo riferimento solo alla TABELLA!
usciamo dallo studio indispettiti.
convinta di trovare il dovuto appoggio del Papà, mi sento dire, invece,
ma io voglio che il pupone sia grosso ...facciamolo mangiare DI PIU'!
vabbe', datemi un martello.
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martedì 14 settembre 2010
Com'è difficile sentirsi capite
- sai che oggi pensavo a cosa mi sarebbe piaciuto fare nella vita se non avessi avuto tutta quella fretta di decidere...se non fossi diventata avvocato...
- mmmh
- mi sarebbe piaciuto da morire diventare fisioterapista
- eh anche a me. (assume l'espressione da battutona) fisioterapista di fiducia di una squadra di pallavolo (femminile)!
- ...
- ...anzi, di nuoto (sempre femminile)! eh eh eh... (ridacchia)
- ...
- (ridacchia sempre)
- e non mi chiedi come mai?
- eh? scusa, dicevi?
scriverò per quei quattro minuti che il nano mi concederà.
anche oggi ci aspetta una giornata soli soletti, e il tempo è pure fesso (anche se sembra migliorare lentamente).
ho sonno, sono stanca, stanotte lui ha dormito poco e dalle cinque e mezza ha fatto i suoi esercizi ginnici. non voleva il seno, voleva solo stare addosso a me. quell'unica volta che il Papà, al mio ennesimo ringhio, ha provato a prenderselo, in quattro e quattr'otto, e con due rapide gattonate alla cieca nel buio della stanza, pupone era di nuovo arrampicato sulla mia anca.
ho la sensazione di non essere compresa. non dal mio compagno, da cui sarebbe essenziale che fossi capita quando succede, come ieri, che abbia voglia di parlare di ME (diamine, di ME!)
non da familiari vari. hanno sempre fretta, e io sono stata facilmente incasellata nella categoria "neomamma un po' esaurita ma che non si può proprio lamentare con quel pupo così bravo che ha"
gli amici (non tutti, per fortuna) liquidano ogni mia manifestazione di stanchezza con sorrisi, perchè per loro essere madre (del pupone, poi) è solo fonte di gioie ineffabili, e che mi lamento a fare?
non chiedo niente, giuro. solo essere ascoltata, e capita.
solo che qualcuno dica, con sincerità, che è dura fare la mamma, tanto più da sola, lontana dalla famiglia che potrebbe essere di supporto in momenti di crisi o anche solo quando avessi bisogno di riposare un po'.
solo uno sforzo dal mio compagno, lo sforzo di starmi a sentire quando vaneggio, e di chiedermi il perchè, ogni tanto, di certe cose che dico o faccio proprio in un momento e non in un altro.
- mmmh
- mi sarebbe piaciuto da morire diventare fisioterapista
- eh anche a me. (assume l'espressione da battutona) fisioterapista di fiducia di una squadra di pallavolo (femminile)!
- ...
- ...anzi, di nuoto (sempre femminile)! eh eh eh... (ridacchia)
- ...
- (ridacchia sempre)
- e non mi chiedi come mai?
- eh? scusa, dicevi?
scriverò per quei quattro minuti che il nano mi concederà.
anche oggi ci aspetta una giornata soli soletti, e il tempo è pure fesso (anche se sembra migliorare lentamente).
ho sonno, sono stanca, stanotte lui ha dormito poco e dalle cinque e mezza ha fatto i suoi esercizi ginnici. non voleva il seno, voleva solo stare addosso a me. quell'unica volta che il Papà, al mio ennesimo ringhio, ha provato a prenderselo, in quattro e quattr'otto, e con due rapide gattonate alla cieca nel buio della stanza, pupone era di nuovo arrampicato sulla mia anca.
ho la sensazione di non essere compresa. non dal mio compagno, da cui sarebbe essenziale che fossi capita quando succede, come ieri, che abbia voglia di parlare di ME (diamine, di ME!)
non da familiari vari. hanno sempre fretta, e io sono stata facilmente incasellata nella categoria "neomamma un po' esaurita ma che non si può proprio lamentare con quel pupo così bravo che ha"
gli amici (non tutti, per fortuna) liquidano ogni mia manifestazione di stanchezza con sorrisi, perchè per loro essere madre (del pupone, poi) è solo fonte di gioie ineffabili, e che mi lamento a fare?
non chiedo niente, giuro. solo essere ascoltata, e capita.
solo che qualcuno dica, con sincerità, che è dura fare la mamma, tanto più da sola, lontana dalla famiglia che potrebbe essere di supporto in momenti di crisi o anche solo quando avessi bisogno di riposare un po'.
solo uno sforzo dal mio compagno, lo sforzo di starmi a sentire quando vaneggio, e di chiedermi il perchè, ogni tanto, di certe cose che dico o faccio proprio in un momento e non in un altro.
lunedì 30 agosto 2010
Incidenti e...scamparla per un pelo
ieri mi è caduto dal letto, sgusciando via con uno swisssh e battendo a terra per ultima, fortunatamente, la testa. un piantone ma poi niente più e niente bernoccolo. per me, invece, capelli bianchi e sensi di colpa (ero lì davanti, possibile?)
stamattina la ddp mi chiama mentre in cucina preparo il brodo vegetale e mi fa, candida, "vieni a vedere se pupone ha qualcosa in bocca?". non ha finito di parlare che sono in camera da letto dove pupone gattona sul letto e mettendogli un dito in bocca mi accorgo con orrore che c'è un dischetto di spugna, il filtro di ricambio dell'aspiratore nasale.
come ha fatto a finirgli in bocca? com'è finito sul letto??
inutile dire che ora navigo in acque inquiete, col terrore che i guai si ripropongano con conseguenze peggiori.
mi domando se con i neonati sia normale vivere sul filo del rasoio. mi domando, anzi lo so, che più lui crescerà più difficile sarà stargli dietro.
mi devo SVEGLIARE
ma sul serio
Ps: per fortuna su sky danno la doppia ora. c'è filippo timi!
stamattina la ddp mi chiama mentre in cucina preparo il brodo vegetale e mi fa, candida, "vieni a vedere se pupone ha qualcosa in bocca?". non ha finito di parlare che sono in camera da letto dove pupone gattona sul letto e mettendogli un dito in bocca mi accorgo con orrore che c'è un dischetto di spugna, il filtro di ricambio dell'aspiratore nasale.
come ha fatto a finirgli in bocca? com'è finito sul letto??
inutile dire che ora navigo in acque inquiete, col terrore che i guai si ripropongano con conseguenze peggiori.
mi domando se con i neonati sia normale vivere sul filo del rasoio. mi domando, anzi lo so, che più lui crescerà più difficile sarà stargli dietro.
mi devo SVEGLIARE
ma sul serio
Ps: per fortuna su sky danno la doppia ora. c'è filippo timi!
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