Io.
e molta, anche.
capita di controllare sul calendario quando si è fatto l'ultimo controllo completo dalla ginecologa e di accorgersi che ne è passato troppo, di tempo. e di fissare una visita di controllo complimentandosi con se stesse per la tempestività.
capita di vivere le ventiquattro ore precedenti l'appuntamento nell'angoscia più totale, perchè si è ipocondriache certo, e i quattro anni di terapia al riguardo hanno aiutato ma non hanno cancellato il problema (mi fa strano chiamarlo problema, ormai fa parte di me), pensando al peggio del peggio, immaginandosi tutti gli scenari più tragici e insopportabili, commuovendosi guardando il proprio pupo che sgambetta nel suo body bianco e pensando che tutto quello strazio, quell'angoscia non sono sopportabili, no davvero.
capita soprattutto, se si è persa la propria adorata madre per un brutto male.
mi sono stancata di questo "capita". sto parlando di me.
ho perso mia madre per un brutto male.
ogni visita di controllo è uno strazio, perchè rivivo l'ansia che viveva lei prima di ogni esame.
e ora che c'è mio figlio non posso tollerare che gli succeda niente di brutto, anche solo indirettamente, che se mi dovesse accadere qualcosa lui crescerebbe senza madre e no, non esiste al mondo.
in quei momenti mi affaccio al futuro dalla mia spirale di terrore e mi dico che no, non ce la faccio, non ce la posso fare a sentire niente che non sia "stai benissimo".
marcio verso lo studio della dottoressa con in testa tutte le stronzate che ho letto su internet e di cui certi forum sono PIENE e ad ogni passo dico ti prego ti prego ti prego ti prego...
poi è un lampo, si spogli si sdrai si rivesta.
sì, sto bene.
va tutto bene.
finisco la visita e c'è mio figlio in braccio alla segretaria che mi sorride.
torno a casa, lui si addormenta. e io scrivo, perchè non ce la facevo più.
ora è come se fossi svuotata. l'ansia si placa insieme all'adrenalina e io avrei voglia solo di andare a dormire e svegliarmi domani, perchè questa giornata è stata troppo per i miei nervi. ho cercato tutto il tempo di domare questo panico, ma era come cercare di afferrare l'acqua che scorre.
odio i medici, e ne ho motivo credetemi, ma la mia ginecologa oggi è stata in gamba. abbiamo parlato di ciò di cui ho bisogno. prevenzione senza panico, come la donna adulta che sono.
e io sto meglio.
domani mi regalerò un giro per negozi (come faceva mia mamma se una cosa andava bene).
ora dedico la serata a tua nonna Mariella, pupone mio. ti voglio raccontare com'era bella e forte.